Dopo Michael, il film sul Re del Pop campione d’incassi, un altro Michael, in questo caso Stipe, potrebbe diventare il protagonista di un biopic. L’idea, almeno per il momento, è stata lanciata come uno scherzo, ma l’ex frontman dei R.E.M. sembrerebbe avere le idee chiare su chi potrebbe interpretarlo. Ospite al The Late Show with Stephen Colbert, il cantante ha sorpreso tutti, parlando di chi potrebbe vestire i suoi panni negli anni di gioventù: «Forse Billie Eilish potrebbe farlo. Sarebbe brava». I due, dopotutto, si sono già incontrati, seppur brevemente. Stipe ha raccontato di aver incrociato per caso la cantautrice in un ristorante a Manhattan. Billie gli ha tenuto la porta, ma lui ha ammesso di non sapere «chi fosse finché non si era già allontanata».
Michael Stipe è concentrato sul suo album solista, ma non dimentica i R.E.M.
Nel corso dell’intervista, il musicista ha fornito qualche dettaglio sul suo nuovo materiale solista. Per farlo, si è servito di immagini piuttosto surreali. Uno dei brani, a detta sua, rappresenterebbe «il suono di un albero che ascolta sé stesso per la prima volta» e sarebbe un esperimento che mescola sea shanty e Daft Punk.
«Sto lavorando a un album solista, ma ci sta volendo più tempo del previsto», aveva rivelato di recente, in un’intervista per il Times. «Il Covid non ha aiutato, ma lo sto finendo. Quando la band si è sciolta, avevo solo bisogno di una pausa. Mi sono preso cinque anni, ma poi sono stato risucchiato dalla musica. È stata una lotta. Questa è la cosa principale. Voglio che sia fantastico, ma ho la pressione di essere stato nei R.E.M. e l’asticella è alta, perché voglio che sia all’altezza del gruppo, ed è quasi impossibile. Quindi è fottutamente emozionante, ma anche terrificante, e sto anche componendo la musica per la prima volta. Penso di essere bravo, ma non eccezionale. Ma amo la mia voce. Non mi piace la mia voce quando parlo, ma amo quando canto, e non vedo l’ora di tornare a offrire musica al mondo».
I suoi progetti in solitaria, in ogni caso, non intaccano il legame con i R.E.M. Nel 2024 Stipe si era riunito con Peter Buck, Mike Mills e Bill Berry per una rara performance acustica di Losing My Religion, e la (ex) band sembra essere più affiatata che mai. Sempre al Times, aveva raccontato: «Siamo buoni amici che, in un modo o nell’altro, sono sopravvissuti a una follia durata trentuno anni che di solito finisce per dividere le persone». C‘è quindi speranza per una reunion? Stipe continua a dire di no ma, come gli Oasis insegnano, la speranza è l’ultima a morire.
Federica Checchia





