Cultura

Nagori, parole dal mondo: la nostalgia di una stagione che è appena giunta al termine

Nel nuovo appuntamento della rubrica Parole dal Mondo il termine giapponese Nagori; una parola intraducibile che descrive la tristezza provata quando un ciclo stagionale sta per giungere al suo termine.

Nagori,  una stagione giunta al termine che si lascia alle spalle a malincuore

Il termine Nagori proviene dal Giappone e il suo significato risulta profondamente poetico! Letteralmente si rende con: La nostalgia della stagione che ci ha appena lasciato. Nonostante concretamente indichi la fine di un ciclo stagionale o di una peculiarità appartenete a una stagione, per esempio un frutto o un ortaggio, questo vocabolo è intriso di sfumature che rimandano ai toni nostalgici e malinconici. Un’attestazione del Nagori abbastanza evidente è la classica malinconia che giunge alla fine dell’estate; è, quindi, un termine foriero di future assenze: una sorta di presa di coscienza con cui il soggetto si trova a fare i conti. Il Nagori giunge quando ci si rende conto che un odore, un suono, un’immagine caratteristica di una stagione sta per svanire. E’ il caso dell’ Hanami, per esempio: la fioritura primaverile tipica della cultura Nipponica che avviene a Marzo o Aprile. O, ancora, il dolce crepitio delle foglie secche che, in autunno, scrosciano sotto le suole dei passanti. Una volta svaniti i momenti legati a un determinato ciclo stagionale, bisognerà aspettare un anno affinché le peculiarità di ognuno si ripresentino. Ci si rassegnerà al fluire del tempo e dei suoi cicli; ed è a questo punto che giunge il Nagori, quella tristezza malinconica per la fine di una stagione che si è costretti ad abbandonare.

Le stagioni in Giappone, una vera e propria filosofia: Haru, Natsu, Aki e Fuyu

Se in Europa si utilizza il calendario meteorologico per scandire il tempo delle stagioni, in Giappone la loro ciclicità non ha delle date o delimitazioni fisse. Considerando, per esempio, che il 21 Giugno sopraggiunge l’Estate, sembrerà quasi assurdo avere un acquazzone a Luglio. Nelle terre del Sol Levante i confini fra una stagione e l’altra sono molto fluidi e, tale particolarità, è dovuta al fatto che gli inizi di un ciclo stagionale possono variare in base alla localizzazione geografica; per esempio, al Nord le condizioni meteorologiche più miti faranno il loro ingresso più tardi che al Sud. L’Europa divide le stagioni in quattro periodi scanditi da tre mesi l’anno; i giapponesi, invece, distinguono delle sotto-stagioni tutte collegate a un evento che avviene in natura. E’ il caso dei Sakura, ovvero la fioritura dei ciliegi che avviene ad Aprile; o, ancora, la stagione del canto dell’usignolo. In tutto sono 24, proprio perché collegate a 24 fenomeni naturali.

Nagori, nostalgia di una presenza svanita

In un contesto più ampio il termine Nagori potrebbe riferirsi anche a un qualcosa che non esiste più; un’atmosfera antica, una sensazione appartenente al passato, ma anche una presenza dileguata nel tempo. Per esempio una casa di famiglia, un luogo frequentato con gli amici del passato, la vecchia scuola in cui ci si recava da bambini. Potrebbe definirsi anche come un stimolo dovuto a un avvenimento, un discorso o una persona che evoca memorie la cui separazione è ormai definitiva.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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