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Mauro Bertoli sull’abbandono dei Pooh: “Ho capito di non essere fatto per stare sul palco, sono un lupo solitario”

Mauro Bertoli è stato il primo chitarrista dei Pooh, gruppo fondato negli anni Sessanta insieme a Valerio Negrini.

Mauro Bertoli, chi è il primo chitarrista dei Pooh

Mauro Bertoli il primo chitarrista dei Pooh
Mauro Bertoli il primo chitarrista dei Pooh

Il musicista sarà tra gli ospiti di “Oggi è un altro giorno” in onda a partire dalle 14:05 su Raiuno insieme a Tiziana Giardoni, moglie di Stefano D’Orazio per ricordare il batterista della band scomparso nel 2020. Nato nel 1945 a Bologna, è un chitarrista autodidatta ed a 17 anni incontra Valerio Negrini, con il quale intraprende un sodalizio professionale, fondando la band Jaguars che segue lo stile beat in voga all’epoca. A causa dell’omonimo con un gruppo romano, i Jaguars diventano i Pooh, nome preso in prestito dall’orsetto Winnie The Pooh protagonista dei libri per bambini di Alan Alexander Milne.

La band comincia ad avere un discreto successo e nel 1967 Bertoli a seguito del matrimonio con una ballerina abbandona il progetto e la carriera musicale. Al Corriere Della Sera in merito all’addio al gruppo aveva dichiarato:

Non è vero, come si è detto in giro, che sono uscito dai Pooh perché volevo una vita più tranquilla. Semplicemente ho capito di non essere fatto per stare sul palco e che anche loro avevano bisogno di qualcosa di diverso. Io sono un lupo solitario e la mia vera vocazione è l’arrangiamento. Addirittura ai tempi andavo al cinema solo per ascoltare le colonne sonore…

Fonte Corriere Della Sera

Attualmente risiede a Verona con la compagna Paola Campanile: nel 2004 il ritorno alla musica con lo studio della chitarra abbandonata da tantissimi anni professandosi anche fan dei Pooh. In occasione della camera ardente dell’amico ed ex collega Valerio Negrini, aveva raccontato:

«Pioveva, era una giornata tristissima e la gente era accorsa da ogni parte d’Italia. Me ne stavo in disparte, per evitare giornalisti, curiosi, vecchi amici. Sono uscito dal retro per fumare una sigaretta; qui era adunato un cospicuo numero di fan. Dopo tanti anni pensavo di passare inosservato invece qualcuno mi ha riconosciuto ed è stato un bagno di folla. Mille domande su passato, presente e futuro, foto di gruppo, richieste di autografi. In tanti mi hanno chiesto di scrivere di quel periodo (1962-1967), del quale esistono solo notizie sporadiche e imprecise, ma nessuna vera cronaca sugli esordi, con i propositi, i sogni, le speranze di quegli anni»

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