In Australia una donna di ottant’anni è stata trovata senza vita su un’isola. Era rimasta lì da sola dopo essere stata dimenticata, al termine di un’escursione, dalla nave da crociera sulla quale stava viaggiando. La signora si era persa sulla Lizard Island, nella parte nord del Paese, nel corso di una visita organizzata; non si sa ancora come sia morta, e perché non abbia mai fatto ritorno sull’imbarcazione.
Finita la gita programmata, nel tardo pomeriggio di sabato, la nave, che è gestita dalla società australiana Coral Expeditions, si è rimessa in viaggio. Nessuno ha notato l’assenza della donna per diverse ore; l’allarme è scattato soltanto alle 21:00, ora locale. Il comandante della crociera ha immediatamente allertato la polizia, che ha avviato le ricerche sull’isola, e ha fatto dietrofront, tornando indietro. Purtroppo, quando gli agenti hanno trovato il corpo della signora dispersa, non c’era già più nulla da fare.
Donna morta dopo essere stata dimenticata da una nave da crociera in Australia: una tragedia evitabile?
Le autorità stanno indagando per verificare se i protocolli di sicurezza per i passeggeri siano stati rispettati. Lo scienziato Adam Smith, professore associato alla James Cook University e docente ospite di Coral Expeditions, ha descritto il caso come una “tragedia assoluta” che ha evidenziato le lacune nel monitoraggio dei passeggeri durante le escursioni a terra.
«Da riva, la supervisione diretta è minore. Spesso è il passeggero a decidere quando entrare e uscire dall’acqua e come svolgere la propria attività», ha affermato. Ha poi aggiunto che, mentre le attività in barca come lo snorkeling sono rigorosamente controllate con conteggi obbligatori, le escursioni a terra spesso si basano sul rispetto delle istruzioni da parte dei passeggeri, il che aumenta il rischio di incidenti.
Federica Checchia





