Cinema

Mariangela Melato, indimenticabile e indimenticata

Nel firmamento delle migliori attrici italiane c’è anche e soprattutto lei, Mariangela Melato, nata il 19 Settembre del 1941 e morta a 71 anni nel 2013 in seguito ad un tumore. Con i suoi occhi e il suo sguardo ha ammaliato e affascinato tutto il cinema italiano.

Gli inizi

Figlia di un vigile urbano e di una sarta, Mariangela Melato cominciò a dedicarsi al mondo della recitazione quando ancora non aveva vent’anni. Dopo aver studiato all’accademia di Brera ed essersi pagata i corsi di Esperia Sperani lavorando alla Rinascente, nel 1960 entrò nella compagnia di Fantasio Piccoli, il noto regista teatrale. Per tutti gli anni ’60 continuò a lavorare nel teatro prima con Dario Fo e poi anche con Luchino Visconti nel dramma La Monaca di Monza.

Mariangela Melato e Gian Maria Volontè in “La classe operaia va in Paradiso” Photo credits:web

I grandi successi degli anni ’70

Solo nel 1970 finalmente la Melato approda al cinema con “Thomas e gli indemoniati” di Pupi Avati, ma il vero successo arriva l’anno dopo nel 1971, con “La classe operaia va in paradiso” il discusso film di Elio Petri. Qui Mariangela Melato interpreta Lidia, la compagna di Lulù, impersonato da Gianmaria Volontè, che sfiancato dal troppo lavoro non riesce più ad avere un vero rapporto con lei.

Questo ruolo farà Vincere alla Melato un nastro d’argento come miglior attrice. Gli anni ’70 sono davvero un momento d’oro per l’attrice che sarà diretta da Steno, Vittorio De Sica e comparirà tra gli altri numerosi film anche in “Il Generale dorme in piedi” con Ugo Tognazzi.

Mariangela Melato e Ugo Tognazzi- Photo credits:web
Mariangela Melato e Ugo Tognazzi- Photo credits:web

Proprio insieme all’attore cremonese reciterà in altri due film. Nel 1977 la vediamo ne “Il gatto” di Luigi Comencini nel ruolo di Ofelia, con cui conquisterà il suo terzo David di Donatello. Terzo film insieme al collega e amico Ugo Tognazzi è invece il “Casotto” di Sergio Citti, insieme a Gigi Proietti, Franco Citti e Jodie Foster.

Gli anni ’70 sono ovviamente anche gli anni in cui sarà in coppia nei film di Lina Wertmuller con Giancarlo Giannini(Travolti da un’insolito destino nell’azzurro mare d’Agosto e Film d’amore e d’anarchia e Mimì metallurgico ferito nell’onore) , annoverata da sempre come una delle coppie comiche meglio riuscite al cinema. Sarà proprio grazie a queste interpretazioni che il suo successo verrà pienamente confermato.

Mariangela Melato in Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'Agosto- Photo Credits: web
Mariangela Melato in Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’Agosto- Photo Credits: web

Non solo cinema: il teatro e la tv

Nemmeno la Magnani era riuscita a conciliare cinema, teatro leggero e impegnato e televisione come ha fatto lei.

Così Renzo Arbore ha ricordato Mariangela Melato, e non solo perchè fu uno dei suoi più grandi amori. Mariangela Melato infatti, anche durante gli anni in cui si è dedicata maggiormente al cinema ha sempre portato avanti anche il suo amore per il teatro. Ricordiamo in particolare Filomena Marturano di De Filippo, insieme a Massimo Ranieri trasmesso anche in tv, oltre a molte altre opere che vanno da Pirandello, Euripide fino a Tennesee Williams in Un tram che si chiama desiderio

Dagli anni 90 invece numerose furono le sue collaborazioni in televisione, in particolare con film per la tv.

Mariangela Melato- photo Credits:web
Mariangela Melato- photo Credits:web

Mariangela Melato: così amata, così rimpianta

Mariangela Melato, non solo è stata, ma rimane tutt’ora una delle più grandi attrici italiane di sempre, così come Monica Vitti e la già citata Anna Magnani. E’ riuscita ad esprimersi in più modi usando più mezzi espressivi in virtù di un eclettismo raro. Inoltre non si è mai fatta abbindolare dai soldi come lei stessa ha affermato, ma ha sempre ricercato solo progetti che stimolassero il suo interesse.

Un enorme talento, ineguagliabile. Molto riservata, anche all’apice del successo, così come hanno affermato molti suoi colleghi ,Mariangela non si è mai sentita e non si è mai comportata da diva. I suoi occhi e il suo sguardo sono tra i più caratteristici e particolari del cinema italiano, e la sua scomparsa, troppo prematura, ancora un grande rimpianto.

Elena Belli

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