Nazionale femminile: finito il Mondiale, non abbandoniamole!

Terminato il grande Mondiale delle ragazze azzurre. Adesso c’è un Europeo da pianificare. La passione delle nostre calciatrici, la qualità e il talento messo sul terreno di gioco sono i punti da cui ripartire per la crescita del calcio femminile. Un unico grande obiettivo: il professionismo.

Ci hanno fatto sognare

Il Mondiale femminile ha da poco calato il suo sipario. Il 7 luglio è arrivata la grande vittoria della Nazionale americana nella finalissima contro l’Olanda, nostra “castigatrice” nella manifestazione. L’impegno, la qualità,le giocate, la passione e il talento visto nel Mondiale francese non possono essere scordati, in particolare, per quanto riguarda la nostra Nazionale, guidata sapientemente da Milena Bertolini. Le eroiche gesta della nostra squadra, l’impegno e la dedizione mostrata dalle nostre ragazze non devono essere assolutamente oggetto di dimenticanza.

Le parate di Laura Giuliani, il muro difensivo composto dal capitano Sara Gama e da Elena Linari, le galoppate sulla fascia di Alia Guagni, Elisa Bartoli e Valentina Bergamaschi, la regia e il talento di Manuela Giugliano. Per continuare con la grinta messa in campo da Daniela Sabatino, Ilaria Mauro e Aurora Galli, il dribbling di Barbara Bonansea, il sinistro di Valentina Cernoia, la forza di Cristiana Girelli e la velocità di Valentina Giacinti. Elementi ancora ben impressi nelle mente degli italiani. Il ciuccio in bocca di Bonansea, la tripletta di Girelli contro la Giamaica, le botte da fuori di Galli, il rientro in campo dopo l’infortunio di Martina Rosucci e gli assist pregiati della giovane “Nuvola Rossa” Giugliano sono soltanto alcuni degli incredibili momenti del nostro Mondiale.

La qualità, la voglia di combattere su ogni pallone e il senso del gruppo sono valori troppo spesso dimenticati nel nostro calcio e ben messi in evidenza dalla Nazionale femminile. Il 44,35% di share, con più di sei milioni di spettatori è il mostruoso dato di ascolti della partita Italia-Olanda, lo sfortunato match che ha segnato il termine della nostra avventura Mondiale. Una passione e un calore dimostrato dalla gente e dai tifosi sempre crescente nel corso del Mondiale. Partendo dal primo posto contro le più blasonate Australia e Brasile, dalla grande gara contro la Cina, per concludere con l’eliminazione contro un Olanda, a noi superiore e campione d’Europa in carica e vice campione del Mondo.

PHOTO CREDITS: Sky Sport
L’esultanza di Barbara Bonansea

Calcio femminile: continuiamo a seguirlo

Le lacrime di Cristiana Girelli, la grande esclusa nella gara contro l’Olanda, sono emblematiche per comprendere l’attaccamento alla maglia azzurra delle nostre ragazze. “Noi ci siamo sempre state” sono queste le parole dette dalla numero 10 azzurra al termine della partita contro la Giamaica. Il caloroso affetto evidenziato durante il Mondiale è sicuramente un dato estremamente positivo. Le nostre calciatrici calcano, tuttavia, i campi di gioco durante tutto l’anno, allenandosi con grande professionalità.

Sicuramente il Mondiale è stato una grande vetrina per le nostre ragazze, che lo hanno sfruttato a pieno, dopo tantissimi anni di assenza dalla manifestazione. Il sogno di raggiungere una prestigiosissima semifinale per la prima volta nella storia lo abbiamo accarezzato tutti, uscendo tuttavia dal Mondiale con un sentimento di amarezza, ma tanto orgoglio e consapevolezza. Senza dubbio per delle “dilettanti” ( il movimento calcistico femminile italiano non è infatti riconosciuto a livello professionistico”) competere con Nazionali che possono contare su una preparazione professionistica di altissimo livello, non è assolutamente cosa da poco.

Le nostre ragazze sono riuscite tuttavia a colmare l’enorme gap con Nazionali ben più impiantate e mature nell’ottica del movimento femminile. Con impegno, sacrificio, tattica e tanto lavoro sono riuscite ad elevarsi al livello di tutte le altre compagini, lottando fino alla fine ed uscendo a testa altissima. Le nostre calciatrici devono avere una possibilità. Una chance indiscutibilmente meritata contro tutti i pregiudizi di chi non comprende la varietà del movimento femminile, confondendola con inferiorità.

PHOTO CREDITS: Calcio Femminile Italiano
La Nazionale americana, vincitrice per la quarta volta del Mondiale femminile.

Processo di crescita

Il Mondiale, come detto, è una manifestazione di fascino indiscusso. Sono diversi i tifosi che si approcciano a questa competizione, facilitati semplicemente dalla sua grande importanza, che lo rende un vero e proprio fenomeno mediatico. Tuttavia, il Mondiale deve essere solo il trampolino di lancio per il salto definitivo del calcio femminile nel nostro paese. Un salto, che come detto da Gravina “non sarà semplice e immediato”,ma che è necessariamente da compiersi.

Lo sviluppo iniziato da numerosi club nel calcio femminile, con nuovi ed importanti investimenti e l’assogettamento di Serie A e B alla Figc, appena due anni fa, sono soltanto dei piccoli passi per il riconoscimento delle nostre atlete come professioniste per superare definitamente il barbaro ostacolo del “dilettantismo“. Regalare un futuro a queste ragazze, donando loro la possibilità di vivere interamente di questo sport è il minimo riconoscimento da effettuare per le nostre donne. Evitare un’inutile e frustrante migrazione delle nostre sportive all’estero è il primo grande obiettivo da raggiungere

Per farlo, però, sarà necessario muoversi seriamente e dare al movimento ciò che realmente si merita. Un campionato da seguire, un Europeo da affrontare, sono tantissimi i grandi e appassionanti appuntamenti che ci aspettano. Dunque fondamentale sarà remare per un unico grande obiettivo: il professionismo. Allora vi prego: non abbandoniamole proprio adesso!!

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PHOTO CREDITS: Vanity Fair
Sara Gama: capitano della nostra Nazionale