Massimo Recalcati è sposato, dopo vent’anni d’amore, con la moglie Valentina Grimaldi. La coppia ha avuto anche due figli, il primogenito Tommaso nato nel 2004 e poi è arrivata anche Camilla. Della sua vita privata si conosce molto poco, lo psicoanalista sembra essere molto riservato, non possiede nemmeno un profilo Instagram ed interagiscecon il suo pubblico attraverso una pagina su Facebook e sul suo sito ufficiale. Recalcati da molto tempo si occupa di relazione, nel corso della sua carriera ha ottenuto importanti successi. Ha venduto molti libri, tenuto eventi ed è molto seguito anche sui social. In merito alle relazioni durature parla anche per esperienza personale, da oltre vent’anni infatti è sposato con Valentina Grimaldi e la loro relazione procede ancora a gonfie vele. Massimo Recalcati sulla moglie racconta:
“Lei ancora oggi mi stupisce, mi sorprende. Le coppie che stanno male sono quelle che vorrebbero condividere tutto. Io penso invece che un legame di coppia possa durare nel tempo se è in grado di condividere l’incondivisibile…È quello che un po’ miracolosamente ci accade… Continuo ad amarla perché lei ancora oggi è per me impenetrabile, una incognita, un mistero”
Massimo Recalcati sostiene che sono le coppie che vorrebbero condividere tutto quelle che in realtà stanno male, lui crede che possa durare nel tempo un legame di coppia che è capace di condividere l’incondivisibile. Ha poi continuato dicendo che scegliere sempre lo stesso corpo può essere considerata come ‘libertà erotica’, purché si è capaci di trovare sempre qualcosa di nuovo in quel corpo. Secondo la sua opinione ad ostacolare la pienezza dell’amore ci sono due elementi, quali? Da un lato c’è l’idea di consumare rapporti sessuali come se fossero merci, andando quindi sempre alla ricerca del nuovo. Dall’altro si tende invece a considerare i corpi come macchine lubrificate dalla dopamina.
Lo psicoanalista fa notare che in molti pensano che per provare soddisfazione è necessario cambiare un vecchio oggetto con uno nuovo, in realtà una cosa nuova porta alla stessa identica insoddisfazione. Ha parlato poi di ‘ansia da prestazione’, che a parer suo deve essere ricercata nella differenza tra orgasmo femminile e orgasmo maschile. Il secondo implica il raggiungimento di un apice, dopo il quale il rapporto sessuale si interrompe. Quello femminile invece è ben diverso, innanzitutto perché nonostante raggiunge un picco questo può ripetersi e quindi non implica il compimento dell’atto sessuale. Secondo Recalcati il principio di prestazione che condiziona la vita erotica dell’uomo si allenta quando questo si innamora.





