Motomondiale

MotoGP a porte chiuse per salvare il Mondiale

MotoGP a porte chiuse – Dorna si prepara per far ripartire il Motomondiale, garantendo l’ingresso al circuito solo al personale indispensabile. Paddock e spalti rimarranno vuoti: niente manager, pubblico, sponsor e giornalisti. La MotoGP vuole salvare il Mondiale! Il progetto di un campionato a porte chiuse era già stato considerato nei mesi passati, ma dopo gli ultimi rinvii la Dorna appare sempre più decisa a partire, adottando misure drastiche.

GP a porte chiuse
Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato della Dorna – Photo Credit: pagina ufficiale MotoGp Twitter

Tutto ciò per tenere in piedi il sistema economico che dà vita e alimenta il Motomondiale. E’ quindi indispensabile che i Gran Premi siano trasmessi, mantenendo almeno i diritti televisivi che rappresentano la percentuale maggiore di incasso. Iniziare a correre a porte chiuse, ma con le telecamere accese pare essere il progetto più attuabile e forse l’unico per salvare la stagione MotoGP 2020.

MotoGP a porte chiuse – Accesso solo agli indispensabili

Secondo le ultime indiscrezioni, i team hanno ricevuto un comunicato da parte dell’IRTA (l’associazione che riunisce tutti i team) con la richiesta di stilare una lista contenente il personale minimo necessario per poter disputare un Gran Premio. Ogni team dovrà consegnare suddetta lista direttamente alla Dorna per ottenere l’approvazione del paese ospitante del Gran Premio.

MotoGP a porte chiuse
L’IRTA ha chiesto alle scuderie di selezionare il personale indispensabile per il corretto svolgimento di un GP a porte chiuse – Photo Credit: pagina Twitter Monster Energy Yamaha MotoGP

Durante un weekend di gara, gli addetti ai lavori nel paddock superano le 3.000 persone. Decisamente troppe visto lo stato di emergenza sanitaria. Ad operare nei Gran Premi ci dovrà quindi essere solo il personale vitale per poter correre in sicurezza. Questo significa: piloti, tecnici e meccanici (ridotti all’indispensabile), personale sanitario e di sicurezza e pochissimi altri. Niente pubblico e accesso al paddock limitato. Anche la stampa e alcune posizioni del personale direttivo non rientrano nella lista degli indispensabili. Molti di questi possono infatti operare in smart-working rimanendo collegati in tempo reale da remoto.

MotoGP a porte chiuse
Fotografi e giornalisti non saranno ammessi tra il personale del GP a porte chiuse – Photo Credit: pagina Facebook MotoGP

MotoGP a porte chiuse – Sui passi della F1

Come per le due ruote, anche la Formula 1 sta cercando già da tempo di salvare la stagione riorganizzando il calendario e la gestione dei Gran Premi. La stagione F1 potrebbe prendere il via a Zeltweg, sul tracciato austriaco di proprietà Red Bull. Al momento, anche il ministro austriaco dello sport ha definito l’evento programmato per il 5 luglio: “immaginabile”.

MotoGP a porte chiuse
Cominciare la stagione correndo a porte chiuse potrebbe essere l’unica soluzione per salvare la MotoGP – Photo Credit: Pagia Facebook MotoGP

Correndo a porte chiuse, la F1 ha stimato di perdere circa il 40% dei proventi. Un sacrificio necessario se si vuole salvare il campionato e i contratti per i diritti TV, pari ad un altro 40% e le sponsorizzazioni, che garantiscono ai team il restante 20%. Viste le cifre da capogiro che alimentano il mercato delle quattro ruote, stiamo parlando di un sacrificio non indifferente per mantenere in vita il sistema. Data la forte disparità economica tra la F1 e le due ruote, la domanda che tutti si pongono è: la MotoGP se lo potrà permettere?

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