La guardia serba, dopo due stagioni infernali costernate da infortuni, è pronta a prendersi il ruolo di stella in Eurolega, prendendosi sulle spalle i greci del Panathinaikos, la squadra che gli ha dato fiducia e che necessita di un trascinatore per la prossima stagione.

Luci e ombre

Post di presentazione di Nedovic al Panathinaikos
(Photo credits: Superbasket)

Nemanja Nedović fa il suo esordio nel professionismo nella Stella Rossa di Belgrado, prima di fare un’esperienza oltreoceano con i Golden State Warriors. Tornato in Europa, al Valencia, inizia a mettere in mostra il suo talento, prima di esplodere definitivamente al Malaga.
Nella squadra andalusa esprime la sua tecnica per ben tre anni, specializzando il suo gioco nel tiro dall’arco e impressionando per la velocità di pensiero ed esecuzione.
Dopo aver vinto l’Eurocup, viene richiesto da coach Pianigiani per fondare attorno alla guardia di 191 cm un ciclo vincente e duraturo per l’Olimpia Milano. La sua avventura italiana inizia nel migliore dei modi, con la vittoria della Supercoppa, ma una serie di infortuni non gli permette di acquisire continuità. Nei due anni con la squadra lombarda farà solamente 21 presenze.
In nazionale, dopo l’argento di Rio 2016, vede il suo ruolo coperto dal più giovane e talentuoso Bogdan Bogdanovic, non riuscendo a strappare nemmeno la convocazione per il mondiale del 2019.

Atene come ripartenza

(Photo credits: Tuttoscommesse)

Il Panathinaikos non ha particolari ambizioni per la prossima stagione di Eurolega, un elemento sicuramente positivo per Nedović, dove a Milano ha dovuto far fronte alle pressioni del pubblico del Forum e alle aspettative (forse eccessive) di coach Pianigiani (prima) e Messina (dopo). Il campionato ellenico presenta inoltre molte sfide sulla carta facili per i bianco-verdi, che possono consentire a Nedović continuità soprattutto a livello atletico con un minutaggio sicuramente consistente.
A ventinove anni si ritrova quindi un’occasione per rilanciarsi, una stagione dove trovare quella concretezza sempre mancata nella sua carriera, ma che (ginocchia permettendo) attraverso il suo talento ha tutte le carte in regola per cogliere.

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