Marc Marquez torna in sella e Honda scende in pista

Mentre Honda scende in pista con la nuova RC213V, Marc Marquez torna in sella, ma non alla sua moto (è ancora troppo presto) bensì sulla cyclette di allenamento. Sono passati 48 giorni dall’ultimo intervento alla spalla destra e mentre tutti iniziano a domandarsi se e quando ritornerà in pista, il “Cabroncito” torna in palestra e fa impazzire i social. La fotografia, postata dallo stesso Marc, lo ritrae sulla cyclette di allenamento con il tutore ancora ben saldo al braccio, ma lo sguardo enigmatico e la smorfia compiaciuta sembrano lanciare un messaggio velato per chi avesse ancora dei dubbi: sto tornando!

Nonostante la voglia di Marc Marquez di tornare in sella sia incalcolabile e ben nota a tutti, il percorso di recupero sarà ancora piuttosto lungo. Dopo aver provato a forzare il rientro in pista, l’otto volte campione del Mondo dovrà ora fare appello a tutta la sua pazienza per concludere al meglio il percorso di riabilitazione.

Marc Marquez, primi segnali positivi

Sembra essere successo tutto l’altro ieri, ma da quel fatidico GP di Spagna sul circuito di Jerez, ormai, sono trascorsi 6 mesi. Nonostante il tempo però, ricordiamo ancora nitidamente l’immagine di Marquez disarcionato dalla sua RC213V e il tremendo impatto sulla sabbia spagnola. Tutto sembra cambiare da quel fatidico 19 luglio, soprattutto per Marc Marquez.

Marc Marquez durante la caduta sul circuito di Jerez durante il GP di Spagna – Photo Credit: MotoGP Official Twitter Account

Da allora il “Cabroncito” si è sottoposto a tre interventi per sistemare l’omero destro e finalmente sembrano arrivare i primi segnali positivi sul suo recupero. Sebbene si cominci ad intravedere la luce in fondo al tunnel, non si sa quanto tempo passerà prima di rivedere il numero #93 di nuovo in pista. Marquez, infatti, non ha ancora concluso le terapie antibiotiche e nel suo ultimo comunicato, la stessa Honda HRC non fa riferimento ai tempi di recupero del pilota. Una cosa però è certa: come ogni pilota Marc farà carte false pur di tornare in pista e reclamare il trono della MotoGP nel 2021.

Honda HRC, in pista con la nuova RC213V

E mentre Marc riprende ad allenarsi sulla cyclette, Honda torna in pista con il suo collaudatore Stefan Bradl per i primi test invernali in Andalusia. Dopo il disastroso Mondiale 2020, la casa di Tokyo ha scelto di rivoluzionare la sua RC213V. L’infortunio di Marquez ha costretto la casa alata a far fronte ad un’infinità di problemi legati non solo al pilota, ma anche al prototipo (profondamente legato allo stile di guida unico di Marc). Come per gli altri costruttori, ad eccezione di Aprilia, Honda ha dovuto fare i conti anche con il congelamento dello sviluppo del motore. I limiti però possono tramutarsi in occasioni e opportunità, così la casa giapponese ha deciso di intervenire con mano decisa sul progetto RC213V per la stagione MotoGP 2021.

Honda RCV213 2021
La nuova RCV213 targata Honda fa il suo debutto sul tracciato di Jerez – Photo Credit: pagina facebook ufficiale MotoGP

Dalle prime immagini in arrivo dal circuito di Jerez si nota come Honda abbia rielaborato la RC213V. Nel 2021 la casa di Tokio è intenzionata a fornire una moto uniforme e in grado di mettere a proprio agio tutti i piloti. Per questo motivo il lavoro maggiore sul nuovo prototipo è stato fatto al livello del telaio. Come si può notare dall’immagine, la nuova struttura del telaio appare più sottile intorno all’area del perno del forcellone. Ma perché diminuirne lo spessore? La risposta più accreditata è che Honda sta cercando una maggiore flessibilità laterale negli angoli. Permettere alla struttura di flettersi (soprattutto ad angoli di piega elevati) porta la moto di adattarsi alla superficie della pista per cercare più grip. Tuttavia, una flessibilità eccessiva è controproducente soprattutto in fase di qualifica, quando i piloti devono spingere sul giro veloce.

Difficile dire se sarà proprio Marc Marquez a inaugurare il Mondiale MotoGP 2021 con la nuova RC213V o se il compito verrà lasciato alle mani esperte di Bradl. Chiunque salirà sul nuovo prototipo siamo certi però che l’obiettivo sarà soltanto uno: riportare Honda in cima alla classifica.

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Alberto Gelmi

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Ciao, mi chiamo Alberto e ho 24 anni. Sin dalle scuole medie sono sempre stato affascinato dal mondo delle due ruote, ma è solo nel 2015, all'età di 18 anni, che ho provato sulla mia pelle la magia del primo Gran Premio. Nonostante seguissi già da tempo la MotoGP non ero mai andato oltre alla semplice gara trasmessa in televisione. Così, insieme a un mio grande amico, abbiamo deciso di affrontare la sfida nel migliore dei modi: da Milano al Mugello in sella a un 125cc per un viaggio magico e sentimentalmente infinito: pieno di felicità, emozioni, sorprese e naturalmente... MOTO. Da allora andare in moto e seguire (anche se solo virtualmente) i campioni delle due ruote è diventato una piacevolissima droga. Facendo un salto temporale in avanti arriviamo al presente, o quasi. È infatti nel 2019 che scopro la passione per la scrittura e decido da subito di approfondire la materia. Il lavoro da fare è ancora tanto e faticoso, ma il mio sogno resta quello di scrivere di sport, passione e sacrificio ed è grazie a Metropolitan Magazine se questa "sogno" si sta, giorno dopo giorno, concretizzando.