Amnesty International ha rivelato che migliaia di persone, tra le quali presunte vittime di tratta di esseri umani, sarebbero state rilasciate o sarebbero fuggite da diversi scam center, sparsi in tutta la Cambogia, a seguito della crescente pressione internazionale per reprimere questo settore multimiliardario. L’ambasciata indonesiana a Phnom Penh ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni da oltre mille suoi cittadini rilasciati da centri truffa. Le autorità hanno confermato anche la presenza di lunghe file di cittadini cinesi fuori dall’ambasciata della Cina.

Amnesty sostiene di aver geolocalizzato quindici video e immagini e di aver esaminato post sui social media che sembrano mostrare tentativi di fuga e liberazione di almeno centri di frode presenti nel Paese. L’organizzazione si è detta in apprensione per la mancanza di supporto per i lavoratori rilasciati. Alcuni starebbero “camminando in cerca di assistenza”, nel tentativo di raggiungere rifugi sicuri.

Centri truffa, un male che avvelena la Cambogia e molti altri Paesi

Senza supporto, c’è il rischio che i lavoratori vengano semplicemente trasferiti in un nuovo centro truffa, una tendenza già riscontrata nei precedenti rilasci. “Abbiamo visto persone costrette a trasferirsi in altri complessi, ed è possibile che se sono fuggite ma non sanno dove andare, non sanno cosa fare dopo, finiscano in un altro complesso”, ha spiegato un portavoce di Amnesty International.

Il settore delle truffe online è fiorito in alcune parti del sud-est asiatico negli ultimi anni, inclusa la Cambogia, dove le Nazioni Unite stimano che centomila persone lavorino all’interno dei complessi. Molti di essi sono stati indotti con l’inganno ad accettare impieghi nei complessi e sono stati poi trattenuti contro la loro volontà e costretti a commettere truffe online, tra cui frodi su investimenti sentimentali e sulle criptovalute.

Federica Checchia