In vista dell’uscita di Cime Tempestose (dal 12 febbraio al cinema), Margot Robbie ha iniziato a raccontare la storia ancora prima che si accendano le luci in sala. Come? Attraverso una sequenza di look studiati, evocativi, quasi narrativi. È method dressing, ma fatto bene. Molto bene.

Margot Robbie è già dentro Cime Tempestose: il press tour diventa gotico couture

Altro che red carpet random: qui siamo davanti a un press tour che funziona come un moodboard vivente, dove ogni outfit strizza l’occhio al romanticismo gotico, all’intensità emotiva e all’immaginario vittoriano del film. E sì, Margot sembra già Catherine Earnshaw IRL.

Ospite al Jimmy Kimmel Live, Robbie ha dato il via al racconto con un abito Alexander McQueen che era tutto fuorché basic. Asimmetrico, semi-trasparente, floreale ma inquieto, con dettagli laser-cut che sembravano petali consumati dal vento. Un look che non urlava “costume d’epoca”, ma sussurrava dramma romantic. Accessori neri essenziali, gioielli con diamanti puliti e zero eccessi: equilibrio perfetto tra couture e atmosfera.

Victoria Beckham entra in scena (due volte)

Il secondo capitolo del racconto passa da Victoria Beckham, e qui il romanticismo si fa più delicato, quasi sospeso. Prima con un mini dress cipria dalla collezione Primavera/Estate 2026: scollo a V, texture leggere, un effetto piuma appena accennato che sembrava muoversi a ogni passo. Poi con una jumpsuit decisamente più strutturata, corsetto ricoperto di piume e pantaloni palazzo. Vittoriano, sì, ma filtrato attraverso un’estetica super contemporanea. Il risultato? Period drama, ma fashion editor-approved.

Il tocco ottocentesco, versione modern girl

A chiudere il giro, un mini dress di Roberto Cavalli con maniche scampanate, richiamo diretto all’immaginario romantico dell’Ottocento. Ma niente nostalgia polverosa: vernice lucida ai piedi, gioielli importanti e styling pulito rendono il look assolutamente attuale. È questo il punto forte di Margot: prende il passato e lo rende desiderabile adesso.

Il press tour come storytelling (e non solo promo)

Dopo Barbie, Margot Robbie dimostra di aver capito perfettamente il gioco. Oggi un press tour non basta più: deve essere coerente, riconoscibile, quasi cinematografico. E lei lo sta usando come un’estensione del film, anticipandone l’atmosfera attraverso abiti che parlano di passione, tormento e bellezza cupa.