Giunge, rovente e inaspettato, l’annuncio degli annunci: su Netflix arriverà il remake dei Cavalieri dello Zodiaco. La prima stagione, composta da 12 episodi, trarrà ispirazione fedele dal manga originale scritto da Masami Kurumada. La Toei Animation e Yoshiharu Ashino produrranno e dirigeranno la serie.
C’erano una volta gli anni ’80: memorabili, esplosivi, canonici. Ed è in questo periodo, così caro ai fortunati di averlo vissuto, che Kurumada partorisce uno dei più nobili capostipiti dei manga del genere. I Cavalieri dello Zodiaco approdano sul settimanale Shonen Jump della Shueisha nel 1985 e la serie animata viene prodotta l’anno successivo dalla Toei Animation.
Clamore è il termine più esplicativo atto a definire il tipo di accoglienza riservata all’opera i cui personaggi riecheggiano nell’eternità (Grazie, Massimo Decimo Meridio ndr). Detentore dell’illustre e prestigioso premio Animage Anime Grand Prix nel 1987, i nostri beniamini hanno all’attivo una popolarità imperitura con 114 episodi, una trilogia di OAV e un merchandising sconfinato tra videogiochi, action figures e altri prodotti perseveranti nell’intento di celebrarli.
L’ambientazione, trasudante epicità, è quella di un mondo che ospita gli scontri tra le potenti divinità della mitologia che si affrontano per il predominio sul pianeta. Gli emissari dei loro propositi sono dei guerrieri umani ,guidati dagli stessi dei in battaglia, e loro dirette incarnazioni idonee allo scopo da raggiungere.
I protagonisti sono i Cavalieri dell’ordine della dea Atena, protetti dalle costellazioni ufficialmente riconosciute che ognuno di essi rappresenta, i quali daranno prova del proprio valore nel tentativo di fronteggiare le divinità serbanti il desiderio, affatto innocuo, di distruggere la Terra e l’umanità che vi abita.
Sconosciuta ancora la data destinata alla trasmissione del remake, intanto la sudorazione dell’orda impazzita dei fans della serie tocca vette altissime in queste afose giornate estive. Devoti ad Atena, fino al giorno del Giudizio, ci trastulliamo fantasticando fino ad allora.
Alessia Lio





