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New York Philarmonic, con le audizioni al buio le donne superano gli uomini

L’orchestra più antica degli Stati Uniti, la New York Philarmonic ha sperimentato il metodo delle cosiddette “audizioni alla cieca“. Per la prima volta nei suoi 180 anni di storia, grazie alle audizioni al buio, i componenti sono più donne che uomini.

Con le audizioni al buio la New York Philarmonic registra un “cambiamento epocale”

New York Philarmonic audizioni
New York Philarmonic – credits official website NY Phil

Non è mai successo, in 180 anni di storia, che l’orchestra più antica degli Stati Uniti avesse più donne che uomini fra i suoi componenti. Come racconta il New York Times, nel 1962 la New York Philarmonic non disponeva neanche di camerini femminili. La motivazione? Nessuna donna faceva parte dell’orchestra. Oggi invece, grazie ad un nuovo metodo nel condurre le audizioni, le donne sono in maggioranza numerica rispetto agli uomini, rispettivamente 45 e 44. Vengono chiamate “audizioni alla cieca“, in quanto la prima selezione si svolge completamente al buio, affinché nessun fattore discriminante, eccetto il talento, possa influenzare il giudizio finale. Nel caso della NY Philarmonic, il candidato svolge la sua prova dietro un paravento. Un distacco minimo, ma comunque degno di nota per la prestigiosa orchestra, fondata nel 1842. Agli albori, le donne non solo venivano scoraggiate a intraprendere questa strada, ma per esibirsi pubblicamente dovevano essere accompagnate da un uomo.

Il blind recruitment non basta per eliminare le disuguaglianze

La Filarmonica newyorkese adopera il blind recruitment già dagli anni ’70 ed è proprio grazie a questa modalità che ha fatto grandi passi in avanti. Citando le parole di Cynthia Phelps, prima viola e membro già nel ’92, si tratta di un vero e proprio “cambiamento epocale”. A rimarcare l’importanza di questo traguardo è anche la presidente della New York Philarmonic, Deborah Borda: «Le donne stanno conquistando queste posizioni in modo onesto ed equo». Ma è ancora troppo presto per cantare vittoria. Per quanto le audizioni alla cieca siano uno strumento “meritocratico“, capace di eliminare ogni forma di pregiudizio, non basta. Le disuguaglianze, soprattutto in termini di gender pay gap, permangono. Come scrive il New York Times, le donne ricoprono solo 1/3 delle posizioni apicali e le musiciste percepiscono una retribuzione inferiore rispetto ai musicisti. È necessario, dunque, supportare questo cambiamento per raggiungere l’effettiva parità di genere. “Quello che noi cerchiamo è la parità, perché la società è 50-50” ha concluso la direttrice, che sembra essere sulla strada giusta.

Rossella Di Gilio

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