È il 5 novembre del 1935 quando il Monopoly, il gioco da tavolo più famoso al mondo, appare per la prima volta sugli scaffali dei negozi italiani. Inizialmente commercializzato dalla Editrice Giochi, il gioco è oggi proprietà della Hasbro. Fare affari acquistando e vendendo proprietà, sperando in una fortunata pesca tra Probabilità e Imprevisti e soprattutto di non andare in prigione. In pratica realizzare a tutti gli effetti un monopolio finanziario: è lo scopo del Monopoly. Venduto in oltre 270 milioni di esemplari nel mondo, il Monopoly è stato interessato negli anni da innovazioni ed edizioni speciali.
Monopoly, origine del gioco più famoso al mondo
La prima versione venne lanciata dalla casa editrice statunitense Parker Brothers, nel novembre del 1935. Le origini del gioco in realtà sono di molto anteriori. La primissima versione risale al “The Landlord’s Game”, ideato nel 1903 dalla gentildonna quacchera Elizabeth McGee e diffusosi in diverse varianti negli USA. Toccò poi a Charles Darrow, ex venditore di riscaldatori domestici duramente colpito dalla crisi del ’29, mettere ordine tra le varie versioni circolanti, dando al gioco una sistemazione definitiva. All’iniziale rifiuto della Parker Brothers di finanziare il progetto, l’uomo non si scoraggiò e nel 1934 decise di produrlo in proprio, andando incontro a un immediato successo di vendite. L’anno successivo la PB ci ripensò e lo lanciò nei negozi come “Monopoly”.
In soli due anni, il gioco vendette oltre due milioni di copie e da allora è rimasto praticamente inalterato nella sua struttura di base e fu concesso in licenza in più di 100 paesi e stampato in oltre 40 lingue, tanto che si stima che il Monopoly sia stato complessivamente giocato da circa come 750 milioni di persone nel mondo.
Il Monopoly in Italia
In Italia, il nome del gioco venne italianizzato a Monopoli a causa delle leggi fasciste allora in atto, che non consentivano l’uso di nomi inglesi. Anche i nomi delle strade di New York e Londra vennero di conseguenza sostituiti con quelli della Milano dell’epoca, con l’eccezione di Vicolo Corto e Vicolo Stretto. Dopo la caduta di Mussolini alcuni nomi, come Via del Fascio, vennero sostituiti con altri più neutrali.
Il nome italiano è un toponimo comune, ma nella sua traduzione italiana non si riferisce ad alcun luogo. Fu solo nell’estate del 2009 che la Hasbro allineò la produzione italiana a quella europea, così che anche in Italia il Monopoli tornò a chiamarsi Monopoly dopo oltre 70 anni. Sono state tante le nuove edizioni tematiche del Monopoly, e ancora oggi continuano ad aumentare. Monopoli Euro, Monopoli città d’Italia, Monopoli Ferrari, Monopolino, Monopoli Disney solo per citarne alcune.
Ilaria Festa
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