A Milano, mentre tutti corrono tra installazioni e party della Milano Design Week, Miuccia Prada fa esattamente il contrario: rallenta tutto e ti dice, in pratica, “fermati un attimo e leggi”. E no, non è una vibe nostalgica a caso — è proprio il core della seconda edizione del Miu Miu Literary Club.

Il progetto di Miu Miu torna infatti con “A Women’s Education”, un format che sembra un salotto letterario old-school ma filtrato con estetica super contemporanea. Due giorni, al Circolo Filologico Milanese, tra talk, reading e performance, dove la moda fa un passo indietro per lasciare spazio alle idee. E sì, è esattamente quello che Prada predica da anni: cultura first, sempre.

Miu Miu e l’appuntamento alla Milano Design Week: libri che parlano ancora (fin troppo) al presente

Al centro di tutto ci sono due nomi che non sono lì per fare scena, ma per dire qualcosa di preciso: Simone de Beauvoir e Fumiko Enchi.

Da una parte The Inseparables, scritto negli anni ’50 ma pubblicato solo nel 2020, che entra dritto nel tema della girlhood e delle relazioni femminili senza filtri. Dall’altra The Waiting Years, che parla di desiderio e sessualità femminile con una lucidità che ancora oggi spiazza.

Non è una scelta casuale. Prada lo dice chiaramente: il punto è mettere sul tavolo temi che — spoiler — non abbiamo ancora davvero risolto. Educazione, indipendenza, identità. Cose che sembrano basic, ma non lo sono per niente.

Non è un evento fashion (ma lo è, in modo diverso)

Qui non si parla di collezioni, outfit o trend. Eppure è uno degli eventi più “moda” della settimana. Perché il messaggio è quello: lo stile non è solo quello che indossi, ma quello che pensi. Il format è costruito come un vero club culturale: panel con scrittrici internazionali, discussioni curate (tra cui da Olga Campofreda), e un’atmosfera che ricorda i salotti artistici di una volta — ma con un twist molto 2026. Tra le voci coinvolte ci sono autrici come Lauren Elkin, Geetanjali Shree e Naoise Dolan, che portano prospettive diverse su temi che riguardano tutte.

Il Miu Miu Literary Club funziona perché intercetta una cosa molto reale: la Gen Z ama ancora la cultura, ma vuole viverla in modo diverso. E questo progetto centra perfettamente il punto: prende la letteratura, la porta fuori dai libri e la trasforma in qualcosa che puoi vivere, discutere, sentire. Quasi un sogno.