Il motore V12 Ferrari non vuole che saperne di scomparire. Lo scorso aprile è stato depositato un brevetto, nell’ Ufficio Brevetti e Marchi degli USA, che prevede la costruzione di un nuovo motore V12 a norma di legge. Ferrari non vuole piegarsi all’elettrico!

Motore V12 Ferrari – sembra passato un niente da quando Gioacchino Colombo iniziò a costruire i primi motori V12 Ferrari nel 1946. Ora quel V12 Ferrari è pronto a tornare. Marchio indiscutibile e sinonimo dell’efficienza Ferrari, è quasi impossibile non ricordare quello montato sulla 250 GT Berlinetta, od il Motore V12 della Ferrari Testarossa che montava il primo a quattro valvole per cilindro di 180 gradi fra i V12 montati in una vettura stradale Ferrari. Non stiamo qui a ricordare tutti gli altri singolari V12 prodotti dalla casa di Maranello perché sono davvero tanti! La bella notizia è che presto il fiore all’occhiello Ferrari, tornerà a ruggire più forte e possente che mai.

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La Ferrari 250 GT Berlinetta fu una delle prime su cui venne montato il V12 Ferrari – Photo Credit: Quartamarcia

Questo brevetto è stato pensato per essere applicato ad un propulsore 12 cilindri a V, immaginato con bancate di 90 gradi; un’idea versatile, applicabile anche ad altri frazionamenti, a V e in linea, con bancate tra 60 e 180°.

Nuovo motore V12 Ferrari in arrivo, cosa cambia?

Ferrari ha in mente di lanciare un nuovo motore V12. Ma cosa cambia? Innanzitutto sarà un motore conforme alle nuove normative ambientali. Questo brevetto, depositato presso l’Ufficio Brevetti e Marchi degli USA, terrà lontano ancora i motori full-electric dalla Casa di Maranello ancora per un po’. Il classico marchio di fabbrica Ferrari sta per tornare.

DUE METODI DI COMBUSTIONE rendono il nuovo motore V12 Ferrari più efficiente rispetto ai suoi predecessori. Il primo metodo di combustione prevede che una piccola quantità di carburante venga iniettata appena prima che la candela si accenda, creando così una miscela aria-combustibile più calda che permetta al sistema catalitico di riscaldarsi prima all’avvio del motore, riducendo così le emissioni in questa fase.

Il secondo metodo prevede l’adozione di una pre-camera in posizione centrale, che viene montata sopra la camera di combustione principale, dalla quale è separata dalla parete e comunica tramite una o più porte di connessione libere. Tale pre-camera è dotata di una seconda serie di candele che servono a “determinare in maniera ciclica e selettiva l’accensione della miscela presente nella pre-camera innescando la reazione di combustione”.

Il rinnovamento “fisico” è nel posizionamento differente dell’iniettore e della candela. Iniezione diretta, anzitutto. Candela e iniettore non sono collocati al centro della testata, bensì in posizione defilata e, soprattutto, opposta alle valvole di aspirazione.

SPARK COUPLED INJECTION è l’asso nella manica di questo nuovo progetto. Questo sistema opera posizionando candela e iniettore molto vicini tra loro, con l’iniezione di carburante che precede l’accensione, un lasso di tempo sufficiente per generare una turbolenza con l’aria in ingresso dalle valvole di aspirazione, opposte all’abbinata candela-iniettore. Il leggero ritardo dell’accensione fa sì che la corrispondente temperatura del catalizzatore aumenti più in fretta.

CHI SI CELA DIETRO IL PROGETTO? Michele Di Sacco, Massimo Medda, Stefano Paltrinieri, Vincenzo Rossi e James Conigan sono gli “inventori” del sistema di controllo del propulsore e migliore gestione delle emissioni, destinato al futuro sviluppo delle unità motrici Ferrari.

Ibridazione non ancora necessaria

Dopo la presentazioni di vetture ibride come la LaFerrari e la SF90 Stradale (che monta però un V8)che prevedono l’uso di motori elettrici ai già potenti motori endotermici, così non accadrà per i motori V12. Il marchio di fabbrica Ferrari deve rimanere intatto, almeno fin quando sarà possibile.

Michael Leiters, capo tecnico di Ferrari, alcuni mesi fa in un’intervista a Top Gear affermò:

“Un motore V12 aspirato naturalmente non è un motore ridimensionato, ma per me non ha senso come ibrido. Lotteremo e faremo tutto il possibile per mantenere il V12. Rendere ibrido il V12? Non è la soluzione”.

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Michael Leiters nel Museo Ferrari – Photo Credit: Ferrari.com

Se la natura di uno stallone purosangue è quella di correre spensierato e selvaggio tra le praterie, non lo si potrà mai tenere a lungo nella stalla; poiché questo troverà sempre il modo di evadere e tornare a correre più forte di prima. Questa è la stessa cosa che sta accadendo alla Ferrari. La creazione di un nuovo motore V12 Ferrari non è altro che un reclamo, una ribellione per far capire al mondo intero che non si piegherà mai alle ultime normative in atto. Di questo Enzo ne sarebbe orgoglioso.

FOTO brevetto nuovo motore V12 Ferrari

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