Milva – icona di stile” sarà l’evento al Teatro Franco Parenti di Milano dove saranno messi all’asta 30 abiti indossati dalla cantante durante la sua carriera. Il ricavato sarà devoluto in beneficienza per un progetto sociale che prevede il cinema e l’arte come forma di terapia per i più fragili.

Milva, i suoi abiti all’asta per un progetto di beneficenza

Milva non fu solamente una tra le cantanti più importanti degli anni sessanta, ma grazie anche al suo stile si è trasformata negli anni in una vera e propria icona di stile. È proprio per questo motivo che la figlia di Milva, Martina Corgnati, ha deciso di donare 30 abiti indossati in diverse occasioni dalla madre all’Associazione Qualia. Tra questi, spiccano alcuni capi indimenticabili della “Pantera di Goro”. Ad esempio, il lounguette a portafoglio grigio disegnato da Gianni Versace nel 1984 per il concerto ‘Live at Bouffes du Nord’ di Parigi, un pezzo unico che ha fatto la storia della moda e dello spettacolo.

Tutti gli abiti di Milva partiranno da una base d’asta di 1.500 euro e saranno battuti pubblicamente al Teatro Franco Parenti di Milano. Un evento che ha come scopo quello di raccogliere fondi per un progetto benefico e ricordare con rispetto la grande voce di Milva. Prima dell’asta, infatti, il Teatro accoglierà un piccolo spettacolo in memoria della cantante condotto dal regista Pino Strabioli, con la partecipazione di Martina Corgnati e di Giovanni Nuti.

Il cinema e l’arte come strumento di terapia all’ospedale Niguarda

Il progetto di beneficenza verrà presentato durante l’evento. Questo si pone l’obiettivo di creare dei luoghi nei quali le persone più fragili e le loro famiglie possano trovare sollievo attraverso l’arte, il cinema e lo spettacolo. Un progetto ambizioso che è promosso dall’Associazione Qualia e MediCinema Italia, ma con uno sguardo più scientifico in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia.

Il nome del programma è “RiCuCi”, acronimo di RIcrearsi(e)CUrarsi(con il)Cinema e verrà dedicato a Milva. Le attività verranno svolte da esperti, medici, neuropsicologi e psicologi e avranno anche uno scopo di ricerca in modo tale da controllare e misurare i risultati ottenuti. La sede scelta per le prime attività di “RiCuCi” è l’Ospedale di Niguarda.

Camilla Tecchio

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