Cultura

Macerie, Greta e Marlon e la strage delle lucciole: un giallo fra denuncia sociale e introspezione

Macerie, Greta e Marlon e la strage delle lucciole è un libro scritto a quattro mani da Erica Arosio e Giorgio Maimone. Edito Ugo Mursia Editore, per la Collana Giungla Gialla diretta da Fabrizio Carcano, questo libro si potrebbe descrivere con una locuzione; un giallo introspettivo. Una lettura in cui confluiscono denuncia sociale, ferite emotive, la figura della donna in ogni sua sfaccettatura e una brama di riscatto impellente.

Macerie, la strage delle lucciole: un titolo esplicativo

Il titolo del libro è significativo: Macerie, Greta e Marlon e la strage delle lucciole si configura, infatti, con gran parte della trama. Tutto, all’interno del testo, parla appunto di Macerie: emotive, strutturali, morali, post belliche. Tutto aspira a una ricostruzione; partendo da piccoli indizi i protagonisti cercano di far combaciare i tasselli per giungere a un finale conclusivo. La trama si svolge in una Milano del 1950, ingrigita e deturpata dal dopo guerra:

“Era in macerie. Da un lato le conseguenze dei bombardamenti della guerra e dall’altro l’ansia di ricostruzione che spingeva ad abbattere il vecchio per creare, dal niente, nuovi quartieri. Era una Milano povera, ma in fermento”.

In quel dicembre del 1950, Milano è ancora scossa dalla polvere e dalla distruzione dei bombardamenti; si respira ancora timore, si ricorda ancora la guerra. I palazzi diroccati, le case abbattute e la miseria che aleggia nelle strade e per le vie incenerite non fermano la vitalità della ricostruzione; nonostante la migrazione del Sud e l’evidente povertà, Milano vuole crescere e vuole sostituire le macerie sgretolate del passato con qualcosa di nuovo. Il fermento e l’ottimismo verso il futuro non fermano, però, gli orrori che fra le mura impregnate ancora di tragedia stanno per consumarsi. A Milano si sta per compiere quella che poi, nel corso della lettura, diventerà la La strage delle Lucciole. Nonostante gli omicidi irrisolti, la Polizia non si cura di queste donne scomparse; sono prostitute, quindi non valevoli, non meritevoli di attenzione.

La figura della prostituta è avvolta dall’invisibilità e dall’omertà: non hanno diritti, sono considerate sporche e immorali e, per questo motivo, non meritevoli di indagini circa la loro fine. La loro morte non è un danno per la società. Questo velo di indifferenza sarà squarciato da Greta, una ragazza dai capelli fulvi che sta per diventare avvocato. La figura di Greta è emblematica: bella, fragile e intelligente vuole la verità, cerca giustizia sulla morte di quelle lucciole non considerate: donne che, spesso, hanno dovuto cedere a una vita non auspicata per fame e miseria. Il momento storico descritto è delicatissimo e il contesto claudicante: l’indagine di Greta segna quel punto di svolta necessario in un tessuto urbano contaminato dalla Legge del Silenzio.

Una chiara divisione sociale messaggera di riflessioni

I quartieri meno in vista della Milano del tempo sono popolati da personaggi diversificati, che si alternano in un andirivieni minuzioso. Nel corso della lettura traspare una netta divisione sociale: le persone ”dabbene” che popolano i quartieri alti della società badano attentamente a non mescolarsi con la gente di strada. A meno che questo avvenga nei postriboli. Una curiosa contingenza che si ripete da ogni tempo; nel riflettere su questa circostanza antica, ma spesso presente in svariati contesti, sovviene alla mente un verso tratto da una canzone di Francesco Guccini che ben descrive tale situazione, il brano Il Sociale e l’Antisociale contenuto nell’album Folk beat n. 1:

Non ho rapporti con i proletari
Soltanto a tarda notte lungo i viali
.

 Dalla macro scissione sociale si passa a una micro divisione, quella fra Greta e colui che sarà un altro personaggio fondamentale: Marlon. Greta si sta per avviare alla pratica forense, ed è figlia di un illustre avvocato. Marlon, figlio di un operaio, sembra ancora non aver chiara la strada da percorrere. Ex pugile ed ex partigiano uniranno insieme le forze, facendo squadra, pur essendo agli antipodi della società milanese del tempo. Greta aguzzerà le sue doti da osservatrice finendo per risolvere gli enigmi sorti circa la figura del serial killer. Marlon cercherà di individuare potenziali indizi nelle sue letture prendendo spunto da alcune storie del passato. La cooperazione di Greta e Marlon scarnificherà quel pesante velo di omertà che, nel tempo, insieme al potere e all’indifferenza ha lasciato che queste tragedie restassero sopite.

Macerie, la strage delle lucciole: l’ipocrisia sociale e il ruolo delle donne

La Milano descritta in Macerie è una città sì in fermento ma cupa e cinerea, a tratti. Nel tentativo di risorgere dal dopoguerra il collante primario per affari politici e di potere è proprio il meretricio. Prima che la Legge Merlin del 1958 chiudesse le case di tolleranza, il fenomeno della prostituzione regolamentata visse l’ultimo fulgido periodo di attività; è proprio in questo sottobosco di personaggi invisibili che si muove il tessuto urbano e sociale che conta. Gli affari, le questioni politiche, i blasonati della cultura frequentano le lucciole, un segreto tacito che non deve venir fuori, viste le cariche prominenti che ricoprono. Un’ipocrisia sociale che si accosta agli illeciti di uomini illustri della superficie, insieme alle nefandezze da loro compiute.

Intanto presso il Teatro La Scala ci si prepara al debutto dell’Otello di Giuseppe Verdi: il romanzo ha un legame particolare con La Scala che, per l’ultimo anno, vedrà l’inaugurazione della Stagione il giorno di Santo Stefano. Ma fra lustrini e ornamenti c’è un serial killer che trama la morte di donne che, per la società, sono solo contenitori di piacere maschile. Sono oggetti che subiscono, che hanno rinunciato a qualsiasi forma di dignità perché non riconosciuta e calpestata. Greta troverà la chiave di apertura a questo enigma grazie a una giovane lucciola che aiuterà l’avvocatessa a carpire la vera natura dell’assassino.

Un parallelismo con Un Amore di Dino Buzzati

Il contesto di Macerie, La strage delle Lucciole ricorda, a tratti, Un amore di Dino Buzzati. Antonio Dorigo, uomo appartenente a un certo tipo di ceto sociale, si invaghisce di Laide Anfossi la quale finge di fare la ballerina a La Scala e, invece, riceve uomini nelle casa di appuntamenti della Signora Ermelina. Anche in Un amore di Buzzati l’ambientazione si snoda in una Milano grigia, ma nel 1960. Buzzati sviscera, attraverso la tecnica del monologo interiore, il conflitto dell’uomo maturo attratto dalla giovinezza. Tuttavia, analizza anche il ceto illustre e borghese affascinato dal volgo, da ciò che è popolare. Un amore è un romanzo di ispirazione autobiografica, una sorta di confessione che tenta di esorcizzare un’esperienza devastante. Macerie, invece, sottolinea la mercificazione dei corpi e la disintegrazione totale della dignità di queste donne;.

L’indagine di Greta è sofferta, dolorosa, perché fa emergere tutta la volgarità e l’immoralità di uomini altolocati, e con una certa posizione, che contribuiscono allo sfacelo interiore di queste donne: vittime sacrificali, deboli e usate per lo più come pedine di un sistema finanziario e sociale potente e famelico. Le Macerie di questo romanzo si riflettono negli ambienti ancora segnati dalla guerra; negli animi ignobili e riprovevoli di quegli uomini spettatori di misfatti nella totale omertà, e negli omicidi irrazionali figli di una cieca follia.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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