Molti anni fa sulla fine del loro amore si era molto chiacchierato. Max Giusti aveva usato parole non troppo tenere nei riguardi di Selvaggia, oggi felicemente fidanzata con lo chef Lorenzo Biagiarelli.

Vanity Fair aveva quindi intervistato la Lucarelli. Aveva pubblicato questa risposta quando le era stato chiesto della fine del loro amore: “Max era pigro e disordinato. Per anni ho scritto io i suoi testi, solo oggi capisco che per stargli accanto ho sacrificato le mie ambizioni. La nostra storia è finita male. Lui ce l’aveva con me. Mi disse che non si sarebbe fidanzato mai più. Dopo quattro anni era innamorato di un’altra. Non gli ho detto che mi sarei sposata con Laerte Pappalardo (padre di suo figlio, da cui oggi è divorziata, ndr). Forse per questo si è vendicato rinnegandomi.

Poco dopo però Selvaggia su questa risposta aveva voluto fare una precisazione: “Vanity Fair di questa settimana ha completamente stravolto le mie parole riguardo alla mia storia di sette anni con Max Giusti. I toni dell’intervista che ho rilasciato erano affettuosi e ironici. Da oggi quelli che non parlano della loro vita privata hanno tutta la mia comprensione”.

Come si sono conosciuti Selvaggia Lucarelli e Max Giusti

I due si sono conosciuti in un modo particolare. La giornalista e scrittrice era uscita con Teo Mammucari e quella sera conobbe il suo futuro fidanzato, Max Giusti appunto: “Ero single. Ero a cena con Teo Mammucari e altri amici. Eravamo a cena in un posto dove si faceva lo spettacolo vicino al mare. Teo era uscito con una ragazza che era Selvaggia, chiaramente. Vedevo lei che era molto diversa da Teo…tra l’altro Teo ha rosicato un po’. Se gliel’ho fregata? Non stavano insieme, era la prima volta che uscivano, non è che ci fosse chissà cosa. Quella sera non è successo niente eh.”
Secondo quanto racconta Max Giusti, Teo Mammucari era andato in bagno e così lui e Selvaggia Lucarelli hanno iniziato a parlare. L’attore fu subito colpito da lei:

“Mi ha colpito molto. All’epoca Selvaggia faceva scuola di teatro mi ricordo. Viveva in un appartamento con un’altra ragazza, condividevano una stanza, come fanno gli studenti. Era a Civitavecchia. Mi piaceva molto la sua testa. Mi ha colpito. Poi è nata una storia abbastanza lunga. Galeotto fu Teo. Tra l’altro quella sera ho offerto io (ride, ndr)”