Una protesta pacifica davanti alla sede della Leonardo Spa è costata ore di umiliazione. Lo raccontano le manifestanti di Extinction Rebellion, presenti alla manifestazione insieme a Palestina Libera e Ultima Generazione. Subito le Forze dell’Ordine sono arrivate sul posto per prelevare le manifestanti, prontamente portati nella Questura di Brescia. Qui i dipendenti le hanno fatte spogliare completamente, e costrette ad eseguire alcuni squat.
Manifestanti di Extinction Rebellion costrette a spogliarsi in Questura a Brescia

“Mi hanno chiesto di spogliarmi, di togliermi le mutande e fare tre squat per dei controlli, a detta loro”. L’assurda e immotivata richiesta di spogliarsi ed eseguire gli squat era solo per le donne, non per gli uomini. “Chiederemo giustizia, anche questa volta, affinché il diritto al dissenso venga difeso, onorato e protetto”, scrive il movimento. Un sequestro durato più di sette ore, che dimostra, ancora una volta, quanto il clima repressivo e la prevaricazione delle Forze dell’Ordine sia ormai prassi durante le manifestazioni.
La politica si è immediatamente schierata a favore delle vittime. Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, ha depositato una interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sugli eventi. “Come mai persone che avevano fornito i documenti sono state trattenute per sette ore? E perché solo le donne sarebbero state costrette a spogliarsi e a eseguire piegamenti?”, dice.
La nota dell’Associazione
Sui social, da parte dell’Associazione, si legge: “Dopo oltre 7 ore di fermo in Questura, sono state rilasciate le 23 persone di Extinction Rebellion, Palestina Libera e Ultima Generazione che erano state fermate dopo la manifestazione alla Leonardo spa di Brescia. Appendiamo con dolore che molte delle persone socialmente identificate come donne sono state costrette a spogliarsi e a eseguire piegamenti sulle gambe, trattamento non riservato invece alle persone di sesso maschile.
Tutte le persone sono state denunciate arbitrariamente per reati pretestuosi e altre espulse da Brescia con dei fogli di via obbligatori. Sì, la solita misura di prevenzione del codice antimafia che viene illegittimamente notificata dai Questori di tutta Italia sotto ordine diretto del Ministero dell’Interno. Si conclude così una giornata piena di abusi in divisa che apre una nuova ferita nella gestione del pubblico dissenso in questo Paese. Abusi che raccontano, ancora una volta, che contestare le politiche genocide ed ecocide della Leonardo – la principale azienda bellica partecipata dallo stato italiano – non è assolutamente consentito. Chiederemo giustizia, anche questa volta, affinché il diritto al dissenso venga difeso, onorato e protetto. Ripetiamolo insieme: sorella, non sei sola!“.
La risposta della Questura di Brescia
La questura di Brescia interviene con una nota. ”Sulle perquisizioni ricostruzioni infondate. In ogni momento è stata salvaguardata la riservatezza e la dignità delle persone e sono state seguite le corrette procedure operative. Nella mattinata di ieri il personale della questura di Brescia si trovava, alle ore 08.30 circa, presso la sede della Leonardo Defence Spa. I militanti del sodalizio Extinction Rebellion avevano improvvisato un’iniziativa nei pressi dell’ingresso dello stabilimento produttivo in parola. In particolare, 22 esponenti del sodalizio, dopo aver oltrepassato le barre veicolari poste come limite della proprietà all’esterno del sito, davano corso ad un presidio, taluni formando una catena umana ed incatenandosi tra loro allo scopo di bloccare i camion in entrata e in uscita dalla fabbrica, altri imbrattando con scritte le mura dell’azienda, mentre una militante si era arrampicata con imbracature tecniche su un pennone portabandiera in acciaio’.
”Si è proceduto poi alle perquisizioni personali tenuto conto delle azioni poste in essere dai manifestanti e per salvaguardare l’incolumità degli operatori di Polizia. Nel corso delle singole perquisizioni, svolte da personale femminile per le donne, i manifestanti hanno eseguito dei piegamenti sulle gambe al fine di rinvenire eventuali oggetti pericolosi. In ogni momento hanno ricevuto riservatezza e la dignità delle persone e sono state seguite le corrette procedure operative. I soggetti hanno potuto consumare un pasto e sentire i vari interlocutori, tra cui un avvocato ed un consigliere comunale. Questi chiedevano notizie sulla situazione dei manifestanti, e hanno ricevuto notizie in modo trasparente ed esaustivo. Atteso il numero dei manifestanti presenti in Questura nonché l’atteggiamento poco collaborativo degli stessi la stesura degli atti si è conclusa alle 18,30 circa. Abbiamo costantemente informato l’autorità giudiziaria dell’attività di polizia. Abbiamo sempre tutelato la dignità delle persone e le procedure da rispettare”.
Marianna Soru
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