Cultura

Neverending Tourism, il turismo che cresce grazie alla tecnologia

Il Neverending Tourism consiste nelle esperienze immersive e senza fine, garantite attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti digitali.

Come funziona il Neverending Tourism


Neverending tourism photo credits pixaby
Neverending tourism

L’espressione Neverending Tourism è stata coniata per la prima volta dall’Osservatorio Innovazione Digitale del Turismo. Questo tipo di turismo è senza spazio e tempo, dato che permette di sfruttare il digitale a proprio favore. Nello specifico permette di estendere e facilitare l’accesso ai servizi, l’esperienza degli utenti e proporre diversi contenuti online. Questi ultimi si basano su corsi, visite guidate o laboratori.
il tragitto verso una completa diffusione del Neverending tourism non è ancora del tutto completo.
Un’apertura verso questo tipo di esperienza c’è stata durante l’emergenza sanitaria della pandemia.
Oltre ad estendere le classiche esperienze turistiche, il neverending tourism ha permesso anche di promuovere prodotti tipici enogastronomici ad un vasto pubblico interamente da remoto. Nel 2020 il 42% delle strutture italiane ha garantito la vendita di prodotti locali attraverso l’e-commerce. Invece il 39% ha garantito un servizio in remote working alla propria clientela. In questo periodo l’80% di musei, monumenti e aree archeologiche ha permesso servizi online. Tra questi i più diffusi e di facile accesso da remoto sono stati laboratori, tour e visite guidate.
Un esempio internazionale di turismo senza fine viene proposto dal sito Discover Puerto Rico, che garantisce una serie di esperienze da remoto, senza in alcun modo intaccare le tradizioni locali. Vengono infatti proposte lezioni di cucina locale o anche sessione di Yoga sull’oceano.
Attraverso queste esperienze da remoto è possibile prolungare l’esperienza dei visitatori, creando una maggiore relazione con la clientela, e dunque una maggiore possibilità di attirare turisti. Inoltre e possibile superare tutte le problematiche legate alla stagionalità delle mete turistiche, e ampliare le esperienze nel tempo e nello spazio, prima e dopo il viaggio.

Sonia Faseli

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