Nonostante le polemiche mosse da parte di una certa fetta della classe politica, contraria alla presenza del rapper, alla fine Ghali si è esibito alla cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, che si è tenuta allo Stadio San Siro e nelle altre sedi di queste Olimpiadi “diffuse”.

Il cantante italotunisino ha recitato Promemoria, tratta da Il secondo libro delle filastrocche di Gianni Rodari. La poesia è stata declamata in italiano e tradotta in inglese e francese, ma non in arabo, come avrebbe voluto l’artista. Proprio lui aveva spiegato sui social: «So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo».

Durante la cerimonia d’apertura, Ghali non è mai stato inquadrato da vicino

Durante la performance, le telecamere non lo hanno mai inquadrato in primo piano, ma solo in campi lunghi insieme al corpo di ballo che lo accompagnava. I commentatori non hanno mai fatto il suo nome, limitandosi a definire la sua esibizione come «il momento in cui si parla di spirito olimpico e di pace».

Di seguito, il testo di Promemoria:

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

Federica Checchia