Cultura

Nano Egidio – La Vita Premium | Carrozzerie N.O.T.

Giocare alla vita con la vita stessa tenuta imprigionata in una scatola: la Vita Premium.

Si potrebbe racchiudere in questa asserzione la divertente critica al contemporaneo della compagnia Nano Egidio di Roma.

Esistono quelli che al suono della sveglia sono già soddisfatti della propria vita, ebbene, per costoro la Vita non necessita di nessun upgrade. Queste persone possono anche non leggere il resto.

Compagnia Nano Egidio – dal web

Invece ci sono gli altri (questi possono leggere), che al suono della sveglia hanno come primo pensiero il desiderio di una Vita “migliorabile”, di un cambiamento, di qualcosa di diverso dalla normalità. Sognatori o complottisti? Kantiani o Ricchiepoveriani? Terrapiattisti o nichilisti?

Dal web

La Compagnia romana Nano Egidio, elabora uno spettacolo che affronta, con entusiastica allegoria e squisita comicità, il tema del cambiamento. Naturalmente il cambiamento disegnato nello spettacolo nulla ha a che vedere con il “grillismo”, non c’è politica, per fortuna. C’è un joke, uno scherzo, una possibilità futuribile degna di Netflix o di un film di fantascienza, ben costruito sulle consuete corde ilari del gruppo (artefice del Teatro seriale con la fantasmagorica saga del nano Egidio, un nano da giardino che ormai è una Star.) che esprimono una comicità senza limitazioni, diplomaticamente scorretta alla Monty Python.

Simona Oppedisano – da Facebook

Una donna, Lucy, vive murata in uno spazio definito, un blocco, isolata dagli esseri umani e può interagire solo con un gallo antistress di plastica e con uno schermo. Vive la bi-dimensione fruendo del fiume di immagini che le arrivano da un’imprecisata Megaditta che monopolizza i ritmi quotidiani (lo spazzolino da denti, il caffè, la doccia, un prato pieno di “pagliacci” ecc ecc) senza poter più toccare qualsiasi altro oggetto o, peggio, persone.

Lucy dialoga con lo schermo portandoci nel gioco a cui la donna sta partecipando: il passaggio dalla Vita Free (quella naturalmente assegnata) alla fantomatica Vita Premium, desiderio ad un passo dall’essere raggiunto che le permetterà di “stare sicuramente meglio” o, per dirla alla Maccio Capatonda, “piummeglio”.

La Compagnia – dal web

La trama è divorata dall’Assurdo. Lo schermo fa capo ad un supermegadirettore Fantozziano che tutto sa e tutto vede, un Berlusconi di plastica del futuro che manipola e spia le ambizioni dei suoi subalterni (noi, la gente) costringendo a fruire di infiniti spot pubblicitari ficcati letteralmente in ogni pausa disponibile. “Il mondo che fin dalla nascita circonda l’uomo nuovo, non lo costringe a limitarsi in nessun senso, non gl’intima nessun veto né alcuna remora ma, al contrario, eccita i suoi appetiti, che, per principio, possono crescere illimitatamente” scriveva il filosofo spagnolo Josè Ortega y Gasset nella sua opera La ribellione delle masse e questa riflessione corrobora, nel sottotesto di impronta critica, il lavoro del gruppo.

L’operazione drammaturgica è complessa ma la bravissima Simona Oppedisano riesce a risultare verosimile nella costruzione incredibile che lo spettacolo ha. Interagire con un gallo antistress, una serie innumerevole di registrazioni audio e pezzi umani ricevuti tramite una strana email tridimensionale, è davvero arduo. Donna contro videoproiettore, un suggestivo 8 marzo per l’attrice! Le immagini si susseguono orchestrate alla consolle dai burattinai Marco Ceccotti e Francesco Picciotti, capaci di manipolare ad arte le figurazioni.

dal web

Le battute (come l’intelligente stile del gruppo Nano Egidio ha saputo replicare negli spettacoli precedenti) si moltiplicano costringendo la platea a ridere di gusto minuto dopo minuto, assurdità dopo assurdità. Ridere fa bene e La Vita Premium regala comicità tagliente, frizzante e immediata con tag-line degne del miglior Daniele Luttazzi o di Corrado Guzzanti.

Il nano Egidio – dal web

L’amaro arriva quando l’attesa si trasforma in inganno e l’ideale paventato diventa (per Lucy) non più necessario. Si continua a ridere per stupidi video proiettati sullo schermo mentre, abbassando leggermente lo sguardo, la poesia è sul palcoscenico in carne ed ossa e, forse, non tutti la scoprono mentre si manifesta.

D’altronde, le masse non sono preoccupate se non del loro benessere, e, nello stesso tempo, non si sentono solidali con le cause di questo benessere.

Visto a Carrozzerie N.O.T. l’8 marzo 2019.

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