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Mickelson fuori dai 50 del mondo

Dopo 25 anni, 1353 settimane consecutive, Phil Mickelson è uscito dai primi 50 del mondo. La fine di un mito? Forse una rinascita.

Lefty fuori dai primi 50 al mondo.
Per chi è cresciuto nell’era di Tiger Woods e lo vedeva come un supereroe, se fosse stato necessario trovargli un antagonista, il primo nome sarebbe stato sicuramente quello di Phil Mickelson. Phil nel weekend di Halloween ha ricevuto un dolcetto molto amaro.
Dopo 25 anni esce dai primi 50 del WGR.
Il mancino di San Diego nasce destrorso ed impara a giocare guardando suo papà swingare. Da figliolo attento, lo osserva e lo copia come allo specchio.
Da li inizierà la carriera di “Lefty”, l’ambidestro più forte del mondo.

Phil Mickelson
Mickelson vince il The Helmet al Tucson Open nel 1991, in foto la seconda vittoria del 1995 (J.D. Cuban/Getty Images)

Gli albori di un mito

Sin dal College si capisce che Phil non è un giocatore qualunque: vince lo US amateur (primo mancino ad alzare il trofeo) e per tre volte il titolo individuale NCAA.

Nel Gennaio del ‘91 a Tucson vince il The Helmet, peccato che il ragazzo sia ancora dilettante. Nello stesso anno è il miglior dilettante del Masters, questo fa intuire che l’ora del salto al professionismo è certamente giunta.
Mickelson dal ‘93 inizia a vincere, ma è nel 2004 che arriva la consacrazione. Vince il Major che più piace ai mancini con un -9 che vale la “Giacca Verde”. Si ripeterà nel 2006 e nel 2010.
Oltre al Masters porta a casa anche un PGA Championship ed un Open Championship. Tre Major su quattro come pochi altri al mondo (13 esattamente) ma niente US Open. Sei volte secondo nel massimo torneo americano.

Mickelson vs Tiger
I due fenonemi, da giovani
Photo credits: Bleach Report

Mickelson vs Woods

Oltre alle sue vittorie ed alle sue apparizioni alla Ryder Cup sono indimenticabili le sfide con Woods. Unico a tenergli testa negli anni della “caccia” in cui la tigre non lasciava superstiti. Se gli anni duemila non avessero visto la tigre in campo, Lefty sarebbe stato comodamente il primo al mondo, ma la sua massima posizione è stata per molto tempo la numero due.
Oggi, dopo questa carrellata di emozioni, Phil, il mago degli approcci, è uscito dalla top 50. Un numero che è la sua prossima meta, almeno per quanto riguarda le candeline da spegnere sulla sua torta.

Phil non ha di certo dato il suo meglio nel 2019, vincendo l’AT&T Pebble Beach Pro-Am, ma mancando 9 tagli.
Chi crede che sia finito, si sbaglia di grosso.
A cinquant’anni sa che deve rincorrere quei giovani fenomeni.
Non vorrei essere nelle vesti del giapponese Shugo Imahira, il primo nel mirino di Lefty e che occupa al momento la posizione numero 50… Perchè Mickelson non la vuole raggiungere, ma superare direttamente.

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