Monday Night Raw è oggi conosciuto come il più importante show di wrestling del pianeta, ma com’è nato tutto? Facciamo un salto nel 1993: il dado era tratto e la Monday Night War era alle porte. Per Vince McMahon, finalmente leader indiscusso del wrestling statunitense, la strada era decisamente in salita. La Golden Era, che aveva garantito alla WWF la notorietà nazionale, era ormai in declino ed il prodotto cominciava a risultare obsoleto. La fine definitiva dell’epoca d’oro coincide con l’abbandono della più grande stella del buisness: Hulk Hogan. Egli aveva deciso di prendersi una pausa dal quadrato per girare la serie tv Thunder in Paradise, della quale era co-protagonista.

Monday Night Raw: New Generation Era

Dove tutti vedevano la fine di un’era, Vince McMahon vide l’inizio di una nuova opportunità e, scaltro come una volpe, mise in atto un ricambio generazionale che passerà alla storia col termine di New Generation Era.

La nuova WWF riponeva le proprie speranze in nei giovani Shawn Michaels, Razor Ramon, Bret Hart, The Undertaker.

Il segnale di cambiamento avvenne anche e sopratutto nella produzione degli spettacoli: la WWF sarebbe andata in onda live, il lunedì sera, e lo show si sarebbe chiamato Monday Night Raw.

Il primo storico episodio di Monday Night Raw andò in onda lunedì 11 Gennaio 1993.

First episode of Monday Night Raw
Shawn Michaels contro Max Moon nel primissimo episodio di Monday Night Raw – Credits: Sportskeeda

World Championship Wrestling

Agli inizi degli anni 90, dall’altro lato della barricata, Ted Turner aveva ormai acquistato la Jim Crockett Promotion, denominandola WCW e aveva cominciato a mandare in onda sulle proprie emittenti gli spettacoli della nuova federazione.

L’inesperienza di Turner nel wrestling buisness però non tardò a farsi sentire, e ciò portò alla produzione di spettacoli mediocri e storyline poco avvincenti. In pratica l’investimento del magnate televisivo risultò un mezzo flop.

Per recuperare il prodotto, Turner si affidò ad un giovane commentatore di nome Eric Bischoff, e decise di tenere le proprie registrazioni ad Orlando, negli studi Disney.

Questa mossa consentì alla WCW di aumentare la qualità televisiva del prodotto, ma anche di risparmiare soldi (in una giornata potevano essere registrati più episodi).

Ma ciò che davvero consentì a Ted Turner di competere con la WWF, era letteralmente nella stanza accanto.

Hulk Hogan, la più grande stella del wrestling, era negli stessi studi televisivi per girare la sua serie, Thunder in Paradise, ed Eric Bischoff non si fece scappare la possibilità di bussare a quella porta e offrirgli un contratto.

Hulk Hogan signs for WCW
Hulk Hogan durante l’annuncio-evento della sua firma per la WCW di Ted Turner – Credits: WWE.com

WWF vs WCW: Due diversi modelli di buisness

La grossa differenza tra WCW e WWF, in fondo, era proprio questa. La prima era la federazione di un miliardario magnate dell’industria televisiva, con potenzialità finanziare praticamente illimitate, ma con una scarsa comprensione del mondo del wrestling.

La WWF invece era la visione di un promoter di seconda generazione, che, con poche disponibilità economica e grande comprensione del buisness, si stava affermando come leader dell’industria.

In buona sostanza Turner diede carta bianca a Bischoff, letteralmente carta bianca, anche e soprattutto dal punto di vista degli assegni: Bischoff avrebbe potuto mettere a libro paga chiunque e con stipendi pressochè illimitati, e lo fece.

Nel 1994 Bischoff mette sotto contratto le due più grandi stelle della Golden Era della WWF: Hulk Hogan e “Macho Man” Randy Savage.

Il prossimo passo? Dichiarare definitivamente guerra alla WWF.

Monday Night War: WCW sul piede di guerra

La leggenda vuole che Turner chiese a Bischoff cosa avrebbe dovuto fare per competere seriamente con la WWF. Quest’ultimo, credendo scherzasse, gli rispose che sarebbero dovuti andare in onda live, il lunedì, in prima serata.

Quella di Bischoff, come confermò lo stesso anni dopo, era una semplice provocazione. Quale pazzo avrebbe investito milioni per portare il wrestling in prima serata, in diretta concorrenza con lo show numero uno del buisness? Era una mossa da folli: il pubblico televisivo si sarebbe diviso e nessuna delle due compagnie avrebbe beneficiato della mossa.

Ted Turner era però ostinato, non sopportava McMahon, probabilmente non digerì mai l’episodio del Black Saturday. Avvenne così che Turner diede a Bischoff due ore in prima serata, sulla propria emittente. E quando c’era da decidere che nome dare allo show, la WCW decise di scimmiottare Monday Night Raw e, per assonanza, chiamò il proprio show Monday Nitro: questo segnò l’inizio definitivo della Monday Night War.

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