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Aprile 13, 2021, martedì

Michael Ruben Rinaldi, un romagnolo in WSBK

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Certe volte è proprio vero che la fedeltà ad un Marchio paga. Al sesto anno di corse su Ducati, passando attraverso categorie minori e team clienti, il venticinquenne Michael Ruben Rinaldi viene promosso in Aruba.It Racing – Ducati Team per la stagione WSBK 2021. Era dalla fine del 2018, con l’addio di Marco Melandri, che un pilota italiano non prendeva parte al team ufficiale di Borgo Panigale. Ripercorriamo quindi le tappe della sua carriera, così da capire come sia arrivato a questa grande opportunità di lottare per il titolo mondiale.

I primi passi di Michael Ruben Rinaldi tra Moto3 e Stock 600

Michael Ruben Rinaldi nasce, come tanti piloti nostrani, a Rimini il 21 dicembre 1995. Anche se le sue origini appartengono al Venezuela, paese della madre, Michael vive la più classica delle scuole motociclistiche: quella romagnola. La minimoto, con i solchi scavati in allenamento nella pista di San Mauro Mare, lo accompagna sin da piccolo attraverso le gare di categoria. La vittoria del titolo italiano arriva nel 2006, mentre l’anno seguente avviene il debutto con la MiniGP, sulla quale arriva secondo per tre stagioni. Durante l’adolescenza il riminese compete in Coppa Italia 125 2t nel biennio 2010-2011, vincendo il titolo nel secondo anno.

Michael Ruben Rinaldi
Michael Ruben Rinaldi getta lo sguardo alle sue spalle durante le qualifiche del GP di Francia 2014 – Photo Credit: Motogp.com

Ecco quindi che nel 2012-2013 arrivano sia il CIV, sia alcune apparizioni nel Mondiale Moto3. Il 2014 rappresenta il primo anno completo di corse internazionali: Michael corre nella Stock 600 su Yamaha, oltre a cimentarsi con una Wild Card al GP di Francia della Moto3 su Mahindra. La prima stagione nel campionato d’accesso alle derivate si chiude, per Rinaldi, all’undicesimo posto con 29 punti totali. Nel 2015 scatta il netto salto di qualità: grazie alla velocissima Kawasaki ZX-6R del San Carlo Team Italia, Michael Ruben può lottare per la vittoria di campionato.

L’affermazione nelle derivate di serie

Rinaldi, sulla spinta di quattro podi ed una vittoria a Jerez, lotta per tutta la stagione 2015 contro il fortissimo pilota turco Toprak Razgatlıoğlu, pupillo di Kenan Sofuoğlu. Il bottino finale è di 98 punti, che non sono abbastanza per battere l’avversario ma permettono al romagnolo di conquistare il secondo posto in campionato, oltre che di mettersi in mostra come uno dei migliori piloti di una categoria combattutissima.

Rinaldi
Michael Ruben Rinaldi prima del via di Jerez 2015. Vincerà la gara – Photo Credit: WorldSBK.com

I risultati nella classe cadetta attirano l’attenzione della Ducati: attraverso Aruba.IT Racing – Junior Team, praticamente un vivaio interno di piloti, viene offerto a Rinaldi un contratto per passare in Superstock 1000 in sella alla bicilindrica bolognese. Nel 2016, al fianco di Leandro Mercado, si concretizza il debutto sulle derivate di grossa cilindrata. Mentre il compagno di squadra sfiora il titolo, il romagnolo chiude il campionato al sesto posto con 69 punti, dimostrando costanza di risultati ed ottenendo anche due podi. Dati i risultati positivi, da Borgo Panigale arriva la riconferma per l’anno successivo.

Il sigillo in Superstock 1000 ed il passaggio di Michael Ruben Rinaldi in WSBK

Partito Mercado verso i lidi dell’Aprilia, ad affiancare Rinaldi nel 2017 arriva l’australiano Mike Jones. Nel corso della stagione, però, l’avversario per il titolo non si dimostra essere il compagno di squadra, bensì il vecchio rivale Toprak Razgatlıoğlu sulla ZX-10R del team Puccetti. Con tre vittorie conquistate a testa, la corona è una questione tra i due. Alla fine, l’alfiere Ducati precede quello di Kawasaki per soli otto punti in campionato, laureandosi campione e ribaltando il risultato del 2015. Nel corso dell’anno Ruben prende parte anche al round di Imola del Campionato Italiano Superbike, dal quale torna a casa con due podi.

Michael Ruben Rinaldi
Michael Ruben Rinaldi festeggia con un burnout il titolo Superstock 1000 appena conquistato, Jerez 2017 – Photo Credit: WorldSBK.com

L’anno seguente Rinaldi resta un pilota Aruba, ma si trasferisce in classe Superbike prendendo parte ad una stagione di compromesso, limitata alle gare europee. Il debutto assoluto è comunque positivo per il romagnolo, che raggranella 77 punti posizionandosi quattordicesimo in classifica assoluta e terzo tra gli indipendenti. La costanza di risultati rimane un suo grande pregio anche nella massima categoria, nella quale arriva spesso in top ten e colleziona solo tre ritiri stagionali.

Il primo successo in WSBK e la promozione in Ducati ufficiale

L’apprendistato del pilota all’interno della formazione Ducati continua negli anni successivi, caratterizzati da drastici cambiamenti accompagnati, però, da un costante miglioramento di risultati. Nel 2019 è il team Barni ad affidare una fiammante Panigale V4R al pilota di Rimini: con la nuovissima quattro cilindri, ancora da sviluppare, Michael Ruben partecipa a tutte le gare ed ottiene 122 punti, giungendo tredicesimo in classifica. Nel 2020, dopo un ulteriore cambio di casacca in favore del team Go Eleven, le aspirazioni sono quelle di guadagnarsi la promozione al team ufficiale. L’emergenza Coronavirus, pur avendo provocato uno stravolgimento del calendario WSBK, non impedisce l’arrivo della prima e fondamentale vittoria ad Aragon.

Michael Ruben Rinaldi
Michael Ruben Rinaldi in piega verso la vittoria sulla Ducati del team Go Eleven, Aragon 2020 – Photo Credit: WorldSBK.com

Con questo risultato, impreziosito da un secondo ed un terzo posto sulla medesima pista spagnola, Rinaldi consegna la prima vittoria assoluta anche al team Go Eleven. A fine anno la classifica parla di 186 punti iridati e settimo posto, davanti a tutti gli altri piloti di team privati. La Ducati, a questo punto, prende la decisione più importante per la carriera di Rinaldi. Chaz Davies, sebbene vincitore di due gare nel 2020, viene dirottato al team Go Eleven per la stagione 2021 e, liberatosi un posto in Aruba.It Racing – Ducati Team, il talentuoso pilota romagnolo può finalmente diventare un pilota ufficiale. Le aspettative sono molto alte e solo la stagione che sta per iniziare potrà rivelare a quali vette potrà aspirare il giovane pilota un po’ italiano, un po’ venezuelano.

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Corrado Andrea Bertoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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