Musica

Neil Young: rimossa la sua musica da Spotify, protestava contro la pubblicazione di podcast no-vax

Il cantautore canadese Neil Young aveva protestato contro la pubblicazione, sulla piattaforma streaming Spotify, del podcast di un opinionista no-vax. Una contestazione lecita in quanto riconosce la diffusione di notizie false, con cui Young non voleva averci niente a che fare urlando a gran voce “o lui o me”. Ora però il cantante si è ritrovato a perdere il 60% dei proventi da streaming. Ma allora quando è lecito rimuovere gli account degli utenti?

Spotify non accoglie la richiesta di Neil Young e ritira la sua musica

Il servizio musicale di streaming Spotify, ha deciso di eliminare dalla piattaforma la musica di Neil Young, una notizia riportata dal Wall Street Journal e in seguito confermata dall’“Hollywood Reporter”.

Era stato in realtà lo stesso cantante a richiederlo in segno di protesta contro un podcast no-vax disponibile sul canale. Martedì Young aveva infatti pubblicato una lettera, messa sui social e poi rimossa, indirizzata al suo manager e alla sua casa discografica, la Warner Bros, in cui esprimeva tutto il suo dissenso per la diffusione permessa su Spotify di informazioni false sui vaccini, dichiarando la volontà di far rimuovere la propria musica sulla piattaforma.

“Desidero che la mia musica non sia più reperibile su Spotify, e che questo succeda il prima possibile. Questo perché Spotify sta diffondendo informazioni false sui vaccini, e queste rischiano di causare la morte di quelli che credessero a quelle notizie”.

Il podcast a cui fa riferimento Young si intitola The Joe Rogan Experience, condotto da Joe Rogan, opinionista e commentatore, il quale ha avuto modo di esprimere varie volte il suo scetticismo nei confronti dei vaccini, raccontando come si sia ammalato di Covid e di come sia riuscito a guarire grazie alla somministrazione di ivermectina, utilizzato nel campo veterinario per l’eliminazione dei parassiti negli animali. Un’informazione assolutamente prima di ogni fondamento scientifico, e che come riconosce Young può essere assolutamente nocivo per chi invece ripone fiducia in tali dichiarazioni.

Neil Young aveva infatti specificato “Possono avere Rogan o Young. Non entrambi”, e Spotify ha evidentemente fatto la sua scelta, scegliendo di continuare a permettere di diffondere uno dei podcast più ascoltati sulla piattaforma, anche se fortemente diseducativi e privi di ogni fondamento scientifico.
Un portavoce di Spotify ha dichiarato al Wall Street Journal che l’intendo del canale è quello di diffondere “Tutta la musica e tutti i contenuti audio del mondo. Affrontando sempre l’enorme responsabilità di mantenere l’equilibrio tra la sicurezza per gli ascoltatori e la libertà degli autori”.

Ci si chiede però se permettendo la continua pubblicazione di informazioni forvianti sia il modo giusto di garantire la sicurezza degli utenti.
Non è ancora chiaro del tutto quando tali piattaforme, così come quelle social, abbiano il diritto di cancellare account e limitare la diffusione di determinati contenuti e quando invece sembra essere “tutto lecito”.

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