I lavoratori di Mondo Convenienza chiedono diritti e dignità, l’azienda è sempre più attaccata da clienti e dipendenti. La popolare catena è divenuta molto nota specialmente per la predilezione di un rapporto-qualità prezzo molto conveniente per gli arredi e, soprattutto, per i vari servizi che offre: si può comprare online con annesso servizio di trasporto e montaggio. Nell’ultimo periodo, tuttavia, non sono mancate le polemiche: i vari reclami hanno portato Altroconsumo a segnalare all’antitrust la vicenda.
Mondo Convenienza, reclami e segnalazioni: cosa sta succedendo?

Nell’ultimo periodo Mondo Convenienza ha ricevuto diversi reclami e segnalazioni da parte di alcuni clienti. Il malcontento generale si è esteso sia per quanto riguarda le consegne sia per errori di misure, montaggio, o garanzie della merce. Una situazione dilagante che ha portato a circa 900 segnalazioni e, per tale motivo, la rivista Altroconsumo ha segnalato la situazione all’antitrust. In un articolo del 10 maggio 2023 si legge:
”Mancata consegna o ritardi (anche molto oltre i 30 giorni previsti), errori nel montaggio, mancato riconoscimento della garanzia per guasti o difetti, errori nella rilevazione delle misure, danni provocati durante il montaggio, scarsa qualità del servizio di assistenza post-vendita: sono tanti i problemi di Mondo Convenienza che ci sono stati segnalati dagli utenti tramite la nostra piattaforma”.
-Villa Stefania, Mondo Convenienza, ancora reclami per problemi con i mobili. L’Antitrust indaghi, ”Altroconsumo”, 10 maggio 2023
Ma non è finita qui perché alle segnalazioni dei clienti Mondo Convenienza ha dovuto aggiungere una vera rivolta dei propri dipendenti: i lavoratori, infatti, hanno indetto uno sciopero per denunciare le condizioni lavorative dell’azienda stessa.
Mondo Convenienza, proteste e condizioni lavorative: la denuncia dei dipendenti
I dipendenti di Mondo Convenienza stanno scioperando da quasi due mesi e la loro posizione è chiara: condizioni lavorative non idonee, salari bassi, mancanza di tutele, turni al limite e straordinari non retribuiti. L’azienda, per non bloccare le consegne, ha chiamato ulteriori lavoratori da altre sedi tuttavia i dipendenti che stavano scioperando hanno bloccato l’insediamento creando una barriera umana. Un clima teso, quindi, in cui si sono susseguite tensioni fra i due gruppi di lavoratori. In due mesi di protesta, purtroppo, non si è riuscito a trovare un punto in comune tanto che si sono susseguiti, addirittura, alcuni licenziamenti. Intanto i sindacati precisano che l’azienda è a processo presso il Tribunale di Bologna per reati riguardanti caporalato, sfruttamento e intermediazione illecita di manodopera. Su un articolo dell’Ansa si legge:
”La Procura bolognese contesta un’organizzazione del lavoro che, per contrarre tempi e costi nelle forniture ai clienti della merce in consegna, faceva ricorso a facchini, forniti da alcune coop, con retribuzioni difformi da quanto previsto dai contratti, turni senza fine, violazioni nella sicurezza sul lavoro con obbligo di sopportare pesanti carichi fisici senza strumenti meccanici, veicoli carenti, metodi degradanti e umilianti di controllo a distanza per costringere i lavoratori, con la minaccia di penalità, alla consegna di tutti i pacchi affidati entro la giornata. Gli accertamenti sono partiti dagli esposti presentati nell’estate del 2020 da una ventina di facchini e riguardano fatti commessi tra il 2017 e il 2018. Le altre sedici posizioni di indagati sono state stralciate, dopo gli interrogatori e ulteriori indagini”.
‘Caporalato a Mondo Convenienza’, chiesto il processo per 5, ”Ansa”, 5 Aprile 2023
Alla luce di questi fatti, sindacati e lavoratori hanno deciso di proseguire con lo sciopero e Si Cobas, il sindacato che sta seguendo la vicenda di Mondo Convenienza, ha indetto una manifestazione per domenica 23 luglio. “Campi libera dal mondo dello sfruttamento e del capolarato” è la manifestazione lanciata da Si Cobas Prato e Firenze, in sostegno ai lavoratori in sciopero da quasi due mesi. Molti scioperanti sono stati cacciati dai luoghi di protesta e 25 facchini sono stati lasciati a casa per “blocco illegale e messa a rischio dell’attività produttiva”. Dopo aver appreso la notizia Luca Toscano, coordinatore di Si Cobas per le province di Prato e Firenze, ha commentato:
“Dai licenziamenti via mail siamo passati a quelli via comunicato stampa. I metodi, così come i motivi, di questi licenziamenti sono vergognosi. L’azienda è interessata a fermare la protesta, non a trovare un punto d’incontro. Ma non saranno i licenziamenti a segnare la fine di questa lotta. Questi sono un motivo in più per portarla avanti”.
Purtroppo, per il momento, la serie di incontri e assemblee non hanno prodotto alcun esito positivo motivo per cui Si Cobas ha lanciato un appello per la manifestazione di domenica alle 20:00:
”Domenica sera alle 20:00 scenderemo in piazza. Ora più che mai c’è bisogno di uno sforzo di tutte e tutti per questa vertenza e per i diritti sul lavoro ma non solo”.
Che fine ha fatto, in Italia, la legge del 20 maggio 1970, n. 300 ?
La protesta contro Mondo Convenienza si sta espandendo: da Firenze a Roma gli scioperi e la lotta operaia diventano sempre più prominenti. Una coscienza che si risveglia, che non demorde e che chiede tutele e diritti. Fra maggio e giugno, a Campi di Bisenzio, alcuni dipendenti di Rl2 – azienda in appalto di Mondo Convenienza – iniziano a protestare contro orari di lavoro inattuabili, salari bassi, condizioni da zero tutele. Quello che i lavoratori chiedono è sicurezza sul lavoro, diritti e salario minimo; il 20 maggio 1970 «la Costituzione entrava nelle fabbriche»: una svolta epocale per quei tempi ma che oggi, tuttavia, ritorna a essere claudicante nella sua concretezza di attuazione.
Dopo anni di lotte del movimento operaio contro padroni e datori di lavoro dominatori, la cui supremazia si stagliava sui dipendenti come suppellettili e oggetti posseduti, l’avvento dello Statuto dei Lavoratori è stato il momento in cui la classe operaia ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Il lavoratore non era più punito per le sue idee politiche, né licenziato senza un motivo o perquisito all’uscita delle fabbriche. Cos’è rimasto, oggi, della legge 20 maggio 1970, n. 300?
Lo Statuto dei Lavoratori e il lavoro oggi: la coscienza storica rivolta al passato ma lo sguardo fisso al futuro
Le normative esplicate all’interno dello Statuto dei Lavoratori sono ancora in vigore ma il mondo del lavoro è cambiato. Imperversa lo sfruttamento, il lavoro precario, gli stage, i contratti a breve termine e i salari reali hanno smesso di crescere oramai da troppo tempo. Sono passati cinquant’anni dallo Statuto dei Lavoratori e all’inizio la normativa è stata un successo: la legge aveva arrecato al mondo del lavoro un nitido miglioramento delle condizioni di vita e, oltretutto, la norma era stata artefice della crescita dei salari negli anni Settanta.
Il mondo del lavoro è cambiato e la concezione del diritto del lavoro, oggi, è obbligata a procedere verso una realistica considerazione del presente, non dimenticando, certamente, lo Statuto. Le imprese hanno il dovere di plasmare la loro organizzazione coniugandosi e intersecandosi con la dignità del lavoratore; ma cosa deve fare un lavoratore? Forse, proiettarsi nel futuro senza dimenticare le lotte passate sarebbe auspicabile. Parafrasando Antonio Gramsci, il proletariato non ha bisogno di predicatori freddi o di mera esteriorità ma di comprensione. E per far sì che ciò accada l’istituzione operaia deve essere vigile e presente in quel terreno ”di lotta” per poter captare i punti deboli.
”Per i proletari è un dovere non essere ignoranti. […] Se i sapienti, se i tecnici, se quelli che possono imprimere alla produzione e agli scambi una vita più fervida e ricca di possibilità sono una esigua minoranza, non controllata, per la logica stessa delle cose questa minoranza diverrà privilegiata. […] Il problema di educazione dei proletari è un problema di libertà”.
Gramsci, Il privilegio dell‘ignoranza, «Il Grido del Popolo», 13 ottobre 1917
La lotta di Gramsci aveva un unico obiettivo: la trasformazione radicale del movimento operaio che arrecasse posizioni risolutive. Attualmente alcune condotte generali contro gli interessi dei lavoratori hanno fatto affievolire l’idea generale di lotta, seppur urgente; ma con lo sguardo fisso al futuro e una salda coscienza storica rivolta al passato è possibile cambiare le cose. Il lavoro deve essere per prima cosa dignità, fiera ancella della libertà, che ogni società che si dica civile deve garantire in sicurezza e tutele.
Stella Grillo
Ph: Torinocronaca.it
Foto in copertina: Firenze Today
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