Cultura

Nick Hornby, scrittore di storie universali

Nick Hornby nasceva oggi 17 Aprile nel 1957 a Redhill nel Surrey (Inghilterra).
Scrittore, sceneggiatore, paroliere e critico musicale ampiamente apprezzato, vogliamo omaggiarlo scrivendo di alcuni dei suoi romanzi più famosi.

Chiunque si sia trovato a leggere qualcosa di Nick Horby ha avuto la sensazione che quella storia parlasse di sé. Le sue storie trattano di individui semplici alle prese con una qualsivoglia situazione della vita:amori, rifiuti, ambizioni, sogni. Ma lo fa nel modo più genuino e vero possibile, tanto da farti credere che quella storia stia parlando di te.

Prima di Alta fedeltà, il suo primo romanzo, uscito per Guanda Editore nel 1996, non avevo mai letto nulla di Nick Hornby. Ho iniziato a leggerlo per scrivere proprio questo articolo.

Copertina dell'edizione del 2017 di Alta fedeltà di Nick Hornby, Guanda Editore
Copertina dell’edizione del 2017 di Alta fedeltà di Nick Hornby, Guanda Editore

Così quando ho aperto e letto la prima pagina non avevo chissà quali aspettative, mi serviva leggerlo ecco. Ebbene, ho dovuto ricredermi: l’ho terminato in poco più di 3 giorni e non perché mi servisse. 

Se non avete mai letto un libro di Nick Hornby iniziate da questo. La sensazione che ho avuto per tutto il tempo era che quel libro parlasse di me ed è una cosa straordinaria.  E il fatto che sia stato pubblicato nel 1995 quando la mia generazione era ancora in fasce, dimostra quanto sia attuale ed universale l’argomento che tratta: l’amore, ma visto da un punto di vista tutt’altro che sdolcinato bensì cinico, reale senza il filtro del romanticismo.

Appena ho visto Laura fuori dal negozio ho capito assolutamente che la desidero ancora. Ma questo probabilmente dipende dal fatto che è lei a rifiutare me. Se potessi indurla ad ammettere che c’è la possibilità di rimetterci insieme, le cose sarebbero più facili: se posso andare in giro senza sentirmi feritoie impotente, e infelice, riesco a tirare avanti anche senza di lei. In altre parole, soffro perché lei non mi vuole; ma se arrivo a convincermi che un pò mi vuole ancora, allora starò di nuovo bene, perché a quel punto sarò io che non la vorrò più, e potrò cercarmi un’altra.

La sua capacità di rendere una storia individuale una verità universale che talvolta vogliamo nascondere, tentenniamo nel mostrarla ma sappiamo nel profondo essere ineluttabilmente vera. 

Parallelamente alle storie del protagonista c’è tanta musica. Di quella che pochi conoscono e che altrettanti pochi apprezzano. La musica è un tema ricorrente in Nick Hornby: ha curato e pubblicato svariate raccolte di saggi sulla musica; ha curato i testi di canzoni di famosi cantanti.

Ma perché nessuno scrive mai canzoni su come sia possibile fuggire e marcire? Perché nessuno dice che la fuga può risolversi in un buco nell’acqua, e puoi lasciare il sobborgo per la città, ma finire col fare lo stesso una scialba vita suburbana? Questo è quello che è capitato a me; questo è quello che capita alla maggior parte della gente.

Insieme alla musica c’è il calcio tra le passioni di Hornby e non poteva che riflettersi anch’essa nei suoi scritti. Nel 1992 pubblica Febbre a 90° in cui narra la sua storia come tifoso dell’Arsenal, diventato poi un adattamento cinematografico. 

Molti dei suoi scritti sono poi diventati film, perché le sue storie funzionano non solo su carta stampata, ma anche sullo schermo.
(leggi anche https://metropolitanmagazine.it/nick-hornby-film/).

Ricordiamo About a boy, romanzo pubblicato nel 1998 e diventato un film nel 2002 che vede Hugh Grant tra i protagonisti. 

Locandina dell'adattamento cinematografico del romanzo di Nick Hornby About a Boy
Locandina dell’adattamento cinematografico del romanzo di Nick Hornby About a Boy

Ma perché i suoi libri riscuotono tanto successo? C’è una formula che si dice ad ogni aspirante scrittore, narratore ed è: “scrivi di ciò che conosci”. Molti interpretano questa frase come “scrivi di ciò che sai”. Credo che quello che si intende è scrivi di cosa puoi descrivere con assoluta sincerità, senza pensare alla sua spendibilità come romanzo, e credo che la fortuna di Nick Hornby sia proprio questa ed è curioso di come la sua realtà in alcuni punti sia stata simile alla mia, almeno a tal punto da farmi pensare “allora non sono solo io”. Se un libro può farti sentire meno sola, meno esclusa, meno emarginata è sicuramente un buon libro. 

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