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Metodo Loverboy: così Andrew Tate adescava le sue vittime

In Italia la notizia dell’arresto Andrew Tate è stato accompagnato dallo scambio di battute con Greta Thunberg. Si parla invece poco della metodologia (metodo loverboy) con il quale Tate adescava le sue vittime per inserirle all’interno del traffico sessuale.

Andrew Tate e suo fratello sono stati arrestati in Romania con l’accusa di criminalità organizzata, traffico sessuale e stupro. La polizia ha perquisito la casa il 29 dicembre 2022 in seguito a una lunga indagine iniziata tra aprile e maggio dello stesso anno.

La polizia sospetta che il metodo di adescamento dei due Tate sia quello del “ragazzo innamorato”, ovvero il metodo loverboy con il quale gli aggressori promettevano soldi e matrimonio alle vittime. Quello che invece ottenevano erano violenza fisica e coercizione. Ecco che cos’è il metodo loverboy, come funziona e come riconoscerlo.

Il ragazzo innamorato: la strategia emozionale del metodo loverboy

Con metodo loverboy si intende la modalità con il quale le vittime vengono sedotte e introdotte nel traffico sessuale. È una tattica comune nei traffici dell’Europa dell’Est, un fenomeno che ogni anno conta almeno 250.000 vittime. Molte delle vittime del traffico sessuale hanno raccontato la stessa modalità di “reclutamento” e questa corrisponde proprio al metodo loverboy, cioè il “ragazzo innamorato”.

Conoscere il metodo loverboy, le sue modalità, le tattiche e le parole usate dal trafficante permette di identificare le red flag (segnali di allarme) e uscirne il prima possibile. In genere il lover boy punta a donne giovani e povere, seducendole con promesse, regali e un aggressivo love bombing. Quando sembra troppo bello per essere vero è letteralmente così: troppo bello per essere vero.

Infatti raramente il traffico sessuale ha le forme di un rapimento per strada, il più delle volte infatti il crimine si costituisce come parte della strategia emozionale, dove è il partner o un membro della famiglia a introdurre la vittima nel mercato.

L’università Tate insegnava il metodo loverboy

Online è possibile trovare l’archivio del sito nel quale Andrew Tate vendeva il proprio stile di vita in brevi lezioni. Lo chiamava “programma di dottorato”, ma non era altro che lezioni per insegnare come “costruire una ragazza sottomessa, leale e innamorata di te”.  Il corso dichiarava di voler insegnare a messaggiare con le donne, a rendere gli appuntamenti delle occasioni memorabili, ma anche come portarlo alla fase successiva nel proprio letto. L’aspetto più inquietante del corso fa riferimento a: 1) come testare se una donna è di alta qualità; 2) come rimanere nella sua mente senza interazione. 

All’interno del sito Tate spiegava già il suo modello di business – studio di camgirl – raccontando che oltre il 50% delle sue dipendenti erano in realtà le sue fidanzate. “Il mio lavoro consiste nell’incontrare una ragazza […] testare se è di qualità, farla innamorare di me fino al punto in cui farebbe qualsiasi cosa io dica, e poi farla vedere in webcam così che possiamo diventare ricchi insieme”. 

Innamoramento e sindrome di Stoccolma

Andrew Tate non ha mai nascosto il suo comportamento, tanto da dire chiaramente che le donne che stavano in casa sua non potevano andarsene, che “non hanno il permesso di uscire”. In altre parole: erano prigioniere. 

Video Tate in cui dichiara l’impossibilità di uscire delle “sue ragazze” – Twitter

È piuttosto comune per le vittime di loverboy sviluppare la sindrome di Stoccolma, un meccanismo di sentimenti positivi nei confronti del rapitore. Appare ancora più semplice comprendere come questo fosse possibile se alla base vi era una strategia emozionale di finta relazione.

Personaggi come Tate promettono alle vittime una vita migliore, una condizione economica migliore e una via di accesso facile a questa, cioè la prostituzione. Le vittime che vengono sfruttate sessualmente sono spesso giovani donne, in condizioni economiche precarie; al contrario gli autori del traffico sono capaci di violenza fisica e psichica. Per esempio impediscono materialmente alle vittime di scappare sequestrando loro i documenti di viaggio, il denaro e sottomettendole con l’uso di sostanze stupefacenti.

Indotte in una condizione di dipendenza emozionale e alle sostanze, le vittime vengono spinte a ripagare “il ragazzo innamorato” attraverso la prostituzione. 

Come riconoscere il metodo loverboy?

Lo hanno chiamato metodo loverboy, ma è possibile trovare informazioni in merito anche sotto il termine “Romeo pimp” o “boyfriend pimp” (dall’ing. magnaccia). Alcuni paesi, come l’Olanda e la Svizzera, hanno incrementato programmi per difendere le figure più vulnerabili dal metodo loverboy. Per esempio nei Paesi Bassi il governo sta utilizzando “adolescenti esca” (poliziotti che si atteggiano online da minorenni) per identificare i trafficanti. Ma non basta, bisogna imparare a riconoscere i segnali di allarme.

Gli indicatori del traffico sessuale sono diversi ed estremamente complessi da identificare. Tra questi troviamo:

  • l’impossibilità di guardare altre persone negli occhi oltre il fidanzato;
  • segni di malnutrizione;
  • restrizioni e controllo delle comunicazioni;
  • ansia, depressione, paura, tensione e nervosismo;
  • assenza di documenti;
  • ampia differenza di età tra abusatore vittima;
  • pochi o nessun oggetto personale;
  • pochi o nessuna finanza personale / improvviso possesso di beni costosi e denaro;
  • cambio look.

Ad aprile una donna ha chiamato l’ambasciata statunitense in Romania per denunciare l’allontanamento da casa della figlia. La madre aveva riconosciuto alcuni dei segnali sopra descritti ed è stata quella denuncia a dare inizio all’indagini contro i fratelli Tate e il traffico sessuale da loro controllato. Conoscere i segnali, saperli riconoscere e attivarsi in modo corretto può salvare migliaia di vite.

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Articolo di Giorgia Bonamoneta

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