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Mortal Shell Recensione – Posso averne ancora?

Ogni recensione di Mortal Shell che ho avuto modo di leggere fino ad ora dice più o meno la stessa cosa: bello, ma cortino, con qualche difetto e meccaniche interessanti: voto 7. Non che sia un male, per carità, anche perché non c’è nulla di sbagliato in queste affermazioni. E 7 forse è il voto che si addice a Mortal Shell sin dai tempi della BETA. Un voto che veste il gioco, come il nostro protagonista fa con gli involucri vuoti che incontra sul suo cammino. Oppure, c’è dell’altro? “Signore, posso averne ancora per favore?” siamo soliti dire noi tutti amanti del genere Souls Like ogni qualvolta un titolo From Software finisce.

Dopo ore e ore di insano divertimento masochistico, ancora non ne avremmo abbastanza. Abbastanza ambientazioni decadenti, abbastanza morti. Nioh 2, per citare un’eccellenza indiscussa, fa sentire la stessa fame, lo stesso bisogno di “più gioco”. E con lui altri, eccellenti titoli tanto fra gli indie quanto fra i doppia e tripla A. Titoli come Salt and Sanctuary, Hollow Knight, Revenant: from the Ashes.

Dall’altra parte dello spettro, poi, ci sono loro. Ashen, The Surge 1 e 2, Lords of the Fallen, il primo Nioh. Souls Like che divertono, fanno egregiamente “da tappo” mentre aspettiamo il prossimo capolavoro, la prossima perla folle degna di essere chiamata “Erede dei Souls”. Ma ecco, non molto più di questo. A seguito della nostra prova possiamo dirlo: Mortal Shell si trova esattamente nel mezzo. Il titolo di Cold Symmetry è l’opera prima di uno studio di sole 15 persone. Un gioco divertente, compatto, soddisfacente. Più che un erede, forse, un Souls 2.0: un “Souls-LITE”. E la domanda, alla quale cercherò di rispondere in questa sede, è: ne vorrei ancora? Ne servirebbe ancora? Più importante: riuscirebbe, riuscirà, Cold Symmetry, a produrne ancora?

Mortal Shell Recensione

Mortal Shell Recensione – Differenze e analogie con i Souls

Come ogni Soulslike che si rispetti, Mortal Shell mette in chiaro immediatamente l’ispirazione al figliol prodigo di From Software. E’ potente, preponderante, evidente in atmosfere, art direction e intenti. Eppure, ci sono marcate variazioni sul tema, principalmente lato gameplay. La strana creatura che muoviamo nell’essenziale, ma funzionale, tutorial si muove con una certa lentezza, riuscendo tuttavia a esibirsi nelle collaudate movenze soulesche; attacco pesante, leggero, rotolata, backstep (questo più Bloodborniano) e parry. Quest’ultimo, però, si estrinseca in due diverse tecniche, con finestre distinte e distinta efficacia.

La prima tecnica di parry, quella che abbiamo in dotazione fin dall’inizio della partita, è la pietrificazione. Premendo il dorsale posteriore sinistro con il giusto (generoso) tempismo, induriamo la nostra pelle abbastanza da deflettere i colpi nemici in arrivo. L’abilità di indurimento si refresha in poco tempo, ma non abbastanza in fretta da essere spammabile. Il secondo parry, invece, va sbloccato parlando con un misterioso NPC nella prima area esplorabile, ed è più simile al perry che conosciamo, tanto come finestra di frame, quanto come effetto. Se la pietrificazione, infatti, si limita a cancellare il knockback e nel migliore dei casi ridurre i danni subiti, il parry vero e proprio, se eseguito correttamente, li annulla del tutto, permettendoci di eseguire un contrattacco letale subito dopo.

Infine, interessante l’idea di lasciare incogniti gli effetti dei consumabili fino al primo utilizzo. Ottima anche la trovata di migliorare gli effetti di questi ultimi mano a mano che li adoperiamo, attraverso un sistema di familiarità.

Mortal Shell Recensione

La pelle che abito

Se poi vi stupisce il design abbastanza anonimo, alla Prometheus, del protagonista, sappiate che non vedrete quelle grige spoglie muoversi per i livelli molto a lungo. La peculiarità di Mortal Shell, nonchè il fil rouge della lore, è la nostra capacità di impossessarci di alcuni corpi notevoli che troviamo nascosti nella mappa di gioco; ottenendo, oltre a un aspetto più umano e un equipaggiamento di tutto rispetto, anche le abilità del defunto eroe che possederemo. Abilità che possiamo migliorare con (limitati) Skill Tree presso un NPC apposito, che funge anche da Save Point.

Sono quattro, in totale, le spoglie mortali, i gusci che sfrutteremo nelle 10-15 ore di playthrough di Mortal Shell (è una media, ci sarà chi lo finisce in 7 ore, e chi ne impiegherà 20 o più). Ciascuna dotata di un albero di abilità distinto che sbloccherà, oltre a nuove abilità, anche nuovi dettagli inerenti la storia della pelle che staremo abitando. La meccanica è tanto interessante e divertente all’inizio, quanto frustrante a lungo andare. Il motivo è presto detto: perchè limitarsi a così pochi corpi indossabili? Perchè non permettere, per esempio, al giocatore di rccogliere i corpi di alcuni nemici uccisi (Boss?), e sfruttarli a tempo, come oggetti consumabili, donando così alla meccanica una strategicità immensamente superiore?

Mortal Shell Recensione

Mortal Shell Recensione – Souls-LITE

Lungi da me giudicare un gioco dal “come avrebbe potuto essere”: non si fa. Ma non riesco ad esimermi dal pensare. Pensare che la ristrettezza di risorse, umane e pecuniarie, abbia limitato Mortal Shell non solo negli aspetti evidentemente più sottotono, quindi durata e bilanciamento dei gusci a disposizione (uno in particolare è davvero troppo più forte degli altri). Ma anche, e forse soprattutto, nel mancato sviluppo delle piene possibilità di un titolo con un potenziale molto più vasto di quello del prodotto finito. Un prodotto LITE, leggero. Fin troppo a volte.

Il Souls-LITE, del resto, è un sotto-sotto genere usato per definire solitamente titoli di minor impatto rispetto al capolavoro From Software; pur se chiaramente ispirati ad esso. La definizione, purtroppo o per fortuna, calza a pennello su Mortal Shell, che, come già detto poc’anzi, non ha dalla sua una durata da GDR; più da Action, semmai. Lasciando invariate le meccaniche semplici di un Souls, però, senza cioè dare al giocatore infinite possibilità di combo, o una storia accattivante e definita, le poche ore che passiamo su Mortal Shell non sono abbastanza per nessun fandom. Nè per quello dei Soulslike, abituati alle 80 e più ore dei loro giochi preferiti. Nè per quello degli action puri, abituati a una freneticità maggiore e a trame ben più interessanti.

Questo non significa, però, che Mortal Shell non abbia un ricco piatto di giocatori a cui appellarsi; player che prima di oggi non avevano molte scelte quando si trattava di Souls. O ti giochi 80 ore imparando oggetti ed equip, moveset ecc., o passi oltre. Il punto di incontro più vicino, pensate, era il Sekiro di From stessa. Un action da 30 ore circa, con finali multipli, però, e una storia, e una lore, davvero ben scritte.

Mortal Shell Recensione

Non riesco a perdermi?

Per me, che faccio parte della prima categoria dei Souls-Fan, Mortal Shell è stato poco più di un piacevole antipasto. Anche rigiocandolo più di una volta in sequenza, il gioco non è riuscito a soddisfarmi pienamente; lasciandomi con un buon sapore in bocca, Mortal Shell mi ha fatto capire quanto siano stati abili i 15 membri di Cold Symmetry. Ma anche che il gioco, così com’è, non eccelle abbastanza per diventare, come si diceva ai tempi dei primi trailer, un nuovo Dark Souls.

A fronte di un’art direction di spessore, manca il level design intricato tipico di From Software; quelle mappe che ti vien voglia di esplorarle anche solo per arrivare a un vicolo cieco con un oggetto inutile: è il viaggio che conta. La linearità, poi, non sarebbe nemmeno troppo un problema, visto che tecnicamente parlando il gioco è assurdamente ben confezionato, e regala scorci interessanti a iosa. Il vero difetto, semmai, è la mancanza di coerenza fra i percorsi, che sembrano essere stati disegnati cercando di comprimere in un piccolo spazio una complessità fittizia. Un labirinto in cui tutte le strade vanno bene, e che quindi non vale la pena essere esplorato, come invece è nei souls, per il solo piacere di perdersi.

In conclusione: se son non morti risorgeranno

Nonostante questo, bocciare Mortal Shell in fase di recensione sarebbe un’eresia. Il Souls-LITE di Cold Symmetry è un gioco che cela un amore sconfinato per il Dark Fantasy e per l’Action RPG coniato da From Software. Purtroppo, però, entrambi i generi si portano appresso una lunga sequenza di MUST, che non sempre Mortal Shell ha soddisfatto appieno.

Le Boss Fight, in particolare, risultano quasi tutte sottotono, messe lì perchè “dovevano esserci”, e rese a tratti artificialmente difficili perchè “Dark Souls è difficile”. Bisogna lavorarci, e molto, in quel di Cold Symmetry. Ma gliele perdoniamo, perchè il fight system è uno dei più simili, per fisicità e scorrevolezza, a quello di Dark Souls. Il level design ha le sue magagne, citate nel paragrafo precedente, e queste le perdoniamo un po’ meno, perchè in un Souls l’esplorazione è almeno il 70% del piacere. Infine, se tecnicamente non ci si può lamentare troppo, cercando il pelo nell’uovo avremmo apprezzato una cura maggiore lato bilanciamento dei gusci. Durante le nostre prove, non sono emersi bug, anche se leggendo in giro per il Web potremmo essere stati solo fortunati.

In definitiva, quindi, Mortal Shell è un titolo indipendente promosso più in quanto tale che perchè effettivamente imprescindibile. E badate che non è per forza un complimento. Ma nemmeno troppo un’offesa. Il costo contenuto è un sicuro incentivo a toccare con mano il lavoro di Cold Symmetry, premiando il loro impegno e la loro determinazione. E sperando che in futuro riescano a sfruttare il supporto ricevuto per migliorare i difetti di una produzione che vuole, per sua stessa scelta, portarsi dietro una croce molto pesante: quella dei Souls. Ne vorrei ancora? Forse sì. Magari, però, facendo tesoro dei difetti di questa prima prova. Ma ehi, nemmeno Demon Souls era perfetto all’inizio, quindi…

+ Atmosfere d’effetto e tecnicamente ottimo
+ Variazioni sul tema Souls interessanti…
+ Con le poche risorse disponibili, si è fatto tantissimo

– …ma con un pizzico di creatività in più si poteva eccellere davvero
– Level design piatto e Boss non troppo creativi o impegnativi
– Troppo breve per avere una trama ambientale alla Dark Souls

– Bilanciamento dei gusci imperfetto

MORTAL SHELL RECENSIONE | VERSIONE PROVATA PC

VOTO: 7

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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