Un successo che sembrava già annunciata ha trovato la sua conferma con gli esiti delle elezioni in Nepal. I risultati preliminari, infatti, avevano rivelato una netta maggioranza del partito dell’Indipendenza Nazionale. In seguito, lo scorso 5 marzo hanno confermato la vittoria schiacciante del partito centrista dell’ex sindaco di Kathmandu, Balendra Shah.

La vittoria schiacciante di Balendra Shah è ciò di cui il Nepal aveva bisogno

L’ex rapper ed ex sindaco di Kathmandu, Balendra Shah, ha ottenuto la maggioranza più ampia da più di sessant’anni: 182 seggi su 275 alla Camera dei Rappresentati. Una vittoria così schiacciate ha visto la partecipazione del 60% dei 19 milioni di cittadini aventi diritto di voto, mostra che la rivoluzione scoppiata a settembre dello scorso anni non è stata fine a se stessa. Lo scontro tra la vecchia e la nuova classe dirigente ha portato degli esiti concreti. Difatti, il partito Congresso Nepalese e il Partito comunista dell’ex primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli hanno ottenuto rispettivamente 38 e 25 seggi. Il cambio di rotta è stato sostanziale, soprattutto se si tiene conto di quanto Sharma Oli sia stato per decenni una figura centrale della politica nepalese.

Tuttavia, non è stato necessario attendere l’esito delle elezioni per prevedere che tipo di posizionamento avrebbe raggiunto il suo partito. Lo stesso ex primo ministro infatti, durante la rivoluzione della generazione z, scelse di dimettersi. I problemi preesistenti legati all’economia, alla corruzione e alla politica che si ponevano alla base del governo nepalese erano evidenti. Ciononostante Sharma Oli ha ugualmente scelto di ricandidarsi a queste elezioni. Il risultato, tuttavia, ha indicato il desiderio di voler ripercorrere i vecchi passi.

Quanto sta accadendo al Nepal è un cambiamento significativo. Dalla cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso avvenuta con il blocco dei social, gradualmente i problemi sono emersi simultaneamente. Lo scoppio della rivoluzione, poi, si è posta come rifletto e risposta attiva a un malessere diffuso, specie in un contesto politico da tempo instabile. Secondo quanto afferma l’esperto costituzionale Purna Man Shakya: «La speranza è che ci attendano cinque anni di stabilità». Shah, impegnatosi in campagna elettorale per combattere la corruzione, rafforzare l’economia e creare posti di lavoro si annuncia essere il cambiamento di cui il Nepal aveva bisogno.

Stefania Cirillo