Il Mali ha espulso l’ambasciatore francese in loco Joël Meyer dal Paese. È quanto avvenuto quest’oggi nell’ex Repubblica africana, al termine di una lunga consultazione della giunta militare che dallo scorso maggio è salita al potere. A divulgare la spiacevole notizia ci ha pensato il regime stesso, attraverso un comunicato stampa ufficiale letto sulla televisione nazionale. Inutile dire che si tratta di un evento che va ad inasprire i rapporti già incrinati e piuttosto complicati che da mesi intercorrono con la Francia. Non a caso, in seguito alla decisione presa dai vertici, si è innescato un duro botta e risposta con il governo parigino, la cui ingerenza, però, non sarebbe vista di buon occhio dalle autorità locali.
Le divergenze di opinione tra Mali e Francia
Il Burkina Faso non è la sola nazione dell’Africa che sta attraversando un periodo di grande instabilità. Anche il Mali, per certi versi, vive nella medesima situazione. Nel maggio 2021, infatti, dopo un tentativo fallito nel 2020, i militari hanno dato vita ad un autentico golpe. Una giunta militare si è installata al posto del precedente esecutivo e le cose sono decisamente cambiate. In particolare, da allora le divergenze con la Francia non hanno fatto altro che peggiorare. E oggi, a distanza di diversi mesi, tornano a deteriorarsi per via dell’espulsione dal territorio nazionale dell’ambasciatore francese.
Nella giornata odierna Meyer ha avuto un colloquio con il Ministro degli Esteri malese su convocazione di quest’ultimo. Un incontro che non dev’essere affatto andato bene, visti i recenti sviluppi. Nel giro di pochissimo tempo, difatti, l’esercito ha diffuso una nota in cui spiegava l’accaduto. “Il governo della Repubblica del Mali – ha dichiarato sulla tv di Stato – informa […] che oggi l’ambasciatore francese è stato […] stato informato della decisione del governo che lo invita a lasciare il territorio nazionale entro 72 ore“. Insomma, una scelta drastica e in seguito alla quale la replica di Parigi non si è fatta attendere.
Secondo il ministro francese Jean-Yves Le Drian il Mali agirebbe per conto della Russia. Anzi, alcune cellule del Cremlino starebbero operando in quei territori per assicurarvisi una solida influenza. Tra queste, ci sarebbe il gruppo privato Wagner, formato da mercenari russi armati dalla loro madrepatria a cui si starebbe facendo ricorso nella lotta contro i jihadisti. Dal canto suo, la giunta ha smentito tali accuse, ribadendo di svolgere il proprio compito esclusivamente nell’interesse del Paese. per di più, ci ha tenuto a sottolineare che le cause di questi attriti sono legati proprio agli infondati sospetti del Governo di Macron.
Scritto da Diego Lanuto.
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