Calcio

Mondiali, Croazia-Marocco per il terzo posto: il focus sulle due squadre

Le semifinali dei Mondiali hanno emesso il loro verdetto: saranno Argentina e Francia le due squadre a giocare la finalissima e contendersi la Coppa del Mondo. Niente da fare, quindi, per Croazia e Marocco, che non sono riuscite a ribaltare i pronostici e si sono dovute arrendere alla maggior qualità e la maggior esperienza dell’Albiceleste e dei Bleus. Gli Scaccati e i Leoni dell’Atlante si fermano a un passo dal sogno, dopo aver accarezzato l’illusione di poter arrivare fino in fondo e salire sul tetto del mondo, cosa mai riuscita nella storia delle due nazionali. Il percorso della squadra croata e di quella marocchina, tuttavia, è stato entusiasmante, e ha coinvolto tantissimi tifosi che – una volta uscita di scena la propria nazionale di riferimento – hanno supportato le due outsider. CroaziaMarocco che, ora, si affronteranno nella finale per il terzo posto, dopo essersi già affrontate nei gironi.

Il percorso della Croazia

La Croazia si è dimostrata ancora una volta una delle formazioni più solide del Mondiale. I biancorossi si sono spinti fino alla semifinale grazie ad un’ottima organizzazione difensiva, crollata solo contro l’Argentina, che saputo approfittare di alcuni errori individuali dei croati. Sugli scudi, lungo tutto il percorso, il portiere Livakovic e il difensore Gvardiol. Il primo ha compiuto un gran numero di interventi decisivi e si è dimostrato una vera e propria saracinesca dagli 11 metri, sbarrando la strada prima al Giappone poi al Brasile. Il secondo, a soli vent’anni, si è imposto come uno dei migliori centrali del torneo, esibendo inoltre una personalità da veterano.

CALCIO - Slovacchia-Croazia
CALCIO – Slovacchia-Croazia

Ottime notizie per il tecnico Dalic, che ripartirà proprio da loro due in vista di una rifondazione della rosa che si renderà necessaria. Alcuni interpreti, infatti, hanno già dato il meglio con la maglia biancorossa addosso, e a causa dell’età andranno progressivamente sostituiti da forze fresche. La pecca più evidente della Croazia si è rivelata, invece, l’assenza di un vero bomber d’area di rigore e di un uomo che sappia fare la differenza nei sedici metri. Ne è la prova che il CT si sia dovuto affidare spesso a Livaja e Budimir, due meteore del calcio italiano che non sono mai riuscite a fare il salto di qualità in carriera.

Croazia-Marocco, il percorso dei magrebini

Il Marocco è senza ombra di dubbio la rivelazione di questo anomalo Mondiale. La squadra guidata da Regragui, nonostante l’eliminazione, ha scritto inoltre una fetta di storia, diventando la prima squadra africana in grado di spingersi fino ad una semifinale del torneo iridato. Solo note positive per i Leoni dell’Atlante, che hanno potuto contare su un organico di assoluta qualità, composto da tantissimi calciatori militanti nei massimi campionati europei. Al pari della Croazia con Livakovic, anche gli africani devono tanto alle prodezze del proprio portiere, Bounou. Preziosissimo per tutto l’arco del torneo, a tratti insuperabile, come contro lo Spagna, va probabilmente a lui la palma del miglior estremo difensore di Qatar 2022.

Mondiali, Croazia-Marocco per il terzo posto: il focus sulle due squadre
Crediti foto: Equipe du Maroc | Twitter

Ottime, inoltre, le prestazioni degli esterni Hakimi e Mazraoui e soprattutto dei due centrali di centrocampo: Amrabat e Ounahi. Quest’ultimo ha rubato gli occhi a tanti addetti ai lavori e sarà probabilmente uno dei pezzi pregiati del prossimo calciomercato. L’unica nota stonata ha riguardato una leggera difficoltà in zona offensiva e, in tal senso – come per la squadra croata – ha pesato la mancanza di un attaccante prolifico in grado di impensierire seriamente le difese. La sensazione, comunque, è che l’ottimo mix tra giocatori giovani e più esperti potrà portare in alto il Marocco anche nelle prossime competizione internazionali. L’ultimo atto di questo splendido Mondiale dei marocchini sarà ora la finale per il terzo posto: un obiettivo che, se raggiunto, consegnerebbe ulteriormente alla storia la nazionale africana.

MARCO SCALAS

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