Netanyahu ha deciso di sciogliere il gabinetto di guerra israeliano, organo cruciale per le decisioni di strategia bellica a Gaza. Perchè?

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso di sciogliere il gabinetto di guerra israeliano, l’organo che prendeva decisioni strategiche sulla guerra nella Striscia di Gaza, composto da sei membri. Netanyahu ha annunciato la decisione ai ministri del governo domenica sera, e l’ufficio del primo ministro l’ha confermata ai giornali israeliani lunedì mattina.

Cosa significa la decisione di Netanyahu e cos’è il gabinetto di guerra:

Il gabinetto di guerra in Israele è un organo ristretto del governo creato per prendere decisioni cruciali e strategiche in tempo di conflitto, come quello nella Striscia di Gaza. Composto da un numero limitato di membri del governo, solitamente include il primo ministro, il ministro della Difesa, e altri esponenti chiave che detengono ruoli rilevanti per la sicurezza nazionale. Sono, per la precisione, sei membri:

  1. Benjamin Netanyahu – Primo Ministro
  2. Yoav Gallant – Ministro della Difesa
  3. Ron Dermer – Ministro degli Affari Strategici
  4. Tzachi Hanegbi – Capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale
  5. Aryeh Deri – Leader del partito Shas e osservatore nel gabinetto di guerra
  6. Un membro di minoranza – Di solito incluso per consulenza senza poteri decisionali pieni

Chiaramente è legato all’influenza di Benjamin Netanyahu e prende decisioni strategiche durante le crisi militari. Il Primo Ministro guida le discussioni, nomina i membri e orienta le politiche di sicurezza. Le decisioni del gabinetto riflettono la sua visione e devono essere implementate dalle agenzie governative e forze armate. Come capo del governo, Inoltre egli è responsabile di fronte al parlamento e al pubblico per le azioni del gabinetto, garantendo una risposta efficace alle emergenze e comunicando le decisioni prese.

Gantz aveva abbandonato il Gabinetto di Guerra:

La notizia era attesa, soprattutto dopo che Benny Gantz, principale oppositore di Netanyahu, aveva abbandonato il gabinetto e il governo di unità nazionale il 9 giugno. Gantz, ex capo di stato maggiore, ha accusato Netanyahu di anteporre i suoi interessi personali e quelli del governo alla sicurezza di Israele, criticandolo per la mancanza di una strategia chiara nella guerra, che ha devastato la Striscia di Gaza e causato oltre 37.000 morti tra i palestinesi.

Gantz era uno dei tre membri con pieni poteri nel gabinetto di guerra, insieme a Netanyahu e al ministro della Difesa Yoav Gallant. Gallant, pur appartenendo allo stesso partito di destra di Netanyahu, il Likud, ha spesso criticato il primo ministro. Il gabinetto includeva altri tre membri con funzioni di consiglieri.

Il silenzio del primo ministro al riguardo:

Netanyahu non ha ancora commentato pubblicamente la decisione, ma secondo il Jerusalem Post, durante la riunione con i ministri, avrebbe detto che il gabinetto di guerra era stato formato su richiesta di Gantz come parte dell’accordo di coalizione. Con l’uscita di Gantz, non c’era più bisogno del gabinetto di guerra. La decisione non sembra collegata alle pressioni del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che avevano chiesto di essere inclusi nel gabinetto di guerra. Smotrich e Ben-Gvir, esponenti dell’estrema destra nazionalista israeliana, hanno sempre sostenuto un approccio particolarmente duro verso i palestinesi.

Dopo la decisione di Netanyahu non è prevista una nuova formazione per il gabinetto di geurra:

Attualmente, secondo i giornali israeliani, non è prevista la formazione di un nuovo gabinetto di guerra. Haaretz ha riportato che le decisioni strategiche sulla guerra saranno prese dal gabinetto di sicurezza, che include vari ministri e osservatori. Le questioni più delicate saranno discusse da un gruppo più ristretto, composto da Netanyahu, il ministro della Difesa Gallant, il ministro degli Affari strategici Ron Dermer, il capo del Consiglio per la Sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi e il leader del partito Shas, Aryeh Deri, che nel gabinetto di guerra aveva il ruolo di osservatore.

Questa decisione di Benjamin Netanyahu riflette l’instabilità politica del paese, accentuata dalle recenti tensioni. La dissoluzione del gabinetto e le accuse di Gantz evidenziano un governo frammentato, incapace di formulare una strategia chiara. Questa instabilità contribuisce al tragico conflitto nella Striscia di Gaza, dove le azioni militari hanno causato una devastazione immensa e la morte di oltre 37.000 palestinesi, configurando un grave crimine di guerra. La mancanza di una leadership coesa aggrava la crisi, perpetuando sofferenze indicibili e minando la pace.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine