Musica

“No Woman, No Cry”, il classico di Bob Marley dal testo frainteso

No Woman, No Cry di Bob Marley , scomparso l’11 maggio del 1981 a soli 36 anni, è un vero e proprio inno reggae. Ad oggi occupa occupa il numero 37 nella Lista delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone. Cantata da generazioni, è forse più conosciuta la versione live contenuta nell’album del 1975 Live!, che è stata inserita nel greatest hits Legend. Si tratta di una delle canzoni più famose di Bob Marley e la sua prima versione uscì con l’album “Natty Dread“ nel 1974.

La versione di “No Woman, no Cry” di Live!

Nell’album “Live!” del 1975, Bob cambierà la formazione, dopo un tour che non è andato bene e inserisce nella band il chitarrista Al Anderson, il bassista e produttore Family Man Barrett e ai backing vocals le I-Threes, composte da Judy Mowatt, Marcia Griffiths, e dalla moglie di Bob, Rita Marley. Ed è al Lyceum di Londra, che viene registrata la versione di “No Woman, No Cry” come la conosciamo oggi.

Sebbene la canzone sia stata composta da Bob Marley, i diritti d’autore vengono intestati a Vincent Ford, un amico d’infanzia di Marley e proprietario di un locale che rischiava la chiusura situato a Trenchtown, un ghetto di Kingston in Jamaica dove Marley era cresciuto. L’attività stava fallendo ed era per tanti un punto di ristoro. Il locale è sopravvissuto fino ai giorni nostri ma questo passaggio ha portato qualche problema alla casa discografica. La canzone influenzerà tutto il rock a venire, basti pensare le cover delle band più quotate, come i Police, Nina Simone, Billy Ocean, i Pearl Jam, Jimmy Cliff, Joan Boez o i Linkin Park e molte altre.

Il significato reale del testo

Ci si è molto interrogati sul significato del testo di Bob, poichè emergono le difficili condizioni della vita quotidiana, e il Governement Yard di cui parla nel testo fa riferimento a un progetto di edilizia di alloggi per veterani della seconda guerra mondiale, che non verrà mai compiuto. Erroneo è il concetto di “Senza donna non si piange”, spesso attribuitogli. Marley canta nel dialetto Patois, e utilizza il no laddove la regola grammaticale inglese vorrebbe il don’t. In creolo giamaicano sarebbe “ No Woman, Nuh Cry” , quindi “No donna, non piangere”.

Emergono poi, la povertà, («I remember when we used to sit / In the government yard in Trenchtown») la vita nel ghetto, nonostante Marley dia sempre un messaggio positivo. Ma nella sua musica non dimentica mai le sue origini.

Trenchtown – disse una volta – non è in Giamaica, Trenchtown è ovunque, perché è il luogo da cui vengono tutti i diseredati, tutti i disperati, perché Trenchtown è il ghetto, è qualsiasi ghetto di qualsiasi città… E se sei nato a Trenchtown, non avrai la benché minima possibilità di farcela».

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