Cronaca

Ministro Costa: le dimissioni per passare a destra

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Il Ministro Costa si è dimesso. Ha lasciato la guida del ministero degli Affari Regionali all’interim del premier Gentiloni. Il motivo: vuole lavorare per ricompattare i liberali del centrodestra. Senza “tenere il piede in due scarpe”. 

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Enrico Costa credits: Repubblica

Le dimissioni del ministro Costa

Il ministro Costa, fino a ieri alla guida del Ministero degli Affari Regionali, ha rassegnato le sue dimissioni. Lo ha fatto alla maniera dei ministri: con una lettera indirizzata al premier Paolo Gentiloni.

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno: l‘uscita di Enrico Costa dal governo era attesa prima dell’estate. E così è accaduto. Si sapeva e si vociferava già che volesse tornare in Forza Italia. E così dsarà, nonostante al momento si consideri un “deputato semplice”. 

“Non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. Rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero”

La stonatura tra il suo ruolo di governo e il suo pensiero era apparsa evidente il giorno dello stop al disegno di legge sullo ius soli. Giorno in cui ha minacciato di dimettersi se fosse stata posta la fiducia sulla legge e, forse, in cui ha pensato seriamente di tornare in Forza Italia, da Silvio Berlusconi.

Sullo ius soli continua a dichiararsi contrario, anche se non ha lasciato per quello. Per le altre iniziative del governo valuterà “provvedimento per provvedimento”.

Il futuro del (ex) ministro Costa

Già, il Governo. Ma come l’hanno presa al Governo delle dimissioni del ministro Costa e sul suo futuro nel centrodestra? Pare bene.

Sappiamo che Paolo Gentiloni ha preso atto delle dimissioni e assunto l’interim. E sappiamo cosa pensa Enrico Costa del premier dalle sue stesse parole: “Tu, caro Presidente, hai sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni. Lo apprezzo moltissimo”.

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L’ex ministro Enrico Costa credits: Sole24ore

E poi c’è Matteo Renzi, che lo ha elogiato pubblicamente per la sua coerenza. Che in effetti, in Italia, non è da tutti. «Dice che sono serio e coerente a voler tornare con Berlusconi e che per il governo comunque non cambia nulla, arriva a fine legislatura… Bene, molto bene».

Dunque, tutto è bene quel che finisce bene. Enrico Costa da oggi è libero di lavorare con Berlusconi. Per ricompattare i liberali del centrodestra e per cavalcare l’onda di quei fatti nuovi che vi sono accaduti nel frattempo che lui se ne era allontanato.

Ma di tutto quello che ha fatto e detto ieri l’ormai ex ministro degli Affari Regionali. c’è una frase che colpisce, forse perché lo pensiamo in tanti, e non da ieri. 

Quella con cui descrive le affinità tra i due leader, del centrodestra e del centrosinistra, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. “A volte i confini delle appartenenze dividono delle persone che sono fatte per stare dalla stessa parte”. Già. Alzi la mano chi non lo ha pensato almeno una volta negli ultimi anni.

Federica Macchia

 

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