Famoso per il suo monumentale romanzo Alla ricerca del tempo perduto, ecco tre curiosità su Marcel Proust: considerato uno dei maggiori scrittori della letteratura mondiale. Ma non è l’unico motivo per ricordarlo, soprattutto in occasione del centounesimo anniversario della sua scomparsa.
Tre curiosità in Alla ricerca del tempo perduto, la monumentale opera di Marcel Proust

Cento anni fa, il 18 novembre 1922, moriva a Parigi Valentin Louis Georges Eugène Marcel Proust, scrittore, saggista e critico letterario francese. La sua monumentale opera, Alla ricerca del tempo perduto, è stata divisa per motivi editoriali in sette volumi pubblicati tra il 1913 e il 1927. Come ha insegnato Proust, la vita è un costante atto di ricerca, per questo anche noi siamo andati “alla ricerca” di tre curiosità su questo grande autore che aiuteranno a ripercorrere la sua vita e la stesura della sua opera.
1. Importanza dei luoghi-ricordo
I luoghi dove Marcel ha trascorso l’infanzia e la giovinezza sono confluiti nei suoi scritti e mostrano come l’autore sia stato in grado di trasfigurare la realtà restandole fedele. Nelle Recherche viene sovrapposta la località dove si trovava la casa della famiglia paterna a Illiers in Normandia con quella dove si trovava la famiglia materna in Alsazia. In occasione del centenario della nascita di Marcel (Parigi, 10 luglio 1871) il paese di Illiers ha cambiato nome in Illiers-Combray, per richiamare il luogo in cui l’alter-ego letterario del narratore trascorre l’infanzia. Illiers infatti è chiamata da Proust Combray ed è qui che è ambientato il primo volume di Alla Ricerca del tempo Perduto, Dalla parte di Swann (1913).
Sono propri i ricordi ad aver reso celebre l’opera di Proust. Il testo è il primo vero “memoir“. In esso i ricordi riaffiorano alla mente del narratore, determinando una frattura nel tempo lineare del presente. Questo è riletto alla luce del passato, portando l’inconscio ad apparire nella forma della memoria involontaria.
2. Sulle tracce di Proust
Molti ammiratori delle opere di Proust amano ripercorrere le strade e i luoghi frequentati dall’autore, in un viaggio di “ricerca” della realtà nella letteratura. In molti si recano a Illiers-Combray, un piccolo villaggio a un centinaio di chilometri a est di Parigi. Qui abitava Elisabeth Amiot, la zia di Marcel, che nella Recherche diventa la zia Léonie, che preparava a Marcel bambino le madeleines. Ed è proprio il profumo delle madeleines sentito da adulto che riattiverà i ricordi ponendosi come il motore simbolico della Recherche. La casa di Proust è una delle tappe principali per i viaggiatori appassionati. La Maison de Tante Léonie è stata trasformata in museo nel 1954 dalla cugina di Marcel, Germaine Amiot.
A Illiers tra le pasticcerie nelle quali si possono degustare le famose madeleines, la visita alla chiesa di St. Jacques (negli scritti chiamata St. Hilaire), le passeggiate in campagna simili a quelle compiute da Proust, i turisti si immergono in un’atmosfera di tranquillità e ricordi. Altra meta turistica è Cabourg in Normandia, che nel secondo volume All’ombra delle fanciulle in fiore (1919) diventa Balbec. A Cabourg si trovano la Promenade Marcel Proust. Questa è una strada di tre chilometri in riva al mare e il Grand Hotel Cabourg-Balbec dove al quarto piano nella stanza 404, oggi ricostruita con suppellettili dell’epoca, Marcel (nonché il suo alter-ego letterario) era solito alloggiare.
Un’altra tappa è Doncières e il castello di Guermantes a pochi chilometri da Parigi, dove è ambientato il terzo volume I Guermantes (1920). Le vicende del quarto volume Sodoma e Gomorra (1921-1922) sono ambientate tra la già nominata Balbec e Parigi. Soprattutto Parigi è il luogo che con più frequenza compare in tutta la Recherche e soprattutto negli ultimi tre volumi (usciti postumi a cura del fratello Robert): La prigioniera (1923), La fuggitiva (1925) e Il tempo ritrovato (1927).
I lettori appassionati recandosi a Parigi ricercheranno sia la casa dove Marcel è nato (n. 96 di rue La Fontaine ad Auteil), la casa dove è vissuto fino al 1906 (secondo piano del 45 di rue de Courcelles) e soprattutto il piccolo appartamento (primo piano del 102 di boulevard Haussmann) dove Proust, fatte rivestire le pareti della sua camera di sughero per isolarsi dai rumori esterni, scrisse la maggior parte del suo romanzo. La stanza da letto è stata ricostruita nel Museo Carnavalet, sempre a Parigi, dove sono conservati gli arredi originali con tanto di scrivania e calamaio.
3. Assenza totale dei numeri in un’opera che è entrata nel Guinness dei Primati
La sua opera, con circa 9.609.000 caratteri, scritti in 3724 pagine è entrata nel Guinness dei Primati come il romanzo più lungo del mondo. Sorprenderà sapere che questi caratteri sono solo lettere e mai cifre. In nessuno dei volumi di Alla ricerca del tempo perduto compaiono numeri, né prezzi e neppure le date in cui avvengono i fatti. Questa anomalia si ricollega alle attitudini di Marcel, grande appassionato di studi letterari non molto portato per la matematica.
Perse molto del denaro ereditato dai genitori a seguito di investimenti sbagliati e gioco d’azzardo. Non comprese mai appieno il valore dei beni materiali dando via a poco prezzo mobili, case e collezioni. Insomma, Marcel, geniale scrittore ma pessimo contabile!
Il romanzo di Marcel Proust è pieno di curiosità. In occasione del suo centenario si potrà leggere (o rileggere) la sua opera. In fondo: «Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso». (M. Proust, da Il tempo ritrovato)
Elisabetta Guglielmi
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