Attualità

Nel 2023 stop alla ricetta elettronica, richiesta proroga

La ricetta dematerializzata, ossia la versione elettronica della tradizionale ricetta rossa cartacea, è stata introdotta durante l’emergenza coronavirus e prorogata fino alla fine del 2022. Ma dal 2023 le cose potrebbero tornare come prima e giungono allora richieste di proroga.

A fine anno verranno sospese le ricette elettroniche, da più parti richiesta la proroga

Nel 2023 stop alla ricetta elettronica, richiesta proroga

La ricetta dematerializzata è una misura implementata negli ultimi anni e, fino al 2020, era accompagnata da un promemoria cartaceo da ritirare nello studio medico, mentre l’ordinanza della Presidenza del Consiglio pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel marzo 2020 aveva disposto la possibilità di utilizzo di strumenti alternativi al promemoria cartaceo. I pazienti, quindi, possono evitare di recarsi fisicamente nello studio del medico per ritirare la ricetta cartacea e ricevere invece il numero di ricetta elettronica – quindi il promemoria dematerializzato – da utilizzare per acquistare i farmaci.

Dal prossimo 31 dicembre è previsto lo stop a tali ricette mediche fornite attraverso un sms o via email, ma da più parti è arrivata la richiesta di una proroga, in primo luogo dai medici, che si sono rivolti al ministro della Salute Orazio Schillaci: “Abbiamo interpellato sul provvedimento la segreteria del ministro della Salute facendo presente la scadenza e ci aspettiamo una risposta positiva su una eventuale proroga“, ha dichiarato il presidente dell’Ordine dei MediciFnomceoFilippo Anelli.

Anelli ha poi aggiunto:

La ricetta dematerializzata dovrebbe viaggiare di pari passo con il fascicolo sanitario elettronico, che però non tutte le Regioni hanno attivato e non tutti i cittadini vi hanno aderito. Durante il Covid per evitare l’affollamento degli studi è stato consentito di inviare un codice ai pazienti in modo non criptato, via telefono o email. Questo provvedimento è andato benissimo e nelle more che tutte le Regioni adottino e tutti i cittadini attivino il fascicolo sanitario elettronico è un sistema comodo per i pazienti e sicuro per i medici.

Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione Italiana di medici di medicina generale, Fimmg, ha inoltre spiegato:

Come abbiamo già chiesto in due incontri al ministro della Salute, è necessaria la proroga del provvedimento del marzo 2020, che permette al cittadino di non dover andare di persona a prendere il promemoria cartaceo della ricetta, ma di riceverlo via mail. Sappiamo che il tema è sul tavolo e sicuri che mostrerà la sua attenzione verso l’argomento.

Ha proseguito poi, nell’ottica di una reale dematerializzazione della ricetta:

È indispensabile che il governo proroghi dei provvedimenti in scadenza il 31 dicembre. Uno di questi è la ricetta dematerializzata, che permette di ridurre l’affollamento negli studi medici anche in un momento come quello del picco di contagio influenzale. L’obiettivo dovrebbe essere quello di realizzare una vera dematerializzazione della ricetta, che non passi più attraverso un promemoria digitale o cartaceo. Ma che possa essere direttamente usufruita presentando la tessera sanitaria elettronica.

Ricetta elettronica, la parola alla segretaria Generale del Sindacato Medici italiani

Anche secondo il sindacato dei medici Smi e di Cittadinanza attiva, si tratta di una misura da rinnovare e prorogare: “Chiediamo al ministro la proroga almeno per un anno e un provvedimento che renda il suo utilizzo strutturale“, per poter “liberare i medici da impropri carichi burocratici” – sostiene Pina Onotri, segretaria Generale del Sindacato Medici italiani (Smi), la quale ha reso pubblica una lettera inviata a Schillaci in merito alla ricetta elettronica.

Come spiega ancora Onotri, in riferimento ai medici di famiglia:

Sono carenti in tutta Italia e al tempo stesso sono sempre più oberati da impropri carichi burocratici, con una sempre minore disponibilità di tempo per l’attività clinica – quindi il ritorno alla ricetta cartacea -rappresenterebbe un salto indietro, causando lunghe attese negli studi medici. La soluzione temporanea che auspichiamo è quella di una proroga di almeno un anno del provvedimento.

L’auspicio della segretaria generale, in merito alla ricetta elettronica, è che questa diventi “uno strumento strutturale e auspichiamo, in questo senso, un impegno del governo e del Parlamento. Liberare i medici convenzionati del Servizio Sanitario Nazionale da impropri carichi burocratici è la scelta più giusta per valorizzare la professione, contrastare l’esodo dalla categoria, permettere di utilizzare più tempo alla cura e all’assistenza dei pazienti“.

Stop alla ricetta elettronica nel 2023: Anna Lisa Mandorino e Alessio D’Amato

Queste invece le parole della segretaria generale di Cittadinanzattiva, Anna Lisa Mandorino:

Il sistema della ricetta dematerializzata scade a fine anno e sarebbe una occasione sprecata non decidere di prorogare l’utilizzo di questo strumento che è stato preziosissimo durante la pandemia e che i cittadini apprezzano perché semplifica le procedure, riduce la burocrazia e consente ai medici di dedicare più tempo all’ascolto dei pazienti, soprattutto i più fragili.

E poi ancora, sottolineando il grande beneficio apportato in generale dalla sanità digitale:

La sanità digitale in generale, e nel suo piccolo anche la ricetta de materializzata, è di enorme beneficio soprattutto in contesti, come le aree interne, in cui la distanza dallo studio del medico, o le condizioni disagiate che talvolta sussistono per raggiungerlo, costringerebbero ad esempio le persone anziane a chiedere aiuto a un familiare.

Infine, l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, si è espresso come segue:

Se la norma per l’invio delle prescrizioni mediche al proprio assistito verrà cancellata dal governo si creerà il caos nel momento di picco influenzale e un grave disagio sia per i medici che per gli assistiti. Se non verrà reinserita, nel Lazio adotteremo un decreto per consentire di utilizzare una modalità che ha funzionato ed evitare assembramenti negli studi per semplici prescrizioni.

Serena Pala

Seguici su Google News

Back to top button