L’Italia e il turismo letterario viaggiano di pari passo, non solo perché la penisola ha dato i natali a celebri scrittori e poeti, ma anche perché molti luoghi letterari italiani si ritrovano in diverse opere di letteratura straniera. Per quanto questo tipo di turismo sia, generalmente, considerato d’élite è da sottolineare la potenza della letteratura in quanto uno dei primi mezzi per viaggiare con la mente verso luoghi lontani e attraverso l’immaginazione. L’estate è, poi, il periodo perfetto per visitare alcuni luoghi immergendosi in atmosfere antiche e malinconiche, o trionfali e divertenti, viaggiando fra geografia e letteratura su un unico binario.

Giovanni Boccaccio, precursore del turismo letterario in Italia

Turismo letterario Italia

Il turismo letterario in Italia è, sicuramente, un’esperienza unica e irripetibile: la letteratura è, volendo osare, il primo strumento con cui si viaggia rimanendo fermi e una delle prime forme che, in realtà, incentiva a condurre un viaggio. Nonostante il turismo culturale sia considerato di ”nicchia”, c’è da sottolineare come la geografia letteraria sia invece una forma di promozione per determinati luoghi che nel tempo, grazie a un uso sapiente del marketing, ha incentivato il turismo accrescendo l’economia: si pensi, per esempio, alla famosa casa di Giulietta a Verona tratta dall’ambientazione letteraria di Shakespeare nella tragedia Romeo e Giulietta.

Tuttavia, questa intuizione che accrescerebbe il settore moderno non è per nulla recente ma ha avuto origine nel 1300 dalla penna di Giovanni Boccaccio e, nello specifico, grazie al Trattatello in laude di Dante in cui lo scrittore ammonisce la città di Firenze per non aver glorificato il Sommo poeta e, anzi, averlo mandato in esilio ripudiando la gloria che Dante aveva dato alla città. Secondo Giovanni Boccaccio, infatti, i cittadini di Firenze avrebbero invece dovuto glorificare Dante Alighieri per il lustro dato al territorio. Tuttavia la diffusione e lo sviluppo del turismo letterario crescerà solo nel 1800; in pieno Romanticismo, infatti, spostarsi in luoghi letterari diventava una pratica che ben si univa all’ idealismo romantico del periodo.

La Versilia e la Maremma, i luoghi letterari di Giosuè Carducci fra Castagneto e Bolgheri

La costiera toscana fra la Versilia e la Maremma sono le terre della fanciullezza del Carducci, luoghi di ispirazione a cui il poeta resterà per sempre legato. Castagneto Carducci – prima Castagneto Marittimo – e Bolgheri sono due luoghi turistici fra i più famosi all’interno della produzione letteraria del poeta. Incastonato fra verdi colline e il ”biancheggiare del mare” sorge Castagneto Carducci, il luogo fonte di ispirazione della famosa poesia San Martino. Il piccolo comune gode di una splendida vista, ed è immerso fra oliveti e file di vigne dove si erge il castello di Segalari. Paesaggi senza tempo, tutti immortalati nelle liriche del Carducci; entrando, nello specifico, nel turismo letterario in queste zone si può visitare la casa in cui ha vissuto il poeta e il Museo archivio “Giosuè Carducci”.

I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardar.
Mi riconobbero, e — Ben torni omai —
Bisbigliaron vèr’ me co ‘l capo chino —
Perché non scendi ? Perché non ristai 

Gli amanti di Giosuè Carducci, e del turismo letterario in generale, non possono non visitare un altro luogo simbolo del poeta: il Viale di Cipressi di Bolgheri, ben descritto nella nota poesia Davanti San Guido, che rappresenta il luogo simbolo dell’infanzia di Giosuè Carducci. Attraversandolo si giunge poi al borgo di Bolgheri su cui si staglia la torre merlata che fa parte dell’antico castello dei Della Gherardesca dove ci si imbatte nella casa di Maria Banchini, la ragazza che aveva ispirato la stesura dell’Idillio maremmano; qui, infatti, è apposta una targa.

Proseguendo si arriva al cimitero dove è sepolta Lucia Galleni, la nonna amata dal Carducci e pur citata nella poesia Davanti San Guido. Seppur questi luoghi rimandino alle calde sfumature dorate dell’autunno, anche visitarli in estate rappresenta un’esperienza inebriante; l’aurea antica e carducciana si respira ancora ”per le vie del borgo”, come se il tempo si fosse fermato.

La Toscana di Gabriele D’Annunzio

Quando si parla di vacanze e di Versilia non si può non ricordare il Vate e la Pioggia nel Pineto ( Alcyone, 1903) la lirica composta fra luglio e agosto del 1902 da Gabriele D’Annunzio presso la Villa La Versiliana, abitazione immersa nel verde a Marina di Pietrasanta in Versilia. Ancora oggi si trova l’omonimo parco, visitabile, in cui il Vate scrisse la raccolta poetica Alcyone. Meta estiva molto rinomata, con ampie spiagge sabbiose, nella piccola frazione si trova anche il Caffè della Versiliana, luogo di incontro per dibattiti culturali.

Guido Gozzano e il Canavese: il Piemonte e la Signorina Felicita

Gli amanti del poeta crepuscolare Guido Gozzano conosceranno sicuramente la famosa poesia La Signorina Felicita. Una storia di fantasia in cui il poeta immagina una situazione tipicamente medio-borghese: lui è un avvocato in vacanza presso una villa antica del Canavese, quando si innamora di Felicita. Una ragazza semplice, ”priva di lusinga”, che non bada al suo aspetto esteriore. Sembra che questa poesia, così come gran parte delle ispirazioni letterarie dello scrittore, provengano dal borgo di Agliè, sito proprio nel Canavese. Qui sorge il castello ducale, le preziose Residenze Reali piemontesi, biblioteche raffinate, chiese, e un parco dai ricchi interni. Una visita a villa Il Meleto è d’obbligo: una residenza di campagna in stile Liberty sede di un museo su Gozzano.

Signorina Felicita, a quest’ora
scende la sera nel giardino antico
della tua casa. Nel mio cuore amico
scende il ricordo. E ti rivedo ancora,
e Ivrea rivedo e la cerulea Dora
e quel dolce paese che non dico.

Pensa i bei giorni d’un autunno addietro,
Vill’Amarena a sommo dell’ascesa
coi suoi ciliegi e con la sua Marchesa
dannata, e Torto dal profumo tetro
di busso e i cocci innumeri di vetro
sulla cinta vetusta, alla difesa….

 I colloqui (1911)

Sembra proprio che Villa Il Meleto abbia ispirato la nota Villa Amarena che compare nella poesia La Signorina Felicita.

Turismo letterario, l’estate in Italia: Santo Stefano Belbo e il Piemonte di Cesare Pavese

La bella estate di Cesare Pavese è uno dei romanzi più noti dello scrittore nato a Santo Stefano Belbo, un piccolo comune in provincia di Cuneo. L’ambientazione di questo breve romanzo è per lo più urbana e si affronta il classico rapporto tra la campagna e la città; Santo Stefano Belbo, luogo natale dello scrittore, è terra di vini, agreste e contadina: in vari romanzi, come La luna e i falò o La casa in collina, Pavese riprende sempre quella civiltà contadina e rurale dei piccoli paesi di campagna, probabilmente su ispirazione del suo luogo natio. Sul sito Fondazione Cesare Pavese si legge, infatti:

La casa dove nacque Cesare Pavese si trova al centro dei luoghi raccontati nel romanzo La luna e i falò, con la collina della Gaminella alle spalle e di fronte la collina del Salto, dove si può visitare la casa-bottega dell’amico Nuto. Dalla casa si vede anche Moncucco, la collina della poesia I mari del sud.

La casa era la residenza di campagna dei genitori e fu venduta poco dopo la morte del padre. È arredata con mobili d’epoca, foto di famiglia, copie di pagine manoscritte e opere d’arte. Due bacheche raccolgono le varie edizioni, italiane e straniere, delle sue opere.

Fondazionecesarepavese.it

Per immergersi totalmente in una condizione assoluta di turismo letterario, da non perdere la visita al Museo Pavesiano in cui ci si possono ammirare i paesaggi amati da Cesare Pavese ma, anche, è consigliabile visitare il santuario della Madonna della Neve, situato sulla collina di Moncucco.

Santa Margherita Ligure, la Liguria tanto amata da Camillo Sbarbaro

La Liguria è la terra cantata da poeti come Giorgio Caproni, Eugenio Montale e il meno citato Camillo Sbarbaro. Se ci si vuole concedere un paio di giorni per immergersi intensamente nel turismo letterario senza rinunciare al mare, Santa Margherita Ligure è il posto ideale. Luogo natale del poeta Camillo Sbarbaro, cui fra le sue più famose sillogi si ricorda Pianissimo, il piccolo borgo marittimo sorge direttamente sul mare su cui pure si affacciano gli splendidi ed eleganti palazzi dai colori sgargianti.

Vicoli tipici ben curati si diramano per tutto il borgo, mentre il caratteristico porticciolo è puntellato da ristoranti sul mare in cui si servono prelibatezze locali. Tra i luoghi da non perdere villa Durazzo-Centurione e il castello oltre alla baia di Paraggi, un incantevole paradiso dalle acque color smeraldo, cristalline e limpide, e una folta vegetazione che decora le calette. Il comune di Santa Margherita ha poi dedicato a Camillo Sbarbaro un museo multimediale allestito all’interno di Villa San Giacomo, nel complesso museale cittadino di Villa Durazzo.

Giacomo Leopardi, Recanati e le atmosfere del Sabato del villaggio e l’Infinito

Fra i più grandi poeti della letteratura italiana, chiunque ami la poesia e voglia immergersi nel borgo che ha ispirato i famosi versi di A Silvia, il Sabato del Villaggio e il Passero solitario deve visitare imprescindibilmente le Marche. Da visitare:

  •  Palazzo Antici-Mattei: luogo natale della marchesa Adelaide Antici, la madre di Giacomo Leopardi. Il palazzo, elegante e con iscrizioni in latino, risale al XVI secolo;
  • Torre del Passero Solitario: ”D’in su la vetta della torre antica”, lo splendido verso con cui si apre il Passero Solitario descrive una torre all’interno del complesso di Sant’Agostino. La chiesa risale al XIII secolo, ed è decorata da affreschi del ‘400.
  • Palazzo Leopardi e la Piazzetta del Sabato del Villaggio: la casa-museo e antica dimora del poeta. Un edificio storico in cui si può visitare una biblioteca di 20 mila volumi, l’abitazione e il museo. Il palazzo si affaccia proprio davanti alla piazzetta del Sabato del Villaggio, resa nota dal Leopardi nella famosa poesia.
  • Il colle dell’Infinito: il promontorio Monte Tabor si può ammirare da Palazzo Leopardi. Nel Convento di S. Stefano, sul Colle dell’Infinito ha poi sede il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura.

Turismo letterario in Italia: la Sicilia di Salvatore Quasimodo e Giovanni Verga

Modica è la città natale di Salvatore Quasimodo, poeta appartenete all’ermetismo, un piccolo gioiello baracco di origine greca costellato da palazzi signorili, infinte scalinate, chiese barocche e portici. Da visitare è sicuramente il duomo di San Giorgio che si erge alla fine di una elegante scalinata, decorato da preziosi stucchi, la Cattedrale di San Pietro, il Castello dei Conti, la Chiesa di Santa Maria del Gesù e il Museo del Cioccolato. Imperdibile, ovviamente, il Museo Casa natale Salvatore Quasimodo dove sono esposti oggetti, suppellettili e arredi appartenuti allo poeta di Ed è subito sera.

Quando si parla di Giovanni Verga, invece, balzano subito alla mente i luoghi del catenese che hanno ispirato le Novelle rusticane, ambientate nel mondo rurale della Sicilia, e i romanzi appartenenti al Ciclo dei Vinti come I Malvoglia. Per vivere i luoghi che hanno ispirato Verga da visitare sono i borghi AcicastelloAci Trezza e Capomulini. E, ancora, il Museo Casa del Nespolo che riprende la tipica abitazione dei pescatori delineati nel romanzo I Malavoglia. Infine Vizzini, l’ambientazione di Mastro Don Gesualdo, e la Chiesa di San Benedetto sita in via Crociferi, luogo di ispirazione del romanzo Storia di una capinera.

Stella Grillo

PH: chelibromiporto.com

Foto in copertina: IlLibraio

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