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Mon: emblemi del Sengoku, il gioco di carte – Recensione

Mon: emblemi di Sengoku è un gioco da tavolo realizzato da Osami Okano, sviluppato da Studio Mundi e distribuito in Italia da Studio Supernova. Si tratta di un gioco di carte caratterizzato da pianificazione, tattica e un pizzico di fortuna.

Le regole del gioco si basano sulle successioni di carte dello stesso colore, ma dietro a Mon c’è un tema di base molto più interessante. Ambientato nel sedicesimo secolo in Giappone, quando il potere dell’imperatore si indebolì dando il via a una serie di guerre interne. Tra i principali comandanti che provarono a riportare la pace ci furono: Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu… Gli stemmi riportati sulle carte sono proprio quelli dei tre leggendari comandanti. Il foglio di istruzioni del gioco contiene molte informazioni interessanti sul tema.

Mon: come si gioca?

Una partita a Mon dura circa 15 minuti e possono partecipare dai 2 ai 6 giocatori. L’età consigliata è dagli otto anni in su. Vediamo il contenuto della scatola:

Mon: carte, istruzioni e segnalini.
Il contenuto del gioco – foto: Elisa Scaglia
  • Istruzioni in italiano
  • 57 carte (3 carte partenza e 54 carte da gioco suddivise nei tre colori: nero, oro o argento)
  • 108 segnalini punteggio (18 per ogni colore)

Il via alla partita

Le carte da gioco sono numerate da 1 a 18 e sono nere, d’oro o d’argento. Le tre carte partenza riprendono gli stessi tre colori e sono double-face: da una parte c’è lo zero e dall’altra il cinque. Infatti, nel caso in cui i giocatori siano solo due, non si utilizzeranno tutte le carte, ma solo quelle da 6 al 18. Sempre a seconda del numero di giocatori, verranno distribuite delle carte iniziali e le restanti saranno riposte nel mazzo. Le tre carte di partenza vanno posizionate di fianco al mazzo e indicheranno dove le carte del colore corrispondente dovranno essere posizionate.

Le carte disposte per la partita.
Una partita a Mon – foto: Elisa Scaglia

I giocatori dovranno aggiungere le carte da gioco di fianco a quelle di partenza in ordine crescente. Ad ogni turno, i giocatori hanno tre scelte:

  • Posizionare una nuova carta in fondo ad una fila del colore corrispondente, a patto che sia quella con il numero più alto.
  • Mettere una carta sopra ad una già piazzata, a patto che il numero sia compreso tra la carta precedente e quella sottostante.
  • Scartare una carta a scelta e pescarne un’altra.

Il vincitore di Mon

Ogni volta che una nuova carta viene aggiunta al tavolo, il giocatore che l’ha piazzata deve anche aggiungere un segnalino del suo colore per contare i punti. In ogni carta sono presenti dei puntini che indicano il valore corrispondente di punti da aggiungere. Inoltre, se la carta appena aggiunta è messa sopra ad una o più carte già piazzate, ai punti della carta ne vanno aggiunti uno o più.

Quando un giocatore termina le carte in mano, gli altri hanno a disposizione un’ultima mossa e poi la partita si conclude. Il vincitore è chi ha il numero più alto di punti.

Mon: emblemi del Sengoku – Titoli di coda

Mon, la scatola del gioco.
La scatola del gioco – fonte: Elisa Scaglia

Mon è un gioco abbastanza semplice che ricorda i giochi si carte più tradizionali. Le file di carte disposte dai giocatori durante la partita riprendono le classiche sequenze tipiche di scala 40o simili. In questo caso, però, il vincitore non è chi esaurisce le carte per primo, bensì chi ha seminato più gettoni. Quindi, oltre alla possibilità di compiere una mossa o un’altra, si aggiunge anche il quesito se convenga o meno. Per giocare una buona partita a Mon è necessario prestare attenzione ad ogni mossa, prevedere quelle future e anche un po’ di fortuna non guasta mai.

Le regole del gioco sono più semplici di quello che sembrano e, una volta chiare le dinamiche, le partite scorrono velocemente. Una sfida tira l’altra e si scopre che non esiste una sola strategia vincente: fino all’ultimo il podio è conteso e spesso il vincitore ha solo un paio di punti in più. Tra gli aspetti positivi del gioco da tavolo va sottolineata la tascabilità, infatti si presenta in una comoda scatolina.

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Elisa Scaglia

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