A partire da oggi, gli Stati Uniti subiranno una riduzione del traffico aereo ordinata dal segretario ai Trasporti, Sean Duffy, a causa dello shutdown. Non è ancora chiaro il numero dei voli, ma si parla di 3500 ogni giorno nei principali aeroporti. Molte compagnie stanno già offrendo ai clienti la possibilità di rimborsare o spostare i loro biglietti.

Le riduzioni saranno progressive. Si partirà dal 4%, per raggiungere il 5% sabato e il 6% domenica, fino a raggiungere il 10% entro il 14 novembre. Secondo la Federal Aviation Administration (FAA), i voli internazionali saranno esclusi dalle cancellazioni. Tutti i principali aeroporti statunitensi avranno dei disagi: l’aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson di Atlanta, in Georgia, il più trafficato al mondo, ma anche il Dallas Fort Worth International, in Texas, l’aeroporto internazionale di Denver, in Colorado, il Chicago O’Hare, in Illinois, e il Los Angeles International, in California.

La difficile situazione dei dipendenti dall’inizio dello shutdown

Dall’inizio dello shutdown, a ottobre, la maggior parte dei dipendenti è stata congedata senza stipendio. Solo quelli essenziali hanno dovuto proseguire il loro lavoro e, da oltre un mese, tredicimila controllori di volo e cinquantamila agenti della sicurezza del dipartimento dei Trasporti continuano a svolgere le rispettive mansioni senza ricevere alcun salario. Molti controllori, tuttavia, hanno iniziato a presentare certificati di malattia, a dare le dimissioni o a cercare un secondo lavoro, riducendo le ore di sonno e di riposo, cosa che mette a rischio la concentrazione, e che potrebbe creare problemi di sicurezza.

Federica Checchia