Attualità

Nomadismo digitale, i nuovi lavoratori digitali e le prospettive italiane

Con la pandemia e il Covid 19, accanto allo smart working, al south working e al workation si è diffuso un nuovo fenomeno economico-lavorativo. Stiamo parlando del nomadismo digitale e delle libertà e dei rischi che esso comporta. Attualmente l’Italia con il Decreto Sostegni-ter ha affrontato e ridefinito in maniera giuridica questo fenomeno per incentivare l’arrivo nel nostro paese di nuovi talenti stranieri rilanciando le nostre bellezze paesaggistiche e culturali

Il nomadismo digitale, la nuova frontiera del lavoro

In base al Secondo Rapporto sul Nomadismo Digitale in Italia, realizzato dall’Associazione Italiana Nomadi Digitali, i nuovi nomadi digitali sono per la maggior parte lavoratori altamente formati e con competenze specifiche soprattutto nel campo della comunicazione e dell‘information technology. D’altronde per essere nomadi digitali bisogna svolgere un lavoro per cui si necessita solo di un computer portatile e di una connessione. Il tutto disancorandosi completamente dal tradizionale lavoro in ufficio e trasferendosi anche in paesi lontani rispetto alla sede della propria azienda.

È un fenomeno questo esploso accanto allo smart working durante la pandemia e che si si stimava si sgonfiasse al termine di essa ma che in realtà sta diventando la nuova frontiera lavorativa. Una nuova concezione del lavoro e di vita che permette di avere liberta e aspettative diverse da quelle del lavoro in ufficio ma con diversi rischi ed elementi da considerare prima di diventare nomadi digitali come, ad esempio, il clima e il costo della vita nel paese in cui si sceglie di soggiornare. D’altro canto il nomadismo digitale diventa un fenomeno da sfruttare per il rilancio e l’economia di diversi paesi come del resto l’Italia.

I nomadi digitali vogliono l’Italia

Nel Secondo Rapporto sul Nomadismo Digitale in Italia si evidenzia come i nomadi digitali vedano il nostro paese come una destinazione attraente. In particolar sarebbe preferito il Sud Italia e le Isole e tutti quelli luoghi come piccoli comuni e borghi in cui il costo della vita è minore rispetto alle grandi città. Un fatto importante che potrebbe essere un fattore di sviluppo soprattutto per le aree più arretrate e meno popolate del nostro paese. Questo il governo italiano l’ha compreso ed è intervenuto giuridicamente in materia di nomadismo digitale con il Decreto Sostegni-ter.

Quello che avviene è una importante modifica alla legge per incentivare l’arrivo di nuovi talenti in Italia dall’estero. In particolare per tutti i lavoratori stranieri, autonomi o dipendenti che lavorano da remoto per aziende italiane e non, sarà possibile venire in Italia ha svolgere le proprie mansioni con un semplice visto d’ingresso della durata di un anno. È quanto stabilito dall‘articolo 6-quinquies del Decreto Sostegni-ter e che è previsto in base a specifici requisiti che il lavoratore straniero deve possedere.

Bisognerà infatti avere la fedina penale pulita, un reddito sufficiente e dimostrabile, un’assicurazione sanitaria che copra ogni tipo di rischio e pagare tutte le tasse previste dalla legge italiana. È questa una novità con cui lo Stato conta di rilanciare il patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia e la produttività economica favorendo future collaborazione tra i nuovi talenti digitali stranieri e le aziende italiane.

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave

Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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