Cultura

Addio a Montserrat Caballè: Intervista Esclusiva Ad Una Sua Allieva

Il 6 Ottobre 2018 ci rende orfani l’ultima Diva del panorama lirico novecentesco.

Montserrat Caballé lascia orfani tutti fuorché le nostre orecchie e le nostre anime che potranno sempre godere dei regali che con grande cuore ci ha donato nel corso della sua carriera, della sua vita e della sua arte: aspetti inscindibili ed imprescindibili gli uni dagli altri.

Montserrat, una voce dalle forti peculiarità, dai trascinanti filati e dai generosi virtuosismi. Una voce che ha sempre avuto la forza di competere con chiunque, ma che non ha mai avuto la presunzione di reputare l’arte in qualità di metro di giudizio tra lei e le sue colleghe-Dive.

                                 

(immagine web)

L’animo gentile della Caballé ha sempre prevalso su ogni possibilità di scalpore e leggenda metropolitana, un animo che ha spaziato nell’etere lirico fino ad arrivare al rock, esperienza suggellata dal magico incontro con Freddie Mercury, che ha dato vita nel 1988 all’album “Barcelona”: lavoro che si è distinto per essere riuscito a sganciarsi da ogni etichetta generistica atta a definire un’arte per sua essenza indefinibile da termini lessicali come solo la musica è in grado di fare.

 

Montserrat Caballé, un’artista che durante la sua carriera ha lavorato con grandi nomi come Carlo Bergonzi, George Prêtre, Mirella Freni e Riccardo Muti, ma che non ha mai osato usare il suo spettacolare talento per innalzare un muro nei confronti dei suoi allievi e del suo adorante pubblico.

Susanna Preziosa Latela, cantante lirica, in esclusiva per Metropolitan Magazine, ci regala i suoi ricordi dell’incontro con il soprano spagnolo.

Susanna, raccontaci del tuo incontro con il soprano Montserrat Caballé

Ho conosciuto Montserrat dopo aver vinto il concorso Jaume Aragall a Barcellona. Venni invitata a partecipare ad un galà internazionale diviso tra Barcellona e Madrid ed ebbi l’onore di essere l’unica italiana a partecipare. Lei faceva delle master a Barcellona e ricordo che al nostro primo incontro mi disse “Sei Italiana! Le più belle voci liriche sono italiane”. Cantai il mio brano tratto da Il Trovatore e gli piacque subito l’anima che mettevo nel cantare, così rimarcò: “La voce non basta, senza l’anima non saresti mai arrivata.” 

Cosa ti è rimasto dell’incontro con lei?

Quando insegnava, quando ti ascoltava, non lo faceva con la saccenza di una persona arrivata, non era una Diva, anche se di fatto era la più grande vivente. Era una mamma. Ti parlava con amore, l’amore che provava per il suo mestiere. Di lei mi è rimasto il sorriso, bellissimo, e gli insegnamenti. Per Montserrat la cosa importante era capire a fondo cosa si stesse cantando, la psicologia del personaggio, lo struggimento..

Hai avuto modo di condividere con lei dei momenti al di fuori delle lezioni?

Noi allievi non avevamo la possibilità di vederla fuori dalle lezioni, ma ricordo che durante una pausa parlammo di cucina: amava cucinare e mi diede delle dritte per fare bene la paella. Mi sembrava surreale parlare con una grande come lei di paella, ma stava succedendo, perché era vera.

Usa 3 aggettivi per descriverci Montserrat Caballé

Dolcissima, artista vera a 360 gradi ed una grande insegnante. Non è scontato essere una brava insegnante per una grande cantante come lei, di solito i grandi solisti sono pessimi insegnanti, ma lei era una didatta nata. Teneva ai suoi allievi, a noi, anche se ci conosceva ben poco.

Qual è per te la sua migliore interpretazione?

Norma e La Traviata. Unica. La sua perdita non sarà mai una vera perdita. Ha lasciato tantissimo a tutti noi studenti o semplici melomani. Ha lasciato la sua anima, e non la dimenticherò mai.

(fonte: Web)

Dal testo di questa trascinante interpretazione dell’aria Casta Diva da la Norma, viene spontaneo porgere un saluto all’animo gentile che ha condiviso con noi il suo prezioso ed unico talento: “Spargi in terra quella pace che regnar tu fai nel ciel”.

 

Eleonora Giulia Meloni

 

 

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