Migliaia di persone hanno manifestato a Madrid sotto alla sede del Partito socialista per dimostrare il loro sostegno al premier. Lunedì è attesa la decisione di Pedro Sánchez su eventuali dimissioni dopo il caso di traffico influenze che ha travolto la moglie “Pedro resta”. “Presidente, siamo con te”. Sono queste alcune delle frasi che la numero due del Partito socialista e prima vicepresidente del governo spagnolo, María Jesús Montero, ha pronunciato durante il suo accorato intervento di sabato al Comitato federale del Partito socialista che si è svolto nella sede madrilena di via Ferraz a Madrid.

“Siamo con te per darti il nostro amore e la nostra gratitudine”, ha detto Montero a sostegno del segretario generale del suo partito Pedro Sánchez, che da due giorni è in attesa con l’agenda congelata “per riflettere” sulle sue possibili dimissioni a causa delle indagini nei per traffico di influenze a carico della moglie Begoña Gómez.

Il suo partito ritiene che tutto ciò faccia parte di un piano della destra e dell’estrema destra per logorare Pedro Sánchez e che la denuncia, presentata dal sindacato Manos Limpias, non abbia alcuna legittimità.

Per questo motivo la dirigenza del partito ha organizzato un evento senza precedenti nella storia del Partito socialista spagnolo: un Comitato federale aperto, trasmesso in diretta su schermi giganti installati in via Ferraz, dove si trova la sede.

All’esterno, migliaia di persone hanno seguito i vari interventi, sventolando le bandiere della Spagna e del Partito Socialista stesso. All’interno, diversi leader politici del partito si sono stretti attorno alla figura del presidente.

“Basta bugie”, ha detto María Jesús Montero. Nel suo discorso, la prima vicepresidente ha denunciato che il presidente del governo sta subendo “violenze verbali” contro di sé e la sua famiglia e ha parlato di una “campagna sporca contro di loro“. Ha anche menzionato Begoña Gómez, che ha definito una “donna moderna, professionale, indipendente e intelligente, come tante altre donne in questo Paese”. “Per te, Begoña, e per tutti noi, basta con queste molestie“, ha detto il numero due del partito, mentre i sostenitori applaudivano dalla strada nonostante la pioggia che cadeva su di loro

Cosa è successo alla moglie di Pedro Sánchez

La sezione istruttoria numero 4 del Tribunale di Madrid ha aperto un’indagine preliminare nei confronti di Begona Gomez, moglie del premier Pedro Sanchez, per indagare i presunti rapporti con alcune imprese private destinatarie di appalti e fondi pubblici, sulla base di un esposto presentato dal sindacato dell’estrema destra Manos Limpias.

L’indagine punta ad accertare se si debba aprirsi un fascicolo di inchiesta nel caso si prefigurino indizi dei reati di abuso di informazione privilegiata e corruzione, ipotizzati nella denuncia di Manos Limpias, secondo fonti giudiziarie citate da El Confidencial. L’esposto fa riferimento a presunte riunioni avute nel 2020 da Begona Gomez con il consigliere delegato di Air Europe, la compagnia aerea che ricevette 475 milioni per il salvataggio da parte dello Stato spagnolo e al fatto che il premier Pedro Sanchez partecipò alla seduta del Consiglio dei ministri che approvò il decreto di finanziamento. Sui fatti in oggetto si è già pronunciato l’Ufficio statale per i Conflitti di interesse, attivato dal Partito Popolare all’opposizione, archiviando la denuncia del Pp in quanto “priva di base giuridica” e concludendo che il premier Sanchez non doveva astenersi dalla deliberazione.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha sospeso le sue funzioni pubbliche mercoledì e ha annunciato che si prenderà un po’ di tempo per “fermarsi e riflettere” sull’opportunità di rimanere in carica.

La decisione arriva dopo che un tribunale ha aperto un’indagine preliminare per corruzione contro sua moglie, Begoña Gómez. In una lettera aperta al pubblico, il presidente ha accusato la destra e l’estrema destra di perpetrare una strategia di “molestie e demolizione” contro di lui e sua moglie.

L’indagine avviata per verificare i sospetti su alcune attività di Begona Gomez è partita sulla base di una “denuncia falsa, come altre”: lo ha sostenuto Felix Bolanos, ministro della Presidenza e della Giustizia e considerato uno degli uomini più vicini al leader iberico, intercettato dai cronisti al Congresso. A riguardo si è espresso anche il capogruppo socialista in questa Camera, Patxi Lopez. “C’è una strategia che porta a lanciare accuse senza dati, senza informazioni veritiere, senza prove, solo per attaccare”, ha detto. “In questo caso, si parla di una persona diffamata senza motivo. Così non va bene”, ha aggiunto. Da parte sua, il Partito Popolare (opposizione) chiede invece a Sanchez “chiarimenti” pubblici sul caso.