Cinema

Marilyn Monroe e Norma Jeane, i due volti di una Diva

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E’ stata inserita dall’American Film Institute al sesto posto nella lista delle più grandi star femminili di tutti i tempi e tra le 100 donne più attraenti di tutti i tempi. Fra i successi come cantante vi sono Bye Bye Baby e Diamonds Are a Girl’s Best Friend, inserite in “Gli uomini preferiscono le bionde”, e I Wanna Be Loved by You, cantata in “A qualcuno piace caldo”. Marilyn Monroe, le cui bellezza e sensualità sono state un continuo alternarsi di venerazione e grida allo scandalo, è considerata da molti la prima vera Sex Symbol.

Ripercorriamo gli aspetti più importanti della vita di questa diva immortale, tra la luce dei riflettori e le ombre del suo animo eternamente tormentato.

Photo Credit: dal web
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Quando Marilyn era ancora Norma Jeane

Il 1 giugno 1926, a Los Angeles, Gladys Pearl Monroe dà alla luce una bambina: Norma Jeane Mortenson Baker. Gladys ha alle spalle una storia complicata con gli uomini, fatta di divorzi e diversi abbandoni. Tra gli uomini assenti c’è anche il padre di Norma Jeane che non è mai stato identificato con certezza. I cognomi della bambina, infatti, sono i cognomi acquisiti dalla madre nei due precedenti matrimoni che Gladys dà alla bambina per non farla dichiarare illegittima. Alcuni mesi dopo la nascita, la bambina viene battezzata come Norma Jeane Baker Monroe, acquisendo il cognome materno.

Gladys, tuttavia, era economicamente e mentalmente instabile. Decise di dare in affido la bambina, che entrò a far parte della famiglia Bolender fino all’età di 7 anni. Venne poi affidata ad una famiglia inglese residente a Los Angeles. Per un breve periodo anche Gladys visse con Norma Jeane e la coppia inglese. Ma dopo la diagnosi di schizofrenia paranoide, la donna venne dichiarata incapace di intendere e di volere, e per Norma Jean iniziò un periodo di peregrinazioni tra orfanotrofi e famiglie affidatarie, nelle quali la bambina fu spesso vittima di violenze e disattenzioni.

Norma Jeane: la bambina diventa una donna

L’estenuante ping-pong tra famiglie e orfanotrofio sembra avere fine quando Grace Mckee, amica della madre e sua tutrice, la prende con sé. Grace amava Norma come se fosse figlia sua e in lei vedeva la bellezza della sua attrice preferita: Jean Harlow. Con Grace, Norma diventa adolescente. Come ogni ragazzina con la propria mamma, Norma si lascia guidare da Grace nella scoperta della bellezza estetica, come truccarsi e acconciarsi i capelli. Ma quando la ragazzina ha 16 anni, l’incubo dell’orfanotrofio torna a bussare alla sua porta: Grace, infatti, non può più prendersi cura di lei. Norma è disposta a tutto pur di non tornare in orfanotrofio e decide che il matrimonio è l’unica strada per evitarlo. A 16 anni diventa la signora Dougherty, moglie di James Dougherty, operaio di un impianto aereo dove la stessa Norma aveva lavorato.

Norma Jeane in posa durante un servizio fotografico- Photo credit: dal web
Norma Jeane in posa durante un servizio fotografico- Photo credit: dal web

La Pin-Up perfetta per i soldati in guerra

Durante il primo matrimonio, i soldi scarseggiano e Norma, consapevole della propria bellezza, decide di usare il suo aspetto fisico a suo vantaggio. Inizia a posare come fotomodella e, durante un servizio fotografico nello stabilimento Radioplane in California, la ragazza attira l’attenzione dei fotografi. L’attenzione di altri uomini, però, non piace al signor Dougherty che chiede il divorzio. Norma decide di proseguire con la sua attività e, grazie al servizio fotografico di Radioplane, diviene la pin up perfetta per i soldati impegnati nella Seconda Guerra Mondiale. Uno dei fotografi la mette in contatto con una vera agenzia di modelle, la Emmelyne Snively. In questo periodo Norma partecipa al contest di bellezza Miss California 1947, assicurandosi la corona.

Norma Jeane arriva a Hollywood: nasce Marilyn Monroe

Dopo il successo da fotomodella, Norma decide di aggiungere voce e carattere alla sua immagine. Non più una bella figura immobile e muta su una pagina di un giornale, ma una donna incredibilmente affascinante capace di ammaliare lo spettatore grazie al suo carisma e alla sua voce. Non ha difficoltà ad inserirsi nel cinema, in poco tempo ottiene un contratto con la 20th Century Fox. C’è solo un problema: Norma Jeane sembra non essere il nome adatto ad una futura diva di Hollywood. Il nuovo nome scelto per lei, si lega non solo al volto ma anche all’anima della ragazza, che ha ormai abbandonato i panni della giovane e travagliata vita di Norma Jeane, tanto da cambiarlo ufficialmente con un’ordinanza del tribunale di New York. Il 23 febbraio 1956 nasce Marilyn Monroe.

photo credit: dal web
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Il rapporto travagliato con la Fox

Nonostante Marilyn abbia l’opportunità di muovere i primi passi nel cinema grazie alla Fox, i ruoli secondari che le vengono attribuiti non riescono a far brillare l’astro nascente. Dietro la maschera di Marilyn c’è ancora l’insicura Norma Jeane, che si sente sempre troppo piccola rispetto alla grandezza delle attrici protagoniste con le quali collabora. Da Barbara Stanwyck, con cui recita in “La confessione della signora Doyle”, (1952), Marilyn cerca di carpire la forza drammatica, la postura e la presenza scenica. Ma l’insicurezza è il suo demone personale, e non la abbandonerà mai. Per la Fox, Marilyn recita in quasi 20 film. Marilyn Monroe è l’idolo del pubblico, ma non della critica, che non riesce a vedere oltre la sensualità delle sue forme fisiche, complici i ruoli di secondo piano che Marilyn continua a rimproverare alla casa produttrice.

Con la caricatura di sè stessa Marilyn riesce a sfondare

1953, Marilyn ottiene il ruolo della bionda, bella e frivola Lorelei Lee nel musical “Gli uomini preferiscono le bionde”. Al suo fianco le si contrappone la mora Jane Russell nel ruolo di Dorothy Shaw. Se la mora Dorothy è una donna furba che investe tutto sul proprio lavoro, la bionda Lorelei ama i diamanti ed è alla ricerca di un miliardario da sposare. Marilyn, ancora una volta, rischia di avere tra le mani un ruolo ingrato che potrebbe tagliarle le gambe ma che, invece, trasforma in un capolavoro. Con le due canzoni “Diamonds Are a Girl’s Best Friends” e “Bye Bye Baby”, la Monroe mette la sua firma nel mondo del cinema immortale. Il suo personaggio è perfetto e perfettamente esagerato e Marilyn è la regina della scena.

Marilyn in una scena dal musical "Agli uomini piacciono le bionde"-photo credit: dal web
Marilyn in una scena dal musical “Agli uomini piacciono le bionde”-photo credit: dal web

Da stella a Diva in “Quando la moglie è in vacanza”

E’ il 1954, in una scena di “Quando la moglie va in vacanza” un soffio d’aria dalla metropolitana alza la gonna di Marilyn Monroe, regalando al mondo una delle scene più famose di sempre. Tra l’ammirazione e lo scandalo, la stella Marilyn evolve in Diva. Tutto il mondo la adora, tutti gli uomini la desiderano. La gente paga il biglietto per guardarla, non per vederla davvero. Questo Marilyn lo sa, e la sua insicurezza continua a corroderla, così come la sua tremenda infelicità. Lavorare con lei diventa impossibile, l’attrice arriva spesso in ritardo o si rifiuta di presentarsi sul set. E’ entrata in una spirale di autodistruzione dalla quale non uscirà mai.

Marilyn Monroe nella scena iconica dal film "Quando la moglie è in vacanza"- photo credit: dal web
Marilyn Monroe nella scena iconica dal film “Quando la moglie è in vacanza”- photo credit: dal web

È circondata da uomini che darebbero tutto per lei, ma questo pensiero non la aiuta minimamente a sopravvivere alla violenta depressione che sta prendendo piede nella sua vita. Proprio durante il matrimonio con Miller, rimane incinta due volte (nel luglio del 1957 e nel novembre del 1958), ma in entrambe le occasioni subisce aborti spontanei.

La triste fine della diva Marilyn Monroe

Rappresentazione di un trionfo cinematografico, ma disgraziatamente anche di un disperato fallimento umano. Dopo 3 divorzi, Marilyn passa da un uomo all’altro, il più famoso è sicuramente il presidente degli Stati Uniti, JFK. La relazione con l’uomo più potente d’America aveva posto l’attrice nel mirino dell’FBI che, tramite un sistema di intercettazioni sparso in tutta la sua abitazione, non la perdeva mai d’occhio. Ci sono molte ombre dietro alla vicenda del rapporto con Kennedy, e molte voci che vorrebbero la morte di Marilyn come più che un suicidio, mettendola in stretta relazione con il legame amoroso tra lei e il presidente, per il quale la diva aveva cantato “Happy Birthday Mr. President

Marilyn e due giornali dell'epoca che riportano la notizia della sua morte-photo credit: dal web
Marilyn e due giornali dell’epoca che riportano la notizia della sua morte-photo credit: dal web

Il 5 agosto 1962, dopo una vita piena di tristezza e resa pesante da quella sensazione di non essere mai all’altezza, mai completamente compresa per tutto ciò che era, Marilyn morì a soli 36 anni. La sua segretaria ne trovò il corpo senza vita, a faccia in giù disteso sul suo letto con il telefono in mano. La causa della morte fu un’overdose di droga e barbiturici. Finiva così la vita di Norma Jeane ma non quella del suo alter ego Marilyn, destinata a diventare un’icona immortale.

Vera Martinez

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