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Mario Party Superstars Recensione, viaggio nel paese dei balocchi

Per chi leggerà questa recensione senza un background sulla serie di cui Mario Party Superstars fa parte: benvenuti/e nel paese dei Balocchi miei cari e mie care! State per leggere di un party game completo come pochi, ricco di modalità, minigiochi, personaggi. Un party game che riproduce fedelmente le mille notti passate in compagnia di amici a perdere la vista sui led di una tv che da bombata è diventata piatta, da quadrata rettangolare. Tutto in un battito di ciglia, in un turno di gioco che, almeno per me, è sembrato durare un istante. 

Invece, quanta strada abbiamo fatto; quanta ne ha fatta il videogioco e Nintendo nello specifico. Evidentemente, non abbastanza da rendere quelle emozioni irriconoscibili, anche adesso che sono vestite con abiti in alta risoluzione e texture dettagliatissime, morbide e pulite. Non abbastanza, anche, per dimenticare le onte subite nelle sconfitte con i migliori amici, o le gioie quando un’insperata stella ci consegnava la vittoria dopo un lancio di dadi fortunato. Signore e signori, ragazzi e ragazze di tutte le età. Lasciate fuori di qui le preoccupazioni e i dolori della vita, concentratevi solo sui dadi che lancerete, e sulle caselle dei coloratissimi tabelloni a tema Regno dei Funghi. Da adesso, si apre il sipario, e gli attori entrano in scena…

Mario Party Superstars Recensione
Oltre cento mini giochi sono pronti a farvi impazzire in game!

Mario Party Superstars Recensione, mamma quanti mini giochi!

E con scena intendo uno dei cinque tabelloni provenienti dai primi tre capitoli della serie. Nello specifico: 

  • Torta di compleanno di Peach (da Mario Party)
  • Isola tropicale di Yoshi (da Mario Party)
  • Stazione spaziale (da Mario Party 2)
  • Terra del terrore (da Mario Party 2)
  • Bosco boscoso (da Mario Party 3)

Non lasciatevi ingannare da un numero solo apparentemente ridotto: cinque tabelloni in Mario Party significa cinque differenti giochi da tavolo che di partita in partita si possono trasformare e moltiplicare esponenzialmente. Come? Semplice: grazie ai mini-giochi nascosti sotto ai tabelloni. Mario Party ha sempre funzionato così, e ancora oggi va avanti che è una bellezza. I personaggi che corrispondono ad altrettanti giocatori nella vita reale (o bot, o giocatori collegati con noi online tramite internet) si muovono proprio come nel gioco dell’oca: tirando dei dadi. Quindi, avanzano su caselle di colore rosso, verde o blu, distribuite lungo il percorso di ciascun tabellone in base al tema della board attuale. 

Gli spazi blu sono benevoli, e ci elargiranno monete extra: una valuta che possiamo spendere durante i turni per comprare stelle od oggetti vari che ostacolano gli avversari/avvantaggiano noi. Gli spazi rossi, invece, ci sottraggono monete, stelle, o entrambe, a seconda di variabili come il turno di gioco avanzato o meno, o altri effetti randomici sparsi sul tabellone. Infine, le caselle verdi corrispondono a eventi unici che caratterizzano univocamente i tabelloni. Potrebbero alzare un ponte e liberare una scorciatoia, o magari seminare una pianta Piraña che derubi i prossimi giocatori di passaggio di monete, stelle od oggetti. 

Mario Party Superstars Recensione
I tabelloni con la nuova veste grafica sono ECCEZIONALI

Trascorsi i turni di gioco, dal numero dei quali dipende la durata della partita (possiamo deciderlo a inizio match) vince il giocatore che ha più stelle. A parità di stelle, o se vogliamo aggiungere un po’ di pepe alle partite, il gioco attribuisce un tot di stelle per meriti vari. Quali “il giocatore che ha raccolto più monete” o “il player che ha vinto più minigiochi nella partita”.  Fino all’ultimo, quindi, il vincitore resta incerto anche nei casi apparentemente più sbilanciati.

A ogni modo: si fa di certo prima a provarlo, che a spiegarlo. Del resto, Mario Party punta da sempre sull’offrire una sfida immediatamente comprensibile a tutti i giocatori, da 0 a 99 anni (più o meno). Così, che si tratti di spiegare come funziona un minigioco tra una serie di lanci di dadi e l’altra, o di movimentare i tabelloni con elementi tematici peculiari, Mario Party Superstars è sempre divertente, imprevedibile e “semplicemente” strategico. Da brava raccolta-remake dei migliori titoli/tabelloni del passato, però, non dimentica di predisporre scherzetti di varia natura per giocare brutti scherzi a ogni avversario. Sempre pronto a rovinare un’amicizia come solo un vero gioco da tavolo tradizionale saprebbe fare.

Il salto generazionale si vede… eccome se si vede

Parola d’ordine: familiare varietà 

Con “familiare varietà” intendo descrivere la caratteristica portante di Mario Party Superstars. Una sensazione difficile da descrivere, ma farò del mio meglio. Varietà: la proprietà che consente al gioco, dotato di un elevatissimo numero di variabili per ogni partita, di essere sorprendente anche dopo molte partite sullo stesso tabellone. Familiare, perchè più si gioca, più la randomicità con cui sono proposti minigiochi ed eventi verdi sul tabellone diventa piacevolmente “amica” dei giocatori più dediti e attenti. 

Vi faccio un esempio: è come quando giocate a Monopoly per la prima volta, evitando come la peste i territori rosa e blu. Solo dopo qualche partita, con l’esperienza accumulata, capite che sono quelli i veri game changer del tabellone. Ma anche quando lo sapete, la varietà conseguente dal caso (lancio dei dadi) o dalle scelte dei vostri avversari fa sì che l’emozione non smonti mai davvero del tutto. Sbaglio?

Mario Party Superstars, poi, dal momento che ripropone riveduti, ridisegnati, corretti e riadattati nei controlli minigiochi provenienti dal passato di molti giocatori più “agè”, nella familiare varietà ci nuota con ulteriore eleganza. Ora vestendo di magnifiche texture in alta definizione i nuovi modelli 3D, senza però rendere mai irriconoscibile la fonte originale. Ora, traducendo tramite motion control molti degli schemi di interazione con alcuni minigiochi; che, in effetti, sembravano nati con in mente l’idea di farci muovere fisicamente con in mano i magnifici joycon. 

Infine, la grafica, la colonna sonora, il re design dei tabelloni e dei personaggi tutti. Ancora una volta, pregni di familiare varietà, impossibili da confondere con altri, ma mai stantii. Già visti, ma come quando rivedi un vecchio amico, e ogni volta lo saluti con lo stesso calore e la stessa gioia. Perchè sai benissimo che con lui riesci a divertirti come con nessun altro. Sorpreso di quanto riesca a sorprenderti con la consueta battuta che conosci benissimo, ma che lui “racconta meglio”.

Le stelle: croce e delizia nel Regno dei Funghi!

Mario Party Superstars Recensione, in conclusione: invitate gli amici (e preparatevi a perderli)

Mario Party Superstars è un’altra tacca sulla cintura per famiglie di Nintendo. Un adattamento di grande qualità sotto ogni punto di vista: tecnico, artistico e ludico. Un concentrato di novità per chiunque non sappia che i molti giochi e tabelloni proposti sono nati diverse ere videoludiche fa, e un piacevole deja-vu per tutti gli altri. Già solo questo assunto dovrebbe farvi capire l’eccezionale cura riposta nella progettazione, nel level design e nella rivisitazione dei controlli per ogni mini gioco. 

Mario Party Superstars è una superstars di nome e di fatto. Attuale oggi come quando sono i singoli capitoli sono stati pubblicati su Nintendo 64, o GameCube. Ma adesso che i mini giochi sono portatili grazie alla Nintendo Switch, fruibili ovunque (su OLED è uno spettacolo), è come se il tempo davvero non fosse mai passato seriamente. Al punto che si fa quasi un’offesa a chiamare la raccolta “remake”, “remaster” o qualunque altra forma linguistica che alluda a una “non originalità” dei contenuti proposti.Che sono tutti“nuovi di nuovo” dopo essere passati attraverso la macchina del tempo ringiovanente di NIntendo. Perchè ormai è chiaro: in quel di Kyoto hanno scoperto il segreto dell’eterna giovinezza. Se non altro, di quella videoludica.

MARIO PARTY SUPERSTARS RECENSIONE | TESTATO SU SWITCH OLED

+In compagnia di amici è il party game definitivo
+Tantissimi mini giochi divertenti
+I controlli rivisitati sono eccezionali, tutti invecchiati benissimo

-Da soli, anche se Nintendo ci prova sempre a mettere dei BOT efficienti, non funziona ancora (ma va?)
-Più tabelloni, PIU’ TABELLONI!

VOTO: 8.8

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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