Micha van Hoecke, il ricordo del ballerino belga

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Di Marianna Soru

Nel nuovo appuntamento con Passi di danza ricordiamo il grande coreografo Micha van Hoecke. Il ballerino belga è infatti scomparso lo scorso 7 agosto, a 77 anni, a causa di un tumore. Ripercorriamo la sua vita e la sua carriera, dai primi passi, a quando è approdato in Italia.

Micha nasce a Bruxelles il 22 luglio 1944, da madre russa e padre belga. Comincia lo studio della danza da giovanissimo, infatti a soli 16 anni entra a far parte della Compagnia di Roland Petit, e poi entra nel Ballet du XX siècle di Maurice Béjart. Fonda poi anche la sua compagnia, della quale fanno parte artisti del calibro di Carla Fracci, o Ute Lemper con Luciana Savignano, e con grandi registi come Luca Ronconi, Liliana Cavani, Claude Lelouch, o Roberto De Simone. Il coreografo arriva in Italia nel 1997, precisamente a Palermo. Diventa infatti coordinatore per il ballo del Teatro Massimo, e curerà le coreografie di Aida, l’opera con cui il teatro riapre nel 1998.  Nel 2000 poi è chiamato dal sovrintendente Francesco Giambrone come di direttore del Corpo di ballo e coreografo principale del Teatro Massimo di Palermo. Da lì è stato un susseguirsi di successi tutti italiani, che lo hanno reso tra i più importanti coreografi della Penisola.

Il ricordo affettuoso di Micha von Hoecke

“La scomparsa di Micha van Hoecke produce grande dolore in noi e in quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato”, ha affermato Leoluca Orlando, presidente della Fondazione Teatro Massimo e Sindaco di Palermo. “Micha van Hoecke ha donato al nostro Teatro e alla nostra città la leggerezza della sua forte sensibilità artistica e la prova di una grande professionalità”. “La creatività meravigliosa e delicata di Micha van Hoecke, sensibile e potente come un volo sul mondo, restituiva nei suoi lavori un respiro di profondità e umanità”, dichiara poi Marco Betta, direttore artistico del Teatro Massimo. “Una visione sublime, la sua danza, con la musica in un’unica vibrazione. Il suo sorriso resta dentro. La “Dernière danse” non sarà l’ultima, caro Micha, sarà sempre tutto un danzare”.

Lo stile di Micha era pienamente riconoscibile, un misto di eleganza e rispetto, dove bastava un gesto o uno sguardo per prendere il controllo del movimento. Per questo ci lascia un grande maestro, figlio di tante terre, che aveva trovato in Italia un porto sicuro, e si era fatto amare per quello che era. Non solo come professionista, ma come persona. La Sicilia infatti piange una grande figura, un maestro poliedrico, che ci mancherà terribilmente, ma che ha lasciato un grande patrimonio.

Marianna Soru

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