Dopo le ultime dichiarazioni circolate in rete, pronunciate dal co-Ceo di Netflix Ted Sarandos sul futuro dei film al cinema, l’industria hollywoodiana si sarebbe allarmata, aprendo un importante dibattito in materia. Sarandos ha però avuto l’occasione per tranquillizzare gli addetti ai lavori che il futuro del cinema può e deve rimanere un canale di distribuzione preferenziale, inestinguibile anche per i titoli Warner Bros destinati allo streaming. Si parla di una finestra di garanzia di 45 giorni in sala prima che i film approdino in piattaforma per gli abbonati Netflix.

La sala: tutt’altro che secondaria

Le parole del co-Ceo di Netflix Ted Sarandos sono state sentite e precise: “Per alcune persone lo è, ma per altri no. Mia figlia vive a Manhattan e va al cinema due volte a settimana. Non è affatto superato”. L’annuncio arriva dopo che alcuni rapporti avevano indicato l’azienda come favorevole a finestre di soli 17 giorni, suscitando timori per il futuro delle sale cinematografiche. Il cinema avrebbe tutt’altro destino secondo Netflix: non sarebbe di certo in guerra contro lo streaming. Per molte persone lo streaming è più facile e più comodo per vivere i propri titoli d’interesse, ma per una grande fetta questo non è lo stesso. Il cinema resta e deve restare il canale principe per la l’esperienza cinematografica.

Warner Bros per Netflix: conquiste e perdite

Hollywood potrà garantirsi i titoli Warner Bros al cinema per la durata di due mesi e mezzo, prima che ogni titolo approdi in piattaforma. Il futuro di Netflix è quealmodo in espansione e con l’acquisizione della Warner Bros per 82,7 miliardi di dollari porterà sicuramente la piattaforma ad aumentare il prezzo del suo abbonamento e ad inserire titoli imponenti prodotti dalla casa di produzione californiana. Tuttavia, Hollywood resta scettica in merito a questa acquisizione.

Leonardo DiCaprio per esempio si è chiesto se le sale possano diventare un’attività di nicchia, mentre James Cameron ha definito l’acquisizione “un disastro”, sostenendo che un film dovrebbe essere fatto per il cinema. Critica aspramente qualsiasi distribuzione limitata che comprometta l’esperienza cinematografica e il valore degli Oscar. Pur concedendo a Netflix di competere, Cameron insiste che la distribuzione debba essere significativa e prioritaria. Secondo altri esperti, è possibile che molti potenziali spettatori rinuncino all’uscita in sala per risparmiare, dovendo attendere appena un mese e mezzo prima dell’arrivo dei film in streaming.

Staremo a vedere quale sarà in fatti concreti il destino dei titoli che finiranno nella morsa d’acquisto Warner Bros-Netflix, e soprattutto quale sarà il mutamento sociale e psicologico del pubblico rispetto al nuovo asset dello streaming.

Doriana Gatta